L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Press Release

Press Release (10)

Martedì 2 dicembre Istituto Polacco di Roma via Vittoria Colonna ore 19.00


verrà presentato PERSO[A]NOMALIA: il documentario di Stefano Scialotti e dedicato all’omonima mostra di Robert Kusmirowski presente al MAMbo nel 2024. un vero e proprio viaggio visuale e non solo nella memoria. Attraverso l’amore per i vecchi oggetti la poetica dell’artista polacco incontra il patrimonio unico di frammenti conservati al Museo per la Memoria di Ustica.

Comunicato 

 

Il  25 novembre della FIDAPA ad Alghero  

 

La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne ha visto la FIDAPA, sezione di Alghero, impegnata nell’organizzazione di una serata che ha dato spazio alla riflessione di molti esponenti del mondo delle istituzioni, delle professioni, della cultura e dell’associazionismo.

Grande successo nella sala convegni del Quarter, con il patrocinio della Fondazione Alghero e del Comune di Alghero.

Neria De Giovanni, presidente della sezione FIDAPA di Alghero per il biennio 2025-2027 in apertura ha ricordato la motivazione della serata e le attività svolte dall’Associazione: locandine offerte dalla FIDAPA con il logo nazionale contro la Violenza sulla donne, con il numero antiviolenza e stalking 1522 NON SEI SOLA! da esporre in collaborazione con Il Centro Commerciale Naturale Al centro storico; l’allestimento del “Posto occupato” presente in sala e presso il Parco di Porto Conte.

Al tavolo della presidenza tutto il nuovo direttivo: Neria De Giovanni, presidente, che ha coordinato l’evento,  la past President Margherita Lendini, la vicepresidente Marirosa Martinelli, la segretaria Anna Maria Orlandoni e la tesoriera Silvana Pinna.

Per oltre due ore si sono avvicendati al microfono uomini e donne che hanno portato il loro contributo con le diverse esperienze sia istituzionali che professionali e associative.

L’apertura è stata affidata a Graziella Massi, scrittrice  giornalista, della Rete delle Donne,  che ha letto dal suo libro “Donne di Sardegna” (Nemapress) il toccante racconto che da voce a Michela Fiori, vittima di femminicidio ad Alghero.

Il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto si è augurato che giornate come questa non debbano più essere necessarie; poi le testimonianze delle assessore Maria Grazia Salaris ai servizi sociali  e Raffaella Sanna alla cultura.

Il sindaco di Olmedo, Toni Faedda ha ricordato il percorso giuridico di salvaguardia delle donne come ripreso anche dalla consigliera Giovanna Caria;  il consigliere Alessandro Cocco ha ricordato le figure apicali nella politica nazionale e internazionale. Il Comando della Compagnia dei Carabinieri di Alghero, è stato rappresentato dal suo Tenente.

Il regista Cesare Furesi insieme alla regista Anna Semenzato ha anticipato il suo prossimo film tutto al femminile;Margherita Lendini ha letto due sue poesie dedicate alle donne nel mondo, tratte dal suo libro “Ambrosia, mirra e Mefistofele” (Nemapress); Antonello Colledanchise da psicoterapeuta ha illustrato i pericoli dei rapporti sbagliati;

la giornalista Caterina Fiori ha illustrato il decalogo per un uso corretto delle parole; anche la giornalista della radio internazionale di Sydney, Samantha Mavuli, ha evidenziato il valore di una comunicazione veritiera; Antonietta Bifulco, medico e direttrice del distretto sanitario di Alghero, ha esposto la sua esperienza poco più che ventenne nel Centro antiviolenza di Trieste; Maria Grazia Porcu, da imprenditrice, ha raccontato la difficoltà dei rapporti lavorativi come donna nei Paesi del Medio Oriente; lo storico e scrittore Antonio Budruni si è congratulato con la formula scelta della condivisione delle riflessioni e delle esperienze; Gabriella Buseddu dell’Ateneu Algueres, ha letto una toccante lettera all’uomo violento; Gavina Solinas della Fidapa ha letto un celeberrimo testo sule lacrime delle donne così come Bianca Maria Ginesu della Rete delle Donne ha letto un testo molto noto di Gabriel Garcia Marquez.

Presenti le scuole: il preside del liceo Mario Peretto con due ottime alunne, Sofia Tedde che ha letto il suo racconto premiato al Premio Luca Scognamiglio e Francesca con una sua poesia.

Il prof. Aurelio Piras dell’IPIA di Alghero con 5 alunni ha ricordato l’evento che in mattinata hanno dato vita nel loro Istituto.

