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Antonio Russo


VIDEO DI ANTONIO RUSSO, EX VICE PRESIDENTE DELLA FREE LANCE INTERNATIONAL PRESS




«Anna come Antonio, chi parla di Cecenia muore». Così l'Information Safety and Freedom, organizzazione di giornalisti a difesa della libertà di stampa, ha collegato in un comunicato stampa l'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaya alla morte di Antonio Russo in Georgia, il paese dove l'inviato di Radio Radicale si trovava per seguire il conflitto ceceno.

E’ morto Antonio Russo

L’autopsia rivela che l’inviato di Radio Radicale è stato ucciso da colpi inferti alla cassa toracica che hanno provocato lesioni interne letali. Radio Radicale ha raccolto la testimonianza dell’ambasciatore italiano in Georgia, Michelangelo Pipan.

Il collegamento con l’ambasciatore

Intervista a Beatrice Russo: «Antonio amava la verità e la giustizia»

Ad Antonio Russo verrà dedicato un premio giornalisto per il reportage di guerra e un film.

A differenza di quanto inizialmente ipotizzato il corpo di Antonio Russo non fu trovato nella strada che portava da Tbilisi verso la gola di Pankisi, bensì sulla strada che dalla capitale cecena porta al confine con l’Armenia. L’elemento - emerso dal referto medico georgiano - è particolarmente significativo poichè su questa strada c’è la base russa di Vasiani.

La matrice russa, del resto, era emersa chiaramente anche da fatti e date politiche: nel suo ultimo intervento pubblico, Antonio Russo aveva parlato del possibile uso dei proiettili all’uranio impoverito in Cecenia, in una conferenza sull’impatto ambientale della guerra in Cecenia che la Federazione Russa aveva fortemente contrastato, arrivando ad accusare il presidente Georgiano Shevarnadze di collaborare con il terrorismo. Soprattutto, però, in quella sede Antonio aveva esplicitamente fatto riferimento alla sua ulteriormente motivazione che l’aveva spinto in Georgia: raccogliere documenti e prove a difesa della incredibile ed infamante accusa che la Federazione Russa, aveva rivolto contro il Partito Radicale Transnazionale chiedendone l’espulsione dall’Onu: narcotraffico, pedofilia e terrorismo. Qualche giorno, qualche ora prima della sua morte, Antonio aveva poi comunicato ad Olivier Dupuis di essere in procinto di tornare in Italia per portare la documentazione raccolta a difesa del Pr e contro la Federazione Russa. Quei documenti trafugati dalla casa georgiana di Antonio, proprio nella notte del suo omicidio.

L’ultimo intervento pubblico (finora inedito) di Antonio Russo: Impatti della guerra sull’ambiente

4 ottobre 2006 - Giulio Savina, che ha partecipato alla missione Osce per l’addestramento dei soldati georgiani, parla del servizio mandato in onda dalla tv georgiana Rustavi 2 in cui si denuncia il coinvolgimento dei servizi segreti militari russi nell’uccisione di Antonio Russo

12 novembre 2000 - L’articolo del quotidiano britannico The Observer

Antonio Russo in Kosovo
Antonio Russo - che per Radio Radicale era stato inviato anche in Algeria, Rwanda, Zaire, Bosnia e Kossovo - aveva affrontato altre volte in prima linea i rischi legati all’essere una voce di informazione libera in situazioni di conflitto. Nella primavera del 1999 si trovava a Pristina nei giorni più cupi della pulizia etnica attuata da Belgrado in Kossovo, avendo rifiutato di abbandonare la città sotto assedio come era stato ordinato alla stampa dall’esercito serbo.

Il 30 marzo da Radio Radicale si perdono le sue tracce. Sono giorni terribili, nel corso dei quali si teme il peggio.

Ma tre giorni dopo ricompare a Skopije, in Macedonia, dove arriva mimetizzandosi nelle colonne di profughi che scappano ai retaggi effettuati dalle milizie serbe. Nel corso della conferenza stampa convocata negli studi di Radio Radicale da Marco Pannella e Massimo Bordin, Antonio Russo interviene telefonicamente raccontando le sue ore da “profugo kossovaro”.

Antonio Russo è salvo: «Io, nell’esodo di profughi dal Kosovo»

L’uccisione di Antonio Russo si lega in parte alla richiesta di espulsione dall’Onu, avanzata dalla Russia proprio durante la permanenza di Russo in Cecenia, nei confronti del Partito radicale transnazionale, reo di aver concesso diritto di tribuna, alla Commissione diritti umani delle Nazioni Unite, a rappresentanti del popolo ceceno definiti “terroristi” da Mosca.

Il comitato dell’Onu chiamato a decidere sulla richiesta Russa, nella sorpresa generale, bocciò per la prima volta dalla sua esistennza una raccomandazione presentata da uno dei membri permanenti delle Nazioni Unite con un voto contrapposto (23 voti contro la proposta russa, 20 a favore e 9 astenuti).

Storica vittoria del PR all’ONU “in memoria di Antonio Russo”: Radiocronaca e commenti a caldo

Antonio Russo era un free-lance, abituato a vivere in prima persona gli eventi più scottanti. Non aveva voluto iscriversi all’Ordine dei Giornalisti. Ha lavorato a Radio Radicale dal 1995 alla sua morte.

(Materiale gentilmente concesso da Radio radicale)