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La grande illusione della remigrazione e delle normative relative alla immigrazione clandestina

By Enrico Civran February 22, 2026 298

L’attuale Governo accentua le proprie forze verso la remigrazione, ovvero il ritorno al luogo di origine da parte degli immigrati dopo una precedente migrazione, intesa come espulsione forzata, rimpatrio di massa o allontanamento di immigrati verso i loro paesi di origine e sta emanando severe restrizioni.

Sul tema dell’immigrazione la prima legge emanata in Italia fu la “Legge Martelli” (28 Febbraio 1990 nr. 39), la quale introduceva la programmazione dei flussi migratori e le modalità di ingresso nel territorio Italiano.

La successiva legge Turco/Napolitano (40/1998), ottimizzava l’ingresso, il soggiorno e l’integrazione. 

Infine la "Bossi/Fini" (30 luglio 2002 nr. 198) con un approccio più restrittivo modificò il Testo Unico sull’immigrazione (risalente al 1998) ed è ritenuta l’attuale punto di riferimento. 

Il fenomeno sempre più in evoluzione è sempre più attuale e desta non pochi grattacapi per il Governo nostrano a causa delle lungaggini burocratiche che lasciano in giro persone che non hanno motivo di essere presenti nel territorio italiano. Stando alle cronache negli anni 2024/25 nel nostro paese il 31-32 % del totale della popolazione detenuta, è composta da immigrati.

Tutte le leggi prevedono il trattamento dei soggetti e l'espulsione ma appunto, per le cause prima citate, cioè le pastoie burocratiche, non ci si meravigli qualora i soggetti casualmente identificati durante i controlli delle Forze dell’ordine o a seguito di individuazione come colpevoli di reato siano ancora sul nostro territorio. Eppure La legge Turco/Napolitano in particolare, introduceva l’espulsione amministrativa citando norme esecutive affidate al Prefetto e al Questore. 

L’art.11 della medesima legge, citava l’espulsione amministrativa per ingresso/soggiorno irregolare dello straniero; mentre l’art.12 l’esecuzione dell’espulsione, ovvero il trattenimento dello straniero in caso di impossibilità immediata di esecuzione.

 La legge in definitiva, esplicava il coordinamento di norme per quanto riguarda l'espulsione ed e la sua esecuzione.

Le normative fornivano la possibilità a chi operava in strada (Polizia/Carabinieri), di accertare l’identità di una persona straniera, riuscendo immediatamente a capire se aveva titolo per stare sul territorio italiano o se veniva individuato quale clandestino.

In questo ultimo caso:

 - Se in possesso di documento di identità, veniva censito, fotosegnalato e con decreto di espulsione, accompagnato direttamente alla frontiera per l’imbarco immediato sul primo aereo utile, che raggiungeva il paese di origine;

 - Nell’ ipotesi, che non avesse avuto documenti di identità, veniva comunque sottoposto a fotosegnalamento e poi con decreto di espulsione accompagnato anch’esso, seduta stante, direttamente alla frontiera.

In entrambi i casi, se in possesso di denaro, veniva rimpatriato con biglietto pagato dall’interessato altrimenti veniva effettuato a spese del Governo Italiano.

Per farla breve, il fermato veniva trattato e “coattivamente” messo su un aereo, non si lasciava andare in giro munito di foglio di espulsione che lo invitava a lasciare l’Italia entro 15 gg, come fu stabilito successivamente.

Va da sé immaginare quanti abbiano lasciato effettivamente il nostro Paese e quanti siano invece rimasti a piede libero, magari cambiando città per non essere identificati.

Grazie all’art.11 della predetta legge, in quel brevissimo periodo, venne rimpatriata una grande quantità di extracomunitari che vivevano nel nostro Paese come clandestini.

Molte città in quella epoca furono “alleggerite” dalla presenza di individui diventati ormai ASSILLANTI, individui di ogni tipo: sbandati alla ricerca di elemosina, dai vu’ cumprà che al mare sulla spiaggia d’estate, cronometro alla mano…. passavano e passano a tutt’oggi ogni 3 minuti, ai pulivetri ecc.... 

Importante problema per gli illegali, al di là della cultura, delle ristrette tradizioni, e per chi scappa per motivi di guerra (che comunque abbisogna di trattazione diversa), è la posizione sanitaria.