In conclusione Silvana Pinna, anche a nome dell’UNICEF, ha letto alcuni dei 40 commenti raccolti nella scuola elementare di S. Giuseppe a Sassari sul delicato tema della violenza sulle donne.

La serata molto partecipata ed andata oltre ogni previsione anche per  l’orario, è stata chiusa dal suono delle launeddas di  Dante Tangianu.

     

 

 

 

L’avanzata dell’intelligenza artificiale sta modificando la struttura del giornalismo medico e scientifico, spingendo professionisti e comunicatori verso nuovi modelli di analisi, selezione e produzione dei contenuti. In questo scenario nasce il corso in presenza “Impatto dell’intelligenza artificiale sul giornalismo medico e scientifico”, che sarà presentato a Roma sabato 29 novembre 2025 alle ore 10.00 presso l’UNAR di via Ulisse Aldrovandi 16. L’evento è promosso dal Presidente Virgilio Violo dell’associazione Free Lance International Press, realtà attiva nel settore dell’informazione e punto di riferimento per chi opera nella comunicazione. Il percorso formativo è rivolto a giornalisti, studenti, professionisti sanitari e cittadini interessati a comprendere come i sistemi automatizzati stiano influenzando il racconto della sanità e la qualità della divulgazione.

La crescente diffusione dell’IA nella selezione delle fonti, nella generazione dei testi e nella gestione dei dati clinici rende necessario un aggiornamento costante delle competenze. Il corso nasce per rispondere a questa esigenza, fornendo strumenti utili alla valutazione critica dei contenuti prodotti da modelli linguistici, all’interpretazione delle analisi automatizzate e alla costruzione di articoli capaci di mantenere rigore e trasparenza. Durante la presentazione sarà illustrata la struttura del programma, che prevede moduli dedicati alla deontologia, alle tecniche di verifica delle informazioni, alle applicazioni dell’IA nella medicina e all’esame dei rischi legati alla diffusione di notizie scorrette o manipolate.

La giornata introduttiva sarà condotta dagli stessi docenti del corso. Il dottor Giancarlo Roscio, cardiologo, affronterà il tema delle implicazioni dell’IA nella pratica clinica e nel rapporto tra medico e paziente, con particolare attenzione all’uso dei dati sanitari. La docente universitaria e giornalista Lucia Denise Marcone esaminerà il ruolo dei sistemi generativi nel lavoro redazionale, con un focus sulla valutazione delle fonti scientifiche e sulle nuove responsabilità dei comunicatori. L’ingegnere dell’informazione Lorenzo Bossoli illustrerà il funzionamento delle piattaforme algoritmiche, i limiti dei modelli linguistici e i processi che regolano la circolazione delle informazioni nei canali digitali. Le loro competenze offriranno una visione completa delle trasformazioni in corso, utile a chi desidera orientarsi in un settore in continua evoluzione. L’iniziativa intende promuovere una cultura informativa attenta alla verifica, alla precisione e alla comprensione critica degli strumenti tecnologici. Il corso si propone di fornire un metodo per interpretare la produzione automatizzata dei contenuti e per riconoscere gli errori che possono emergere nelle fasi di elaborazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità dei professionisti di raccontare la sanità, analizzare i risultati delle ricerche e comunicare in modo chiaro i passaggi fondamentali che guidano l’innovazione medica. La presentazione del 29 novembre offrirà l’occasione per conoscere le modalità di partecipazione, i materiali didattici e le opportunità di confronto previste all’interno del percorso. Per informazioni è possibile contattare Massimo Blandini all’indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

 

Casa Russa a Roma ospita il pop-folk concerto

“Alyona Minulina. Canzoni e fiabe”

 

Sabato 29 novembre alle ore 18:30, Casa Russa a Roma vi invita a intraprendere un affascinante viaggio musicale nel mondo della musica d’autore russa. La stella nascente della nuova generazione di interpreti russi nel genere pop-folk, Alyona Minulina, presenterà al pubblico il suo programma “Canzoni e fiabe”. 

Alyona Minulina è autrice e interprete di canzoni in lingua russa, dotata di una rara maniera di canto in cui si fondono le intonazioni del canto popolare, morbide sonorità vocali e il suo caratteristico dialetto con vocali doppie. Tutto questo crea nella sua musica uno stile personale vivo e immediatamente riconoscibile. L’artista si esibisce attivamente in diverse città della Russia e partecipa anche a programmi televisivi. 

