L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Fashion (41)

Bellegotti

 

Fiorella Bellegotti
contatta

IMG 8069Milano è da sempre la capitale della moda italiana nel mondo ed è la città con le più rinomate scuole per fashion designer che formano nuovi talenti del fashion world.

Ma analizzando il mercato della moda, possiamo accorgerci che i giovani brand si trovano ad affrontare numerosi ostacoli per emergere: i concorsi organizzati dagli enti operanti nel settore danno spazio solo a pochi fortunati e le fiere hanno costi, talvolta, proibitivi per i giovani fashion designer.

Il progetto “International Fashion Week Night Out” si pone l’obbiettivo di realizzare un piano di comunicazione efficace che possa permettere ai giovani fashion designer di farsi strada e catturare l’attenzione del mercato; sostenere e guidare i giovani talenti nella scelta dei mezzi di comunicazione più idonei ed efficaci per il raggiungimento dei risultati prefissati.

La serata sarà presentata dalla vice-presidente di Rofimi The Italian Luxury Kristina Latuta, e sarà palcoscenico milanese per la presentazione del progetto Russia-Basilicata e proprio in tale occasione verrà scelto un abito da una delle designer che sarà reso protagonista del progetto.

Per questa prima edizione dell’International Fashion Show Night Out, che si terrà al NYX Hotel di Milano, Sabato 23 Settembre, organizzato dalla PM Management, Rofimi The Italian Luxury e col patrocinio della Camera Helvetica della Moda e della Camera di Commercio Italo- Russa, sfileranno la svizzera IMG 8068Tania Caruncho, frequentante l’Istituto Marangoni e la rumena Julia Rusu, del NABA, che debutterà sulla passerella, accompagnate dai gioielli della maison italiana Blevio Jewels e dalla collezione di calzature, create ad hoc per l’evento, da Cosma Limone.

Tre designer, tre stili diversi ma accomunati dalla sobria eleganza e raffinatezza dettate dal comune amore per la femminilità.

Dal 26 al 29 gennaio si è tenuta l’edizione invernale di Altaroma 2017, piattaforma riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la ricerca e la promozione dei nuovi fashion designers   del made in Italy, ma anche occasione per incontrare la sofisticata ed superba altamoda di stilisti icone come Balestra e Guillermo Mariotto per Gattinoni o partecipare ad eventi come l’apertura della boutique romana di Chiara Boni.

Il programma della manifestazione è stato diviso in tre sezioni: Fashion Hub, dedicata allo scouting, formazione e promozione della creatività emergente; Atelier, contenitore di sfilate e presentazioni di maison di couture, neo-couture, piccoli atelier, sartorie e artigianalità; In Town, destinata a iniziative e attività connesse alla moda che colgono questa occasione per promuoversi.

La maggioranza degli happening si è svolta presso il nuovo headquarter di questa edizione: il Guido Reni District, area unica nel suo genere situata all’interno delle ex – caserme Guidi Reni. Diversi importanti eventi delle quattro giornate si sono svolti in diverse zone della città.

Il 26 sera si è tenuto il Grand Opening presso l’headquarter dove in tre diversi spazi espositivi si potevano visitare tre mostre:

Artisanal Intelligence, progetto proprio di Altaroma, che questa volta presenta “Studio”, il luogo di lavoro dell’artista e dell’artigiano, ovvero dove si materializza il pensiero creativo. Gli arazzi di Enrico Accatino e Alberto Di Fabio, le borse di Magrì e Forms Studio, le scarpe di Aletheia Milano, gli abiti di giovani stilisti.

Esposizione delle collezioni F/W 17-18 dei designer proveniente dall’ultima edizione di “Who is on next?”, progetto di scouting ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

The secret of couture, progetto nato da un idea di Silvia Venturini Fendi e realizzato da Altaroma, in cui un video, realizzato dal famoso fotografo americano Jeff Bark, fa da sfondo agli abiti esposti di quattro couturier (Hussein Bazaza, Antonio Grimaldi, Krikpr Jabotian, Aouadi Paris).

