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Giovanni De Ficchy  presenta il suo ultimo libro: “Storia di uomini straordinari. Ricordi di un altro giorno”. Edito da Amazon  

By Rino R. Sortino April 10, 2024 1108

Giovanni De Ficchy è uno Scrittore di elevata  cultura, criminologo e giornalista indipendente specializzato in scenari internazionali,  oltre che  in questioni economiche. Il suo nuovo romanzo storico “Storia di uomini straordinari, Ricordi di un altro giorno”, tratta  di storie vere, verificatisi nell’ambito della seconda guerra mondiale.

L’idea di scrivere questo testo  nacque un giorno dalla visita inaspettata  di un avvocato che giunse nello studio dove Giovanni svolge la sua attività e dal momento che questo signore stava effettuando  una ricerca storica, gli domandò  se fosse parente del  magistrato De Ficchy che nel passato assunse notorietà per delle vicende collegate al conflitto mondiale.  La risposta fu affermativa,  poiché si trattava del padre di suo nonno che era stato  Primo Presidente di Corte di Cassazione durante la Seconda  Guerra  mondiale e nel primo dopoguerra.   L’avvocato  aggiunse  che dai documenti in suo possesso risultava che  il Presidente De Ficchy aveva annullato delle sentenze di morte riguardo alcuni gerarchi fascisti  perché probabilmente  parteggiava per loro. Giovanni   escluse  questa ipotesi  e rivelò che il suo capostipite era solo un cattolico praticante che si era sempre dimostrato  contrario alla pena di morte.

E' certo invece, che tutte le sentenze  avverse alle opinioni dei dirigenti fascisti del governo di allora, gli  costarono molto, in termini  di carriera. 

In “Storia di uomini straordinari, Ricordi di un altro giorno”, sono inoltre ricordati i bombardamenti  di Roma durante  il conflitto bellico, alla Garbatella, allo scalo di San Lorenzo  e a Piazzale Trastevere.

Roma  durante la seconda guerra mondiale venne dichiarata “città aperta”, in quanto patrimonio dell’umanità , ma questo non gli  impedì di subire 42 bombardamenti dove si contarono migliaia di morti.

Ho incontrato Giovanni De Ficchy per ascoltare  dalla sua viva voce gli aspetti più importanti del suo  libro.   Gli  avvenimenti si devono sempre  inserire   sotto la giusta lente

d’ingrandimento, vero? 

Ho sempre respirato  sin da piccolo  l’aria del diritto e della legalità.

A casa mia sono cresciuto con diversi parenti magistrati, lo stesso mio padre è avvocato  così come lo è mio fratello. Già nel passato  dai racconti di mio nonno ero venuto a conoscenza dell'atteggiamento eroico di suo padre che durante il fascismo, salvò dalla fucilazione  dei condannati a morte, esattamente tredici persone. 

Posso affermare che è stato un magnifico esempio di dirittura e di coraggio annullare tante sentenze ingiuste che seguivano  soltanto  le imposizioni che venivano dall’alto. 

Il 19 gennaio 1950 Vincenzo De Ficchy venne collocato a riposo per raggiunti limiti di età  con il titolo onorifico di Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione e  gli venne  conferita  la medaglia d’oro  per la sua  lunga e operosa carriera.

Alla sua scomparsa avvenuta il 14 Settembre 1959, anche la stampa ne ricordò il suo lungo e onesto impegno di magistrato.

 Giovanni De Ficchy

Giovanni questa edizione parla di uomini straordinari e a tale proposito il Magistrato  Vincenzo De Ficchy deve essere ritenuto tale. 

E’ sempre  stato  un giudice sereno ed imparziale ad  osservare  scrupolosamente le leggi.

A lui si appellavano le persone ormai prive di speranza  e così salvò la vita a parecchie persone.

Oggi si può certificare che siamo sull’ordine delle 17.000 condanne a morte annullate. 