Finalista del progetto “La nuova musica russa” sul Primo Canale televisivo con la canzone “Cassiopea”; del progetto “Sorgenti” con il brano “Il tuo cielo” (composizioni che verranno eseguite alla Casa Russa a Roma), nonché vincitrice del premio “Esenin vivente” con il brano “Paludi e acquitrini”, Alyona è conosciuta dal pubblico come un’artista le cui canzoni restano nel cuore a lungo. 

La sua musica viene definita come “qualcosa di nuovo, ma sorprendentemente familiare”, e proprio questa sensazione Alyona porta sul palcoscenico nei suoi concerti dal vivo, uno dei quali vi invitiamo ad ascoltare.

 Ingresso libero, è obbligatoria la prenotazione al link:
https://forms.gle/qwHFG3NnnWsDtXum6

 

Casa Russa a Roma – Piazza Benedetto Cairoli, 6
Si prega di esibire un documento d’identità all’entrata.

 

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Ufficio stampa

Casa Russa a Roma

Piazza Benedetto Cairoli, 6 - 00186 Roma;

tel. +39 06 888 16 333

 

“Non si può ricordare qualche cosa a cui non si è pensato e di cui non si è parlato con se stessi.”

Un viaggio nella mente di una delle più grandi filosofe del 900. 

 

Il risveglio bussa alla porta, fine del pensiero unico. Il giornalista Pepe Escobar e i responsabili di ItalianInFormazione in tour nell’Italia del nord. Dal 30 novembre al 6 dicembre 2025 a Udine, Trieste, Bologna, Torino e Firenze.

 

Inizia una nuova era, quella del vivere locale e pensare globale, l’era delle autostrade telematiche, del bit e del wat. La potenza del trascorrere della vita travolge tutto ciò che s’è cristallizzato nel corso dei secoli. «Se vuoi capire il potere, segui il petrolio. Se vuoi capire il futuro, segui i cavi in fibra ottica.» Ce lo spiega bene Pepe Escobar, giornalista, scrittore e analista geopolitico tra i più influenti del mondo contemporaneo che attualmente collabora con The Cradle, RT, Sputnik, Strategic Culture Foundation e Global Research ed è invitato regolarmente come relatore in conferenze e università di Mosca, Pechino, Teheran e San Paolo. Globalistan – Come il mondo globalizzato si dissolve in una guerra liquida, Empire of Chaos – L’Impero del Caos, Il Secolo Multipolare, queste alcune delle sue opere più famose. «Il futuro non sarà deciso a Davos, ma lungo le nuove vie della seta, nei porti, nei deserti e nelle steppe dove si costruisce la rete invisibile della civiltà multipolare.» per Escobar.

Nel suo tour italiano verrà affiancato sul palco dai responsabili di “ItalianiInFormazione”: Lamberto Rimondini, Bianca Laura Granato, Cosimo Massaro, Nicoletta Forcheri e Nino Galloni.  “ItalianiInFormazione” è una un’associazione culturale che si distingue per il rigore critico e la libertà di analisi. (www.italianinformazione.it) e lo fa attraverso reportage, interviste e studi, esplorando le grandi trasformazioni del potere globale, affrontando temi come sovranità monetaria, manipolazione mediatica, economia reale, cultura strategica e rinascita nazionale. L’obiettivo della piattaforma è chiaro: riconnettere la società al pensiero, restituire dignità al dibattito pubblico e rompere la gabbia della narrazione unica.

Queste le tappe del tour:

Udine - Domenica 30 novembre, ore 16.00 - Auditorium Comunale di Rivignano
Insieme Pepe Escobar partecipano all’evento Lamberto Rimondini e Cosimo Massaro
Via Aldo Moro, 1a – Rivignano (UD)
Informazioni e prenotazioni:  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
348 82.95.875

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Trieste - Lunedì 01 Dicembre
Insieme  a Pepe Escobar partecipano all’evento:
Lorenzo Maria Pacini e Adam Bark
Ore 17.30 – Narodni Dom, Aula Magna
Via Filzi, 14 – Trieste
Informazioni This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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Bologna - Martedì 02 Dicembre
Insieme  a Pepe Escobar partecipano all’evento:
Lamberto Rimondini
Nino Galloni
Nicoletta Forcheri
Cosimo Massaro

Ore 18.00 – Nuovo Cinema Nosadella
Via Lodovico Berti, 2/7 – Bologna

Prenotazioni
329 16.87.535
dalle ore 9.30-12.30 e 16.00-20.00

Offerta libera e consapevole
€10 per gli iscritti e €20 per i non iscritti

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Torino - Giovedì 04 Dicembre
Insieme  a Pepe Escobar partecipano all’evento:
Lamberto Rimondini
Nino Galloni
Cosimo Massaro