Fashion Hub

Greta Boldini (sfilata F/W 17-18): marchio d’alta sartoria che nasce a Roma nel 2011 dall’esperienza di due giovani designer, Alexander Flagella e Michela Musco; dal 2016 l’egida creativa è affidata esclusivamente ad Alexander. La collezione, che si ispira gli anni ’40, si intitola “Come Falene” con la donna rappresentata come una falena che non ha paura di cimentarsi nella vita; gonne plissettate, abito che sfiorano la caviglia, capispalla rubato al guardaroba maschile e un’interessante rivisitazione della giacca Barbour trasformata in funzione sartoriale. Viscose, sete, tulle ricamati, crepe de chine, pizzi, chiffon e organze: questi tessuti.

Marianna Cimini (sfilata F/W 17-18): fashion designer formatasi presso Max Mara, Fay e Miroglio. La collezione si intitola “La teoria del Bamboo”, dove l’esile e tenace arbusto la fa da padrone nelle fantasie disegnate sui diversi abiti e capispalla; i colori vanno dal bordeax al blu cina e al verde, mentre i tessuti sono velluti, cotoni e nylon; forme essenziali addolcite da nastri, fiocchi, rouches, impunture e nervature lungo i busti del bamboo.

Istituto Europeo di Design: in quarant’anni di storia l’IED di Roma ha formato migliaia di creativi in diverse discipline tra cui la moda; nello spazio espositivo, presso il MAXXI, intitolato “This is IED!”, gli studenti in squadra, al computer e circondati da campioni di tessuti, mostravano come trasformare le loro ispirazioni in prodotti di successo.

Brognano (sfilata F/W 17-18) :giovanissimo stilista calabrese, formatosi presso le maison Giambattista Valli e Dolce & Gabbana, vincitore della categoria pret-a-porter di “Who is on next?” 2016; la collezione si ispira agli anni ’80 e propone una donna che attinge ad abiti e capi maschili su cui appaiono maxi fibie gioiello; abiti lunghi e minigonne, pantaloni over e silhouette; colori accesi dal rosso al viola, al fucsia, al glicine; i tessuti : pizzi, georgette, devoré di velluto si accostano a tessuti tecnici, nylon, vernice e eco pelliccia.

Portugal Fashion (sfilata F/W 17-18): tre stilisti portoghesi già operanti da diversi anni con loro produzioni. Pè de Chumbo: pizzo e dettagli lurex per il tema party, mix di colori a righe su tute in maglia per i look più casual . Estelita Mendoca: uomo con materiali riciclati (vecchie coperte, sacchi a pelo, scarti di cotone). Susana Bettencourt: collezione “we are art”, ispirata al parco giochi per adulti; disegni geometrici su capi in maglia.

IMG 20170202 WA0009 
 Accademia Koefia

Accademia Koefia: nelle varie stanze dell’Accademia vi erano studenti che svolgevano diversi tipi di esercitazioni; dalla tessitura su telai da tavolo alla realizzazione di modelli in carta su manichino o su stoffa; contemporaneamente alcune modelle sfilavano con abiti realizzati dagli allievi.

New designer at Coin Excelsior: presso il noto Department store si possono ammirare le creazioni di due stilisti: Giannico (Nicolò Beretta) e Noka’oi. Giannico, marchio nato nel 2013 per la produzione di calzature e già affermatosi a livello internazionale (Lady gaga ha indossato sue crezioni già nel 2015); viene mostrata la collezione S/S 2017 caratterizzata da sandali e décollettée con colori forti (zafferano, verde smeraldo , azzurro cielo) e mixando tra di loro camosci verniciati, nappe, plexy e pelli laminati; cristalli swarowsky, pietre e paillettes impreziosiscono tomaie e tacchi. Noka’oi, marchio di activewear che trova radici nella pratica dello yoga, presenta collezione pre-fall 2017: maglie in velluto e microfibra tecnica, pantoloni bianchi della tuta con applicazioni di perle in vetro di Murano, cappotti dalla silhouette ampia con cuciture a contrasto e forti dettagli in metallo.

Melampo (sfiilata F/W 17- 18): Melampo, ovvero Lulu’ ed Anna Poletti tra il 2013 e il 2014 realizzano un loro sogno ridando vita ad un marchio di berretti che apparteneva alla storia della loro famiglia per trasformarlo in un nuovo brand di total look. Alla base della collezione il contrasto tra un sopra strutturato, solitamente una camicia, e un sotto fluido. Il cotone maschile è accostato alla mussola di seta, la lana tartan al pizzo chantilly,il velluto delavè al tessuto tappezzeria. Colli vittoriani e dettagli edoardiani si mescolano con il barocco spagnolo egli animali mitologici delle chiese gotiche francesi.