Un nostro concittadino che vada all’estero a secondo del paese dove si reca, è obbligato a munirsi di certificazione che comprovi di essersi sottoposto alla profilassi e/o a vaccini, là dove è richiesto, tenendo conto che comunque di base noi lo siamo obbligati già dall'infanzia.

Oggi chiunque entri nel nostro territorio da clandestino, qualora venga censito…, non viene sottoposto a severa visita medica, a tutela della salute pubblica, ma viene sommariamente controllato e “ristretto/ammucchiato” in centri di accoglienza in attesa di provvedimenti e poi, se non sono scappati durante l’attesa…. vengono distribuiti/trasferiti in altre località.

Chi non ha titolo di essere nel nostro territorio, dovrebbe essere immediatamente accompagnato seduta stante alla frontiera, come si faceva negli anni 90 e rimpatriato nel suo paese.

Giusta l’attuale idea di non fargli toccare il suolo italiano, veicolando i clandestini raccolti in centri fuori dal territorio italiano, cosi che anche scappare, lì …. non serve a nulla….

Concludendo, per i soggetti che sono già in Italia, sarebbe molto semplice districarsi dal bandolo della matassa:

Qualora siano già nel nostro Paese, sposati, accompagnati, fidanzati, che abbiano famiglia e lavoro, è possibile la regolarizzazione;

(art.11 L. 40/1998 - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA: Il Ministero dell’interno può disporre l’espulsione
per motivi di Ordine Pubblico o Sicurezza dello Stato. Il Prefetto dispone l’espulsione quando lo straniero

è entrato clandestinamente o è rimasto irregolarmente sul territorio. In questi casi l’espulsione è eseguita
dal Questore con accompagnamento alla frontiera mediante la forza pubblica).  

Qualora siano nel nostro Paese, e abbiano precedenti penali, non lavorino, non abbiano fissa dimora o escano dal carcere, devono essere rimpatriati; devono essere, immediatamente, riaccompagnati all’aeroporto per il rientro nel paese di origine, magari creando un portafoglio/fondo che sostenga le spese per questi rimpatri.

Ovvio che adottare un sistema del genere per lo Stato sarebbe molto oneroso, visto il numero esagerato di nullafacenti che abbiamo in giro, ma darebbe un segnale forte sul come venga trattato un clandestino, anche a quelli che nella logica ragione devono comunque “argomentare”…..

Chi vive tutti i giorni questa triste realtà, al nostro argomentare risponde con un'affermazione importante:" la normativa c’è… magari andrebbe migliorata, ma il vero problema è un altro….è che non viene fatta rispettare…. e di certo non è colpa delle Forze dell’Ordine ndr”…….

Relativamente ai barconi faremmo bene a schierare la Marina Militare ai limiti territoriali in quanto dobbiamo difendere il nostro territorio.

Cosa fanno gli ufficiali di collegamento nostrani nei paesi da cui partono i clandestini? Non è possibile non saper censire i luoghi di raccolta e di partenza. Forse è il caso puntare qualche satellite su quelle coste per vedere come e quando partono, e sicuramente costerebbe di meno se si prendessero e si riportassero a casa, senza tanti indugi. 

Aumentiamo le pene per chi sfrutta questo grosso e annoso problema e per le navi che “CASUALMENTE” intervengono per portarli in Italia: (dicono...che li hanno trovati alla deriva…mentre invece le altre navi in transito le leggono sui radar vicino a quelle coste, fare rotte a pettine o a spirale…………..  “sistema adottato dalle forze a mare per effettuare ricerca di imbarcazioni…”)

Perchè quelle navi non portano i naufraghi per la trattazione a casa loro (Stato di Bandiera), oppure se vogliono essere precisi nel luogo sicuro ..  REALE!!  “Place of Seafety – POS” - come è previsto dal diritto internazionale? 

Perché prenderli a bordo a poche miglia marine dalle loro coste, e poi cercare un luogo sicuro da quelle parti?  Cosa assolutamente non difficile!!

Portarli poi in Italia, diventa una scusa….

Per meglio capire il tema bisognerebbe fare indagini nei loro paesi di origine, ma anche confrontare seriamente le politiche adottate altrove.

In Italia il fenomeno dei clandestini viene sempre affrontato con superficialità, oscillando tra emergenze mediche e provvedimenti temporanei.

In altri paesi invece le regole sono chiare e l’applicazione è rigorosa, nel bene e nel male.     

 

                                                        

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Last modified on Sunday, 22 February 2026 15:36
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