Ore 17.00 – Sala Lux
Via Trieste, 43 – Rivarolo Canavese (TO)

Info e Prenotazioni
Fabio Zappalà
340 95.05.400

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Firenze - Giovedì 04 Dicembre
Insieme  a Pepe Escobar partecipano all’evento:

Lamberto Rimondini
e altri rappresentanti di Italianinformazione

Ore 20.30 – Teatro L’Affratellamento
Via Giampaolo Orsini, 73 – Firenze

Info e Prenotazioni
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  Informazioni sul Tour

Date: 30 novembre – 6 dicembre 2025

Città: Udine, Trieste, Bologna, Torino, Firenze

Ospiti: Pepe Escobar, Lamberto Rimondini, Bianca Laura Granato, Cosimo Massaro, Nicoletta Forcheri, Nino Galloni

Organizzazione: Italiani in formazione

  Biglietti e prenotazioni: www.italianiinformazione.it

  Contatti stampa: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  Hashtag ufficiale: #PepeEscobarTour #VersoLaBattagliaFinale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brunella Longo

 

TERRA FELIX 

Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825) 

a cura di Bruno Corà 

Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 17:00 

30 novembre 2025 – 1 marzo 2026

 

Negli spazi del CaMusAC apre il 29 novembre la mostra TERRA FELIX Epifanie nel cuore del Regno di Napoli 1735-1825 di Brunella Longo a cura di Bruno Corà. Nelle sale espositive del Cassino Museo Arte Contemporanea è allestita una selezione di circa 100 inedite opere fotografiche che riguardano un’indagine su ventisei siti nei territori che appartennero al Regno di Napoli nel periodo compreso tra il  1735, anno in cui Carlo I fu incoronato Re delle Due Sicilie, e il 1825, anno della morte di Ferdinando I. Durante la dominazione borbonica furono edificati non solo la Reggia di Caserta ma tutti gli impianti architettonici integrati al paesaggio della natura che determinarono lo sviluppo delle aree interessate. Gli esordi di questo vasto lavoro fotografico TERRA FELIX di Brunella Longo risalgono al 1995 con i primi scatti alla Reggia di Caserta poi ripresi in anni recenti secondo  uno specifico progetto di rilevamento visivo. L’artista con metodologia ha preso in esame tutti i siti ancora esistenti e visitabili, dalla Real Tenuta di Torcino al Nord tra Campania e Molise  fino alla Real Tenuta di Serre nel salernitano, includendo anche esempi illustri e noti come le regge di Caserta, di Portici e di Capodimonte e Palazzo Reale a Napoli ed esempi meno conosciuti e chiusi al pubblico.

I ventisei siti borbonici sono divenuti oggetto dell’indagine di Brunella Longo che ne ha tratto opere fotografiche realizzate in bianco e nero con la tecnica analogica di una macchina fotografica Hasselblad panoramica XPan, di una Hasselblad per medio formato 6x6 cm e di una Nikon 35 mm, tutto in pellicola, quasi mai con cavalletto. Al di là della preziosità qualitativa del risultato artistico, l’attento lavoro di mappatura storico-iconografica dello stato attuale del territorio suggerisce una necessaria riflessione sulla memoria di ciò che il passato ci ha tramandato e su come si possa oggi avere un positivo e costruttivo rapporto critico con esso. L’indagine fotografica ha necessitato di uno studio approfondito dei luoghi e più visite per poter capire la realtà scelta e poter elaborare una riflessione sul ‘cosa’ fotografare e sul ‘come’ giungere all’immagine artistica da offrire all’osservatore proponendo opere che restituiscono le problematiche e le criticità non solo culturali dei soggetti rappresentati. Nelle immagini proposte divengono centrali le questioni del tempo, che caratterizza i luoghi nel loro essere parte di una memoria collettiva, del rapporto tra artificiale e naturale, del degrado e dalla gestione dei beni culturali. La qualità dei risultati raggiunti pone comunque tutto questo  come dato intrinseco appartenente alla realtà posta come oggetto sublimato esteticamente.