Accademia Di Costume e Moda (sfilata F/W 17-18) : quindici neo designers del’accademia hanno sfilato con le loro collezioni donna, uomo ed accessori. Si spazia dal pret –a-porter degli undergraduated all’alta moda per vestiti ed accessori dei postgraduated con soluzioni che competono ampiamente con gli stilisti universalmente noti ed apprezzati.

Atelier

Renato Balestra (sfilata S/S 2017): è il risveglio della primavera , il tema della collezione , con i suoi glicine, rosa delicato, verde e celeste acquamarina. La sfilata si apre con un abito in tulle

Balestra 102
 Balestra

drappeggiato arcobaleno. Le giacche e gli da cocktail e da gran sera sono ornati da fiori, piccoli ventagli di plissè in taffettas e chiffon. Infine l’abito da sposa in candido mikado e pizzo chantilly. Al termine della sfilata lo stilista viene premiato dalla sindaca Raggi con la medaglia per il Natale di Roma 2017, coniata in occasione del sessantesimo anniversario del gemellaggio Roma/Parigi. Balestra ringrazia e chiede maggiore attenzione per l’alta moda romana.

Gattinoni (sfilata S/S 17) : la splendida antica dimora del Papa San PIO V è l’ideale cornice per ambientare questa sfilata ; la passerella è stata trasformata in un giardino incantato,meta dei sogni ma anche degli incubi di tante acerbe adolescenti e sfila infatti per la prima volta Zoe SinopolI, 14 anni ,nipote del celebre direttore d’orchestra. Mariotto, celebre stilista della maison, trasforma il classico pigiama a righe in un capolavoro d’alta moda in organza di seta con quattromilaottocento punti smock dall’effetto matelassè. Camicie over in organza si indossano con gonne a pieghe unite tra di loro con piccoli fiocchi. Per la modella Vanessa Hessler, un vestito principesco dipinto a mano con coda lunga cinque metri; i colori sono le diverse nuances del rosa, azzurro polvere, verde salvia, grigio perla, lampone, ma anche nero come il chiodo in piume di gallo, struzzo e pernice, indossato su una culotte, omaggio a Beyoncè, grande fan dello stile Gattinoni. Nel parterre Massimo Giletti, Marta Flavi; Gloria Guida, Carmen Lasorella.

Rani Zakhem (sfilata S/S 17): la collezione dello stilista libanese si ispira al jet-set degli anni’70 ed ’80 ed in particolare alla cantante Dalida, a Bianca Jagger, agli outfit per una festa allo STUDIO 54. Ecco sfilare le jumpsuit, gli abiti scollati all’americana, con fasce che cingono il collo e lasciano la schiena scoperta, impreziosite da ricchi ricami in pietre e cristalli; poi i mini abiti da cocktail, le maniche a pipistrello, gli abiti a sirena con le scollature asimmetriche, impreziositi da ricami floreali. Infine l’abito da gran sera beige ed oro con effetto nudo scintillante. Contrasti tra lucido ed opaco per i tessuti mentre i colori vanno dal lilla al giallo, al verde, al rosa al blu ed al rosso carminio.

Sabrina Persichino (sfilata S/S 2017) : la fonte di ispirazione per questa collezione è la jaali, una pietra perforata a mo’ di griglia che consente la visione in una sola direzione. Dall’intaglio di questa pietra parte la creazione di un macramè geometrico che diventa l’elemento di forza negli abiti bianchi e lineari proposti. Altri tessuti sono in filigrana d’oro o un intreccio di fili in resina ritorti che crea un elegante effetto di struttura traforata; fessure ed intarsi sulle pelli color olio; il nero unito all’oro vivacizza gli outfit da giorno, da cocktail e da gran sera.

Camillo Bona (sfilata S/S 2017): lo stilista reinterpreta e propone l’eleganza e lo stile dell’alta moda italiana ai tempi della Dolce Vita attraverso il lavoro certosino che vuole solo il fatto a mano. Trenta i capi di finissima fattura dove il colore dominante, il bianco, si mischia al rosa, al giallo, al verde acqua, celeste. La collezione è dominata dai plissè, dai lini leggerissimi lavorati con lane, da chiffon e raffia. Perle, coralli e pietre dure compongono preziosi collarini da cui scendono cascate delle stesse pietre.