Dopo l’annullamento delle condanne,  applicava l’amnistia prevista dal governo,  che consentiva agli ex  detenuti  di essere  addirittura reintegrati dallo stato e restituiva loro  anche i posti di lavoro.

Vincenzo De Ficchy   si adoperò molto per  salvare  degli ebrei che vivevano in Italia, vero?

Si  faceva parte insieme a suo figlio (mio nonno. che era capitano commissario di polizia) del Servizio Segreto del papa, durante la guerra qui a Roma.  

Raphael’s Verein”  era il nome della rete cattolica segreta che  cercava di salvare ebrei e altre persone  che correvano il rischio di essere internati nei campi di concentramento.

Ci fu anche chi asserì che il papa in quel periodo non si dette molto da fare per salvare gli ebrei, ma io so per certo invece, che si adoperò molto per aiutarli.

Chiaramente il papa non lo poteva fare direttamente, perchè la Chiesa deve essere sempre al di sopra di ogni contesa  ed è per tutti.

Uno degli obiettivi della rete era quello di permettere la fuga dalla Germania, attraverso l’Italia, verso la Svizzera o Lisbona (Portogallo), motivo per il quale la rete contava su alcuni uomini, in ciascuno di questi quattro Paesi.

In “Storia di uomini straordinari, Ricordi di un altro giorno”, Il tuo illustre antenato indubbiamente si trovò in grandi difficoltà a svolgere le sue funzioni.

Si, Gli fecero addirittura un  processo perché apparteneva alla "LOVRE" Organizzazione dei Volontari  per la Repressione al Servizio Segreto. Volevano che desse le dimissioni dal Consiglio Superiore della Magistratura. Alla fine scrisse al Ministro dicendo che era stato tutto un malinteso.

Prima dovette subire le ritorsioni dei Fascisti e poi dopo aver salvato queste persone dalla condanna a morte, venne preso di mira anche dai Comunisti.

Che cos’era il morbo di Kappa che venne identificato come  molto contagioso?

 Il morbo Kappa lo  inventarono   Giovanni Borromeo, primario dell’ospedale e convinto antifascista, insieme allo studente partigiano Adriano Ossicini anche lui  medico che poi  diventò  Senatore della Sicilia Indipendente.

Il morbo di K  definito come  “ molto contagioso“, in realtà venne escogitato  solamente per il nobile scopo di salvare la vita di decine di persone. All’ospedale Fatebenefratelli  c’era un intero reparto  dedicato al morbo di K, in cui venivano  ricoverati i “malati”, soprattutto  ebrei e polacchi. “K”  in realtà erano  le iniziali dei cognomi degli ufficiali nazisti Albert Kesselring e Herbert Kappler, all’epoca  incaricati di organizzare la deportazione degli ebrei italiani.

Nelle certificazioni mediche si faceva finta che qualcuno si era contagiato e che decedeva,  poi si faceva il certificato di morte ed i documenti di altre nazioni. In questo modo  riuscivano a portarli via dall’Italia.

Nel  tuo libro descrivi la figura del Re Vittorio Emanuele III di Savoia che durante il conflitto, non fece  indubbiamente una bella figura.

Si, il re denominato  “Sciaboletta”   scappò per non finire in mano alle SS, insieme a tutti i suoi 29 generali  e si rifugiò in una zona tra Brindisi e Bari, che gli alleati avevano militarizzato. Il re fece  veramente una figura meschina  e quando mio nonno si recò  dai carabinieri per salvare i generali  dal momento che stavano per arrivare  i tedeschi,  non riuscì a farlo in tempo, perché vennero  in fretta caricati sui furgoni e per poco non catturarono pure lui.

I lettori dove possono  trovare  il tuo libro “Storia di uomini straordinari, Ricordi di un altro giorno” ?

Il volume è edito da Amazon, ma presto  verrà distribuito anche da un altro  Editore.

Grazie Giovanni De Ficchy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Last modified on Wednesday, 10 April 2024 09:25
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