Scrive il curatore Bruno Corà: «Quest'opera è dunque una sorta di 'anabasi', di 'ritorno' in terre, sentieri, percorsi compiuti da Brunella Longo con la macchina fotografica quale strumento di 'riconoscimento' di siti storici […] rivolto alla registrazione di cieli, acque, vegetazioni, resti di architetture, di tracciati e disegni di giardini, di statue e gruppi plastici, in confini di feudi, respirando atmosfere topologiche che non cessano, malgrado l'oblio da cui sono attraversati, di emettere frequenze attraenti, intrise di narrazioni di fasti, magnificenze costruite, ma anche enigmi e incombenti forme di dissesto e decadenza quasi impossibile al recupero ma anche senza che l'anima dei luoghi si sia dissolta; anzi suscitando ancora stupore   e incontri con segnali felici, un vero magmatismo attivo attribuibile non tanto a un residuale genius loci, ancora vivo, quanto all'entità muta ed estesa di una 'presenza assenza' che ha risuonato nella sensibilità della Longo e ora nel vasto repertorio di fotografie da lei realizzate».

In occasione dell’apertura della mostra il 29 ottobre 2025 alle ore 17:00 viene presentato il prezioso volume Brunella Longo, TERRA FELIX, Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825) recentemente edito, in italiano e inglese, da Gangemi Editore International. Il volume raccoglie le immagini di 450 opere in bianco e nero di Brunella Longo realizzate nei ventisei siti borbonici. Esse sono accompagnate da una prefazione di Carmine Gambardella, presidente della cattedra UNESCO su Paesaggio, Beni Culturali e Governo del Territorio e presidente e CEO di BENECON Scarl, e dai testi del curatore della mostra Bruno Corà, storico, critico d’arte e presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello, di Aldo Iori, storico, critico d’arte e docente dell’Università degli Studi di Perugia e di Brunella Longo che scrive del progetto e del proprio lavoro fotografico. 

 

Brunella Longo, nata a Cassino, si forma presso gli atelier fotografici di Claudio Abate, di Vittor Ugo Contino, di Aurelio Amendola, di Massimo Piersanti. Ha esposto in Italia e all’estero e pubblicato volumi delle sue opere tra cui: “Tra Presenza e Assenza”, testi di Bruno Corà e Sebastiano Porretta, Zeta, 1994; “Territorio Familiare”, a cura di M. Scotini, 1998; "Centouno Ritratti", testi di B. Corà e R. Gavarro, Gli Ori, 2003; “Imusmis” a cura di R. Gavarro, Silvana Editoriale 2011; “Imusmis 2”, a cura di B. Corà, Magonza, 2014; “Brunella Longo art-emide/may 2015”, Art Rooms at the house 2015, “Nelle Terre della Percezione e del Pensiero”, Maon, 2016; “Cuba Pre Mundo”, Gangemi Editore, 2018. La Fondazione Cassino Museo Arte Contemporanea CAMUSAC è una struttura no profit dedicata all’arte moderna e contemporanea sorta nel 2013 dalla riqualificazione degli edifici industriali della Longo S.p.A.. Creata dalla famiglia Longo per la valorizzazione delle opere d’arte acquisite nel corso di oltre trentacinque anni, ha l’intento di contribuire alla crescita e allo sviluppo culturale del territorio del Lazio Sud, che già vanta numerosi siti di interesse archeologico, storico e religioso. La Collezione accoglie opere di oltre 120 artisti internazionali contemporanei, installate in permanenza nel parco o mostrate a rotazione nei vasti spazi della Fondazione. Il CAMUSAC possiede infatti un doppio spazio espositivo dedicato in una parte alla Collezione della Fondazione e in un’altra alla presentazione periodica di mostre monografiche o collettive di significative personalità artistiche emerse nel corso del XX e XXI secolo.

Brunella Longo / TERRA FELIX Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825)

30 novembre 2025 – 1 marzo 2026

Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 17:00

CaMusAC, Cassino Museo Arte Contemporanea, Via Casilina Nord 1, Cassino (FR)

www.camusac.com

Ingresso libero: dal martedì alla domenica continuato 15-19 oppure su prenotazione. Lunedì chiuso.

Il Museo organizza visite guidate individuali, per gruppi e scuole alla Collezione e alle mostre temporanee.

Info e prenotazioni: tel. 335 1268238 – 389 5423261 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Informazioni per la stampa: tel. 335 1268238 – 389 5423261 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

L’Artico come nuovo crocevia del mondo. Un libro che unisce ricerca, geopolitica e umanità 

Di Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni

Prefazione di Federico Prizzi

Copyright ItaliensPR

 

Un tempo percepito come una frontiera remota, oggi l’Artico è il nuovo baricentro della geopolitica mondiale.

2050 La guerra dei ghiacci rappresenta un’opera unica nel panorama degli studi polari, un affresco eclettico che racconta la trasformazione della regione più estrema del pianeta in uno dei principali laboratori del futuro globale. 