Nino Lettieri (sfilata S/S 2017): lo stilista si lascia trascinare da fascino per le figure geometriche che aveva fin da ragazzo e le riproduce su chiffon, organza e satin. Ne nasce un divertente e raffinato gioco di sovrapposizioni di righe, pois, fasce, quadrati e rettangoli. Quaranta sono gli outfit esibiti in passerella dai colori che vanno dal bianco – nero,al rosso corallo, al giallo intenso, con svariate sovrapposizioni di tessuti trasparenti. Kaftani, pantaloni, tute, giubbotti e soprabiti con ricami di paillettes. Per la sera abiti lunghi con pietre e delicate piume. L’abito da sposa è un candido kaftano di organza a righe e chiffon a pois che si sovrappongono. Le calzature sono di Albano.

Arnoldo Battois (sfilata F/W 17-18) : Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois in questa collezione richiamano suggestioni glamour dal sapore vintage. Le silhouette sono allungate ed avvolgenti, la schiena è definita da volumi importanti, le spalle partono piccole e rotonde e a sorpresa si innestano maniche molto ampie. Scimmie, fenicotteri e dettagli architettonici di edifici veneziani diventano paesaggi grafici stampati sui tessuti. Lane double, panni ammorbiditi dai toni pastello si intrecciano a satin e cotoni neri, alternati a pelliccia in lurex nero che attraversa i capispalla e diventa dettaglio in altri capi.

In Town

 Persechino 106
 Persechino

Chiara Boni: La Petite Robe –Inaugurazione Boutique : Chiara Boni, stilista fin dai primi anni ’70,inaugura la sua seconda boutique in Italia, a Roma, nella prestigiosa Via del Babuino. Dalla sua esperienza nasce nel 2007 il pocket chic de la Petite Robe; capi realizzati in tessuti stretch innovativi,progettati per una donna dinamica, continuamente in viaggio. Abiti di elegante praticità, ideali per essere riposti in valigia perche non necessitano di stiratura. Nel 2009, la collaborazione con un nuovo partner lancia La Petite Robe su nuovi canali di distribuzione internazionali ed ottiene consensi e visibilità nei maggiori Department Stores e Specialty Stores statunitensi. All’inaugurazione della nuova boutique avvenuta durante Altaroma hanno partecipato tra gli altri Nancy Brilli, Laura Lattuada, Irene Ferri, Giovanna Melandri, Mirta Merlino e Marco Tardelli.


Filippo La Terza Arte: dieci opere di pittori universalmente noti ispirano le 10 creazioni di Alta Moda dello stilista Filippo Laterza; veri e propri capolavori sartoriali dove rivivono i mondi immateriali,affascinanti e magici di Sonia Delaunay, Georgia O’ Keeffe, Tamara De Lempicka, Yayoi Kusama, Henri Matisse, Lucio Fontana, Kazimir Malevic, Gustav Klimt, Yves Klein, Vincent Van Gogh. Location della performance è la Galleria Marchetti nella mitica via Margutta, da sempre luogo di residenza privilegiato per artisti, donne e uomini di cultura.

Giuseppe Penone - Matrice: Penone è uno dei più grandi scultori viventi. Questa mostra è un progetto della maison Fendi che continuamente si impegna a sostenere l’eccellenza e la cultura del made In Italy. Sono esposte 15 istallazioni: una selezione di opere storiche assieme ad altre realizzate proprio per questa occasione. Il Palazzo della Civiltà Italiana è la speciale location e le opere sono in dialogo con gli spazi del palazzo, creando una contrapposizione tra la geometria precisa e gli elementi marmorei dell’edificio e il senso della materia e della forma come entità vive ed organiche.L’opera ‘Matrice’, che da il nome alla mostra, è una spettacolare istallazione lunga 30 metri; consta di un tronco d’abete tagliato e scavato in cui è incastonata una forma di bronzo che sembra congelare il flusso della vita dell’albero,

IN MOSTRA SINO AL 30 DICEMBRE AL “CUBO” SPAZIO ESPOSITIVO PARMENSE DI GIOVANI CREATIVI

 

