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MOSTRA “HeArt of Gaza” a Roma: I disegni dei bambini fra orrore e speranza  

By Roberto Fantini February 08, 2026 72

  

In questi giorni, a Roma, ad un passo da Villa Pamphili, è possibile immergersi in una Mostra artistica che sta facendo il giro d’Italia, fatta di colori impastati con le lacrime e imbevuti del dolore e delle speranze mai sopìte di un intero popolo.

 Si tratta della Mostra internazionale intitolata (giocando con le parole “cuore” e “arte” in inglese) “HeArt of Gaza”, costruita dal palestinese Mohammed Timraz e dall’ irlandese Féile Butler, con decine di disegni di bambini di Gaza. 

Una Mostra nata per sensibilizzare e per informare il maggior numero possibile di persone sulla vita dei bambini a Gaza, permettendo di entrare in diretto contatto con l’oggettivazione delle loro emozioni e dei loro sentimenti, in modo da poter essere proiettati all’interno della realtà percepita dai loro piccoli corpi e dalle loro grandi anime.

Obiettivo dei creatori della Mostra - ha spiegato Timraz – “è passare dai bambini per i bambini o comunque arrivare all’umanità, sfidando la realtà attraverso gli occhi dei più piccoli.”

Una iniziativa certamente preziosa ed encomiabile, capace di aiutarci a comprendere la portata abnorme di quanto accaduto e di quanto sta continuando ad accadere, non soltanto ai bambini ed al popolo palestinese, ma all’intera umanità, visceralmente aggredita e colpita nei suoi valori più sacri.

Agli organizzatori romani della Mostra abbiamo rivolto alcune domande.

 

  • Come e quando è nato il progetto di questa Mostra?

 

Shahed ha sette anni. A quell’età, dovrebbe giocare con i suoi compagni e amici. Invece, nel luglio del 2024, le mani di Shahed hanno disegnato un uomo senza testa. Non c’era esitazione nel suo tratto. C’era la normalità agghiacciante di chi ha visto l’orrore diventa panorama. 

Mohammed Timraz, suo zio, ha guardato quel foglio e ha sentito un gelo che il sole di Gaza non poteva scaldare. Insieme a un’amica, Féile Butler, ha capito l’insopportabile: se un bambino smette di disegnare la vita, significa che la vita, dentro di lui, ha smesso di fare rumore.

In quel momento, Mohammed ha capito che non bastava sopravvivere, e lo ha capito anche la sua amica Féile Butler, illustratrice irlandese con cui era in stretto contatto social.

Bisognava salvare l’anima, e per questo bisognava che il mondo “sapesse”, che il mondo “conoscesse”.

Ecco dove e come è nata l’idea di raccogliere disegni di bambini e bambine per una mostra che percorresse i vari continenti, i vari popoli.

La nostra Associazione, il Granello di Senape, tramite una amica, è riuscita a mettersi in contatto con Mohammed e con Féile e ad avere un file dove c’erano i 47 disegni scelti per la mostra, così che, dopo aver plastificato i disegni e averli corredati con le foto dei “disegnatori” e alcune spiegazioni, ora la mostra è a disposizione dei volontari che vogliono e riescono ad organizzarla, possibilmente con la collaborazione di altre associazioni o altri organismi.

 

  • La situazione di Gaza produce in tutti noi un senso di smarrimento e di angosciante sfiducia nel futuro del nostro mondo. Questa Mostra che messaggio potrebbe farci arrivare?

 

Questa mostra, esponendo all’attenzione dei visitatori e delle visitatrici immagini disegnate e coloratissime fatte da bambini e giovani di Gaza sotto assedio, ci parla del loro mondo prima e dopo l’inizio della nuova catastrofe, e delle loro emozioni e riflessioni su ciò che vivono. Ne emerge il senso della loro presenza viva e tenace, che ricorda e desidera tornare a vivere la quotidianità e gli affetti familiari, anche quelli perduti. Tutto questo avvicina chi visita la mostra a chi è lì nell’inferno, fa sentire che le loro vite potrebbero essere le stesse nostre, se non fosse per la violenza estrema che subiscono, attiva empatia e l’empatia può attivare a sua volta maggiore attenzione e partecipazione che diventano politica.

 

  • A chi si rivolge in particolar modo: al mondo dei giovani, delle scuole o a persone adulte già socialmente impegnate?

 

La mostra “HeArt of Gaza” si rivolge, naturalmente, a tutti e a ciascuno.

Si rivolge al mondo dei bambini e delle bambine perché possano certamente entrare in empatia con i coetanei e le coetanee che hanno realizzato i disegni, vivere le loro emozioni e le loro speranze, e anche “capire e sentire” che con i colori e il disegno, e quindi l’arte, possono anche loro esprimere i loro sentimenti, in qualunque situazione.

Al mondo dei giovani perché questi disegni sono capaci di suscitare non solo forti emozioni, ma aiutano a riflettere sul valore della vita, sul valore della pace, sul valore della giustizia, visto che giovani come loro sono costretti a vivere in situazioni infernali, e spingerli così a diventare cittadini attivi per un mondo più giusto.

Al mondo degli adulti perché li può aiutare a prendere coscienza del loro ruolo nella società, un ruolo che, di fronte a quanto i disegni mostrano e denunciano, non potrà più essere passivo, di soli osservatori, o di chi si limita a compiangere, ma che deve, per forza, assumere un ruolo attivo di denuncia e di azione perché si ponga rimedio a questa situazione e a tutte le altre che, nel mondo, seminano morte e ingiustizia.

 

 

 

 

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Last modified on Sunday, 08 February 2026 09:47
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