Un laboratorio del futuro

Il ghiaccio si scioglie e con esso si sciolgono gli equilibri del mondo. Il progressivo riscaldamento del Polo Nord sta aprendo nuove rotte commerciali, scoprendo immense riserve di risorse naturali e ridisegnando i confini della competizione internazionale. L’Artico non è più soltanto un territorio di ricerca scientifica, ma il teatro dove si misurano ambizioni economiche, strategie militari e fragilità ambientali che anticipano le crisi del XXI secolo.

Un’opera multidisciplinare e innovativa

Strutturato organicamente in 19 capitoli e corredato da centinaia di note di approfondimento, il volume affronta un vasto ventaglio di temi, dalla crisi climatica ai nuovi equilibri strategici.

Il lettore vi troverà l’analisi dei meccanismi dell’amplificazione artica, l’esame delle nuove rotte marittime che rivoluzioneranno il commercio globale, il quadro giuridico internazionale con le sue dispute territoriali, la militarizzazione crescente della regione e le minacce ibride che si affacciano sullo scenario polare.

Ampio spazio è dedicato alle popolazioni indigene, alle tecnologie emergenti, alla cyber security e agli scenari futuri che alternano prospettive di cooperazione a ipotesi di conflitto.  

Una prospettiva cross-cultural

Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni uniscono competenze diverse per costruire un’analisi originale e plurale.

Il loro approccio, che intreccia visione geopolitica e sensibilità umanistica, rende il libro un viaggio tra le trasformazioni fisiche e simboliche del Grande Nord. 2050 La guerra dei ghiacci non è un semplice studio accademico, ma un testo dinamico che proietta il lettore nel futuro, mostrando come le scelte di oggi determineranno la vita quotidiana di milioni di persone nel mondo di domani. 

Una ricerca che nasce dalla formazione

Alla base di questa pubblicazione vi è un ampio lavoro di ricerca condotto dai partecipanti all’internship internazionale di ItaliensPR, un programma formativo che unisce giovani studiosi, giornalisti e analisti provenienti da diversi Paesi.

Il progetto sull’Artico è nato proprio come percorso didattico di indagine e confronto, per poi evolvere in una ricerca strutturata e condivisa che ha fornito la base documentale e metodologica per la realizzazione del volume.

Questo legame tra formazione e ricerca è uno degli aspetti più innovativi dell’opera: un esempio concreto di come la conoscenza possa diventare esperienza viva, capace di tradursi in cultura, divulgazione e impegno civile. 

Focus sull’Italia e sul Mediterraneo

L’opera dedica un’attenzione particolare al ruolo dell’Italia, analizzando la strategia nazionale nell’area artica, la presenza della Marina Militare nel programma High North e l’impatto che le rotte polari potrebbero avere sul traffico mediterraneo e sui porti italiani.

A simboleggiare questo legame, la quarta di copertina del volume è arricchita da una fotografia concessa da Nanni Acquarone e Salvatore Magri, protagonisti dell’impresa della Best Explorer, la prima - e finora unica - imbarcazione italiana ad aver completato il periplo dell’Artico e il Passaggio a Nord-Ovest.

Un tributo al coraggio e alla visione di chi ha portato il tricolore nei mari estremi del mondo, trasformando l’avventura in testimonianza viva di un’Italia che osserva, studia e dialoga con l’Artico. 

L’impegno etico di ItaliensPR

Il volume nasce sotto il segno di ItaliensPR, piattaforma internazionale di comunicazione transculturale che da anni promuove un dialogo tra popoli e culture nel rispetto delle identità locali. L’opera si fa portavoce dell’impegno etico della piattaforma, cioè dare voce alle comunità indigene, denunciare l’epistemicidio culturale e raccontare la resilienza di chi vive nelle regioni più vulnerabili del pianeta. Dalla solastalgia all’ingiustizia climatica, il libro restituisce dignità e memoria ai popoli artici, oggi simbolo universale della lotta contro l’omologazione globale. 

Formato e accessibilità

A breve pubblicato in formato cartaceo attraverso Amazon, il volume è pensato per una diffusione ampia e per un aggiornamento continuo. Il linguaggio, chiaro e strutturato, permette una lettura lineare o per singoli temi di interesse. La sua architettura enciclopedica ne fa uno strumento di consultazione per studiosi, giornalisti, operatori del settore e per tutti coloro che desiderano comprendere le nuove dinamiche geopolitiche del nostro tempo. 