Sino alla fine di dicembre, negli spazi espositivi del “CUBO”, a Parma, da non perdere la rassegna dedicata alle opere di Giulia Conti (Associazione ITZA). Giulia è una giovane ed eclettica creativa- nata a Parma ma da anni residente in Sardegna, a Porto San Paolo (Olbia) – che nel suo alto rispetto per la Natura e del mondo in cui viviamo, ha fatto del “recupero materiali” il fulcro e l’anima delle sue creazioni. Straordinario il risultato : borse, borsoni, pochette , copri calzari ed altri particolari oggetti, forgiati uno ad uno con pazienza certosina, sempre diversi e sempre “inattesi”. Nascono da materiali comunemente definiti “irrecuperabili” ma che lei ha superbamente recuperato : tele di vecchie vele, tessuti plastificati, camere d’aria di camion tutto sapientemente riciclato in raffinate forme, splendidi colori e inaspettate, perfette e portatutto 2 small webfunzionali dimensioni. Idee creative che sfiorano i confini dell’arte e che hanno già attirato l’interesse di importanti firme del “made in Italy”.  

Giulia Conti racconta, con appassionate vibrazioni, radici e finalità dell’ Associazione ITZA di cui è fondatrice e “pensiero portante”.

“ITZA – spiega – come “Acque Incantate” nasce dal cambiamento della vita quando arriva la vita. L’ idea ITZA è nata quando da navigatrice solitaria mi sono trasformata in mamma, creatrice di nuove forme attraverso vecchie esperienze : un’ evoluzione logica della mia vita,con il rispetto per la Natura guardandola e attraversandola … senza disturbare. Quindi ITZA è nata da una logica evoluzione della mia vita. La prima conquista sono state le vele, giganti bianchi che mi hanno fatto volare con il ritmo del mondo nel mondo stesso, per anni e anni, attraversando culture, colori ed emozioni che mi hanno mutato e forgiato mente ed anima. Vecchie vele, tessuti plastificati, camere d’aria di camion :tutto reinventato e ricreato nel segno del riciclo. Alla fine del viaggio le vele sono diventate borse, pochette, valigie, oggetti d’arredo. I teli plasticati trasformati in pizzi leggeri, le camere d’aria in originali calzari … Idee nate dapprima come piccole evasioni, poi le vecchie vele mi hanno portato a conoscere nuovi (rinnovati) mondi proprio come nei porti si incontrano nuovi personaggi, nuovi “marinai”. Camminando in modo attento e curioso in questo progetto che ho costruito di giorno in giorno – continua Giulia – ho incontrato veri professionisti del settore –pellettieri, disegnatori di tessuti ecc. – ai quali ho “carpito” i segreti del mestiere e con i quali collaboro per il riutilizzo di materiali che per loro diventerebbe scarto inutile. Il mio ruolo è quello di far incontrare idee diverse per renderle armoniosamente d’impatto alla vita di ogni giorno.

Ecco perché L’ “anima” di ITZA è in continuo movimento, un nuovo viaggio che, come nella realizzazione dei suoi singoli pezzi, non si ripete mai due volte in modo eguale. Lo specchio dell’ unicità di ciascuno di noi di non essere eguali a nessuno. Nel segno del rinnovamento o … del riciclaggio. Di corpo ed anima. Andando sempre e solo avanti. Con un sorriso ad ogni passo più bello”””  

DOPO IL PUNTO VENDITA PARIGINO, INAUGURATO QUELLO MILANESE

 

Spirito d’avanguardia, giovane e raffinato, alla costante ricerca “del più” : questi i segni caratteristici delle “emozioni” di Claudia Oddi  

Emozioni? Sì, gioielli come emozioni : vissute, filtrate e trasformate in realtà - nella puntigliosa conquista della perfezione - da Claudia Oddi. Nata e vissuta sino a 17 anni a New York, poi alcuni anni a Roma e da decenni tornata a Parma (terra dei suoi avi) Claudia Oddi è una creatrice di gioielli, una designer che le grandi firme del settore da tempo si contendono : grazie alla sua elegante e duttile creatività ha realizzato per loro, nel corso degli anni, molti pezzi di grande successo.