Tra presente e futuro

Nella prefazione Federico Prizzi, antropologo e storico di ItaliensPR, sottolinea come “l’Artico sia veramente cambiato: da regione periferica a teatro di competizione globale, dove ambiente, economia e sicurezza si intrecciano in modo inedito”.

Dalle dispute tra potenze occidentali sul Northwest Passage alle ambizioni della Cina che si definisce “Stato sub-artico”, dalle conseguenze della guerra in Ucraina sulla cooperazione scientifica al ritorno della Groenlandia al centro delle strategie mondiali, 2050 La guerra dei ghiacci è una bussola per orientarsi in un mondo in rapido mutamento.

 

Per informazioni stampa

ItaliensPR

Comunicazione: 335 5225711 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Note per i redattori

 Interviste con gli autori disponibili su richiesta

 Immagini e materiali multimediali forniti su richiesta

 Copie saggio disponibili per recensione

Informazioni generali

Titolo: 2050 La Guerra dei ghiacci

Autori: Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni

Editore: ItaliensPR

Genere: opera enciclopedica tematica

Pubblicazione: a breve

Capitoli: 19 | Focus specifici

Pagine: 360 su formato cartaceo B5 (JIS) (17,78x25,4 cm)

Parole: 119.000

Note bibliografiche: 1.512

 

GLI AUTORI

 

Cecilia Sandroni

Esperta di relazioni internazionali, da sempre attiva nel settore della promozione cross culturale, ha fondato e coordina la piattaforma ItaliensPR. É membro Socint, socio aderente della Foreign Press Association a Roma e International Free Lance Reporter. Con una formazione universitaria nel campo della semiotica teatrale, si è poi dedicata alla promozione di eventi collaborando con le maggiori istituzioni pubbliche e private, di campagne sociali e civili, di strategic intelligence come Antenna Journalist.

 

 
 

Giovanni Tonini

Ha servito la Marina Militare Italiana per 25 anni quale ufficiale, partecipando a operazioni militari e coordinando anche attività multinazionali NATO.

Giovanni Tonini, laureato in Scienze della Difesa e della Sicurezza, nonché in Fisica, ha studiato Scienze Strategiche negli Stati Uniti e ottenuto un MBA e un Master in Criminologia, Criminalistica, Investigazione e Psicologia Giuridica.

Dopo il congedo lavora come criminologo, criminalista e investigatore e, occasionalmente, si dedica alla elaborazione di analisi nel settore marittimo e geopolitico internazionale. 

 

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L’opera 2050 La guerra dei ghiacci è pubblicata dalla piattaforma globale ItaliensPR (italienspr.com); per essa la cultura è lo strumento più importante per favorire la pace e la stabilità nel mondo e costituisce l'insieme di valori che danno senso alla comunità, creando una rete di connessioni interculturali tra gli esseri umani.

Tale piattaforma lavora e crede nella cross cultura e nella cross cultural intelligence.

Il suo hub-team in infosfera è composto da professionisti di alta formazione interdisciplinare, in grado di elaborare, produrre e promuovere progetti e iniziative internazionali complessi.


(Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti nei punti spezzati. E. H. )


Ernest Miller Hemingway nasce a Oak Park, nell’Illinois, il 21 luglio del 1899. Suo padre, Clarence Edmonds Hemingway, era un medico ventottenne appassionato di caccia e pesca, collezionista di monete e un eccellente cuoco. Sua madre, Grace Hall, era un contralto che, abbandonata la carriera operistica, si era dedicata all'insegnamento della musica e, in seguito, alla pittura. La famiglia, benestante, era di religione protestante.I rapporti tra i genitori furono sempre tesi: il padre, fragile e severo, si scontrava con il carattere ambizioso e dominatore della madre. Hemingway, secondogenito di sei fratelli, trascorse l'infanzia tra i continui litigi dei genitori sull’educazione dei figli e la gestione del patrimonio familiare.Lasciato il lavoro, Hemingway si offrì volontario per combattere in Europa con il Corpo di spedizione statunitense del generale Pershing, seguendo l'esempio di molti giovani aspiranti scrittori dell'epoca, tra cui E.E. Cummings, John Dos Passos, William Faulkner e Francis Scott Fitzgerald. Escluso dai reparti combattenti a causa di un difetto alla vista, fu arruolato come autista di autoambulanza per l'American Red Cross, destinato al fronte italiano a Schio. Il 23 maggio 1918 si imbarcò sulla nave Chicago diretta a Bordeaux.Il 31 maggio, giunto a Parigi, ebbe modo di vedere i danni causati dal cannone tedesco Parisgeschütz. Proseguì in treno per Milano, dove prestò opera di soccorso dopo l'esplosione di una fabbrica di munizioni, e fu poi inviato a Vicenza, assegnato alla Sezione IV della Croce Rossa Internazionale statunitense. Desiderando un'esperienza più diretta della guerra, chiese di essere trasferito e fu mandato sulla riva del basso Piave, vicino a Fossalta di Piave e Monastier di Treviso, come assistente di trincea. Aveva il compito di distribuire generi di conforto ai soldati recandosi quotidianamente in prima linea in bicicletta. La notte tra l'8 e il 9 luglio, durante le sue mansioni, fu colpito dalle schegge dell'esplosione di una bombarda austriaca Minenwerfer. Mentre cercava di soccorrere un ferito, fu colpito alla gamba destra da proiettili di mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e nella rotula. Si salvò perché le schegge della bombarda, prima di ferirlo, avevano colpito in pieno un soldato italiano, facendogli involontariamente da scudo umano. Più di cento anni dopo l'accaduto, il biografo statunitense James McGrath Morris e lo storico italiano Marino Perissinotto identificarono quel soldato nel fante Fedele Temperini, 26 anni, di Montalcino.