Oggi, in un momento in cui, purtroppo, molte imprese sono costrette a ridimensionare i propri confini, Claudia partita tempo fa, sulle ali del web, ha conquistato i più esigenti mercati mondiali con una linea di gioielli che porta il suo nome. Nel suo sito Internet si possono visionare , e acquistare i suoi splendidi gioielli anche on line. Non solo in Italia ma in ogni Paese del mondo collegato alla Rete.

A Parigi, dal 2014, i gioielli di Claudia Oddi, adorati dalla raffinata clientela francese, splendono nello spazio espositivo di Rue Saint Honoré 316,(boutique Mad Lord) rinomato luogo di incontro di celebrità internazionali.

Da novembre 2016, il grande debutto a Milano con uno punto vendita di alta classe. Nella capitale lombarda Claudia Oddi presenta le sue preziose creazioni in uno spazio espositivo posto nel cuore del prestigioso quadrilatero della moda : in via della Spiga 34.

foto orecchino fulmineLe collezioni presentate nello spazio milanese sono talmente “affascinanti” da lasciarci cuore e sentimenti. Creatività allo stato puro che ci coinvolge sino dalla prima occhiata, avvolti nel fiotto di luce che ci accoglie. Metti, ad esempio, la parure “Princess” pensata e disegnata per una donna regale .. ma dallo spirito attuale, che vive con classe la contemporaneità. Eppoi la linea “Rainbow” : un’ esplosione di pietre preziose dai mille riflessi arcobaleno, uniti e “accarezzati” nello splendore di metalli preziosi…

Qual è il segreto di tanta bellezza ?

L’abbiamo chiesto alla giovane creatrice, incontrata nei giorni scorsi nel suo primo negozio diventato a Parma un punto di riferimento per chi desidera un gioiello “unico” al di sopra di immagini, regole e canoni scontati.

Creare un gioielloci ha spiegato Claudia è quasi come vedere la nascita, e la crescita, di un figlio. Questa mia grande passione, noti bene, non è un “retaggio di famiglia” (i miei si occupavano di ben diversi settori) ma piuttosto un dono inaspettato che, già da quando ero solo una ragazzina, mi ha indicato la mia via. Ora, dopo anni di lavoro come designeri ho lo sguardo puntato al futuro, ai traguardi che sono sicura di raggiungere perché credo eSchermata 2016 11 12 alle 16.53.48 amo fermamente ciò che faccio : è la mia forza e la mia passione.

Perché – afferma Claudia Oddidesidero creare collezioni che soddisfino tutte le donne. Collezioni: raffinate, preziose ma soprattutto “duttili”affinché, con lo “spirito” giusto, un mio gioiello si possa indossare sia al mattino per sbrigare le normali commissioni sia alla sera per partecipare ad una cena o ad una Prima importante : è solo questione di stile…”.

Infatti, per avere successo ci vuole l’idea buona e per cogliere l’idea buona si deve saper filtrare gli umori del tempo. E i gioielli di Claudia Oddi precorrono, dominano e danno forma agli umori del tempo. Una sfida vincente nell’elitario mondo della gioielleria.

    

 

 

Dove vai fantastica fanciulla della primavera/estate 2017 con le tue filiformi e perfette gambe al vento, avvolta in chilometrici sospiri di chiffon, falpalà di sete leggerissime, volants e sovrapposizioni di tessuti preziosi, ricami di cristalli e jais che sembra vogliano fare a gara con il caldo splendore del sole dell’estate prossima ventura ?
Chiuse le giornate della moda femminile che hanno elettrizzato Milano, spenti i riflettori, sulle passerelle sono rimasti soli gli utopici fantasmi di una femminilità disegnata da nudità soavemente sfacciate. C’è infatti poco da scoprire : il leitmotiv di base di quasi tutte le sfilate è stata una massiccia esibizione di gambe simili a ... gambi di girasole: magrissime, dinoccolate, persino “trasparenti”, si tuffano in striminzite gonnelle e

Giorgio Armani Womenswear SS17 01 
 Giorgio Armani Womenswear
Woman SS17 5
 Woman - Giorgio Armani

hot pants quasi inesistenti. Scollature abissali o seducenti top con spalline da abito da sera (o camicia da notte) completano la “mise”.
Eppure ondeggiava sicura, la ragazza dell’estate 2017 proposta dai nostri bravissimi stilisti, ricchi di fantasia e senso artistico. Perché la moda è una forma d’arte, architettonica e pittorica : suscita ammirazione tra gli intenditori e invidia dai “concorrenti” esteri ... ma anche un po’ di perplesso timore tra quelle che dovrebbero essere le prime fruitrici : le donne. Quelle giovani, ma –ahinoi – soprattutto quelle un pochino “stagionate” che (poverine!) si sentiranno in dovere di adottare uno “stile” che – sopra gli anta e con la linea un tantino fuori limiti – diventa giocoforza soggetto di battute velenose.
Ma tant’è : seguire la moda è per molti un gioco divertente. Solo per pochi è soprattutto un gioco intelligente. Tante le proposte presentate in passerella : basta saper scegliere - come fiore da fiore - quelle più adatte a ciascuna di noi.
Qualche esempio ? Naturalmente le “Roi” Giorgio Armani. Ha persino creato un neologismo “Charmani” (charme+Armani : una fusione tra un aggettivo sciccosamente parigino e un nome-mito dello stile) che, se a crearlo è sto proprio Lui (la maiuscola è di rigore), ci sembra appena un tantinello snob. Certo che Lui se lo può permettere : agli innumerevoli successi oggi c’è da aggiungere la splendida sfilata che ha visto zompare in piedi una platea entusiasta. Certo, dopo una settimana di bocche storte a bisbigliare critiche severe, una sfilata così non può che rallegrarti il cuore. Colori e tessuti, linee e giochi di sovrapposizioni, ispirazioni etniche e profili di donne “attualmente antiche”, reinventate sul drittofilo di “uno charme fatto di piccole trasgressioni purché di spirito moderno” . Come le giacche, le sue stupende intramontabili giacche. Morbide e allungate ad accarezzare il corpo, create con preziosi tessuti moderni portate con abiti sottili – lunghi o corti – con maniche a palloncino. Sottili giochi di organza e georgette, piccole borse preziose e scarpe-stivaletto a tacco alto o lisce “pianelle” stile Cenerentola per creare una sera magica..
E dopo il re ecco una regina della moda : Laura Biagiotti che ha unito la morbidezza di splendidi abiti ricchi di languido sapore antico al più metropolitano spirito sportivo. Seducente il sapiente gioco di trasparenze che Ermanno Scervino affida alla preziosità del pizzo. Sartorialità al potere nelle perfette linee degli abiti, dei corti giacchini, nei splendidi abiti da sera. Blumarine propone ampie gonne a ruota o balze percorse da grandi fiori tropicali da portare con camicette in organza, trasparenti e ricamate. Tanti ricami, nel segno della rosa, e un abito in chiffon a motivi tartan, leggerissima e magica idea per le notti calde di un’estate tropicale.

 

Divertenti - più che stimolanti – si sono concluse le pur sempre turbolente “giornate di Milano” dedicate alla moda femminile. Su passerelle ed elitari rendez-vous sono state presentate le immagini e i suggerimenti che grandi e piccoli stilisti impongono alla più raffinata eleganza delle fashion victimes del prossimo inverno 2015/2016.
Cosa andrà e cosa non andrà? “In” e “aut” non esistono più: tutto fa moda. Il corto e il lungo, le spumeggianti trasparenze del licenzioso stile malandrino caro alle raffinate cocotte che, attorno agli anni Venti. popolavano quelle famose Case più o meno “chiuse”. Ma tira molto anche lo stile puritano anni Quaranta. Quella moda tristemente autarchica con gonne di stoffa pizzicosa mestamente lunghe alla caviglia e l’orlo a sfiorare

Dsquared women A I 2015 2016 
 Dsquared women

tondeggianti scarponcini con suole carrarmato...