L'eredità letteraria e il "giallo" della sua morte

La prolificità di Hemingway è testimoniata da numerosi libri, molti dei quali sono diventati classici della letteratura mondiale. Alcuni dei più celebri sono Addio alle armi (1929), Per chi suona la campana (1940), Il vecchio e il mare (1952) e Le nevi del Kilimangiaro (1936).La mattina del 2 luglio 1961, alle 7:30, un colpo risuonò nel cottage di montagna a Sun Valley, nell’Idaho, svegliando Mary Welsh Hemingway. Spaventata, la donna scese al piano di sotto e trovò il corpo senza vita del marito, Ernest Hemingway, nella stanza accanto all’ingresso. Era a terra, in pigiama, vicino all'armadio dove teneva la sua collezione di fucili da caccia, con la doppietta che lo aveva appena ucciso accanto a sé. Non c'erano tracce di una pulizia dell'arma, né una lettera d'addio a spiegare il gesto.Oggi il suicidio è la causa di morte comunemente accettata, ma all'epoca i giornali propendevano per l'incidente, nonostante qualcosa non tornasse. La notizia della morte dello scrittore scatenò un vero e proprio "sciacallaggio" mediatico. Le indagini iniziali furono guidate dallo sceriffo Frank Hewitt, che, escludendo l’omicidio, decise di non procedere con un'inchiesta. Dopo essersi consultato con il procuratore, il coroner e la moglie Mary, stabilì che l'assenza di testimoni e di una lettera d'addio rendeva impossibile fugare i dubbi. Sul certificato di morte venne quindi scritto "deceduto per colpo d’arma da fuoco auto-inflitto", senza specificare se volontario o accidentale.Il dibattito si riaccese quando le condizioni di salute di Hemingway divennero di dominio pubblico. Le sue degenze in ospedale erano sempre più frequenti, ufficialmente per ipertensione, ma si vociferava di qualcosa di più grave, come un cancro, che lo avrebbe potuto spingere al suicidio. Si ipotizzava anche che non volesse rinunciare all'alcol e al fumo, né sottoporsi a diete e farmaci per prolungare una vita che non sentiva più sua. A sostegno della tesi del suicidio vi era anche il grave stato di depressione in cui versava dopo la morte dell’amico Gary Cooper.Nonostante ciò, l’ipotesi dell’incidente restava in piedi: Hemingway era cresciuto imbracciando le armi ed era impensabile che potesse essersi sparato per errore. La moglie Mary e la sorella continuavano a sostenere che il gesto non fosse volontario, affermando che Hemingway era contrario al suicidio per ragioni filosofiche.Immediatamente dopo la morte, iniziarono a circolare voci su un libro inedito, nascosto in una cassetta di sicurezza a L’Avana. Si parlava di un "romanzo sublime", che lo scrittore avrebbe lasciato per assicurare un futuro alla famiglia. La casa editrice Scribner smentì, pur confermando l'esistenza di alcune opere minori e incomplete.Il funerale di Hemingway si svolse in forma privata l'8 luglio. Venne seppellito nel cimitero di Ketchum, accanto all’amico e compagno di caccia Taylor Williams, con lo sguardo rivolto verso le montagne e il fiume Wood. Oggi, la sua tomba è un luogo di pellegrinaggio, dove i fan lasciano monete, penne, lattine di birra e bottiglie vuote, un omaggio semplice e schietto ai luoghi che amava: la scrittura e l'alcol.

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