E i tessuti ? Mammamia che confusione ! Certo non sono più per nulla “pizzicosi” : anzi più morbidi e preziosi di così sembra impossibile trovarne! Ma i colori ? E le fantasie ? Da perderne occhi e sentimenti. Le strisce, i triangoli e le righe “(tutto fa brodo!” diceva una vecchia pubblicità televisiva) ma nel “brodo” della moda dell’anno che verrà c’entrano anche i cerchi, i quadrati e persino la cybernetica e le onde gravitazionali che hanno confermato, dopo 100 anni dalla grande intuizione di Einstein sulla Teoria della Relatività, come tutto sia effettivamente “relativo”. Anche sotto il profilo estetico, e del buon gusto, della moda. Oggi non è lo stile a segnare il tempo : è il tempo a segnare lo stile. I tempi che andiamo vivendo sono balordi ? Non ci meravigliamo, quindi, se lo stile e la moda sono altrettanto balordi. Ma dove vanno quelle giovanissime fanciulle in passerella con gonne-slip e corpo in trasparenze che non lasciano neanche un piccolo spazio alla fantasia ? E quando veramente indossano un vestito o presunto tale (tagli da sarta, rifiniture e drittofilo chi sà più che cosa sono?) si fanno trafiggere da fantasie impensabili, con sovrapposizioni e accostamenti stridenti, che fanno girare gli occhi e la testa come trottole.
Eppure questa moda a diversi livelli di osservatori piace. Altroché. Basta leggere, su quotidiani e riviste specializzate, le lodi sperticate – su tutto e tutti – di una grande parte di “severe” critiche di moda che spesso - ahinoi – fanno fatica a distinguere un calzino da una liseuse.


 leonardo di caprio credits steve granitz
 Leonardo Di Caprio veste Armani

Quindi: pollice verso per le passerelle milanesi ? Manco per niente! Per fortuna ci sono ancora (e speriamo durino a lungo) i “grandi” del settore. In grado, anche nelle turbolenze odierne, di fare un cenno o dire una parola che possa fare testo e confermare il ruolo senza uguali che la moda italiana ha nel mondo. Giusto è non fare nomi: né negativi, né positivi. Il consumatore italiano ha gli occhi aperti e il senso dell’estetica ben sviluppato. Quindi sa fare le sue scelte e premiare il merito. In armonia con il successo mondiale della nostra moda. Tipo quella firmata “Giorgio Armani” che ieri sera, nella serata degli Oscar, ha vestito gran parte dei premiati.

Si sono spenti i riflettori sulle giornate di AltaRoma che dal 28 al 30 gennaio hanno presentato le collezioni di alta moda per la primavera/estate 2016. Sulle già gloriose passerelle romane – un tempo rendez vous dei più grandi sarti e stilisti internazionali – si sono incontrate tante giovani firme (di belle speranze e incerto avvenire) e una sempre più sparuta schiera di nomi gloriosi, firme prestigiose alle quali si deve gran parte del successo mondiale della moda italiana.

Ecco, ad esempio, l’ineffabile delicata bellezza della collezione di Raffaella Curiel.

2
Raffaella Curiel

Ispirata ai fiori di un giardino magico, incantato “ … per vincere la negatività dei tempi di crisi che stiamo vivendo – suggerisce la grande sarta – assorbiamo energia positiva nella natura, nella magia dei fiori del giardino che ha ispirato questa collezione …”. E fiori, tanti fiori sparsi a piene mani su corpetti e revers, sulle gonne a bocciolo di rosa … e papaveri rossi di sospirosa organza appoggiati sul bustier a “cesto di vimini”. Spettacolari le maxi ortensie ricamate su un abito da cocktail, mentre margherite di cristalli illuminano la reinventata “petite robe noire” e persino sull’abito da sposa fioriscono mazzolini di rose rosa. Presentata nella Sala dell’ Ex Dogana di San Lorenzo, la sfilata della colta stilista milanese ha entusiasmato per la sua straordinaria bellezza e per l’originalità di alcune “soluzioni” : come lo splendido sottogiacca in prezioso pizzo francese d’oro “ricavato da una antica tovaglia che si era in parte bruciata …” ha informato sorridendo Raffaella.

Anche un altro “grande” della moda italiana – Renato Balestra - ha presentato la sua collezione all’Ex Dogana. Tra eleganza e femminile seduzione le perfette lavorazioni sartoriali delineano i giochi in chiaro/scuro sul lucido/opaco dei rasi contrapposti a tessuti corposi, la delicatezza dei ricami a spina di pesce su argento e grigio degli abiti da sera, gli effetti multicolore abbinati al nero assoluto che riportano l’ elitaria perfezione di antiche vetrate art decò. E l’abito da sposa si illumina nelle luci del platino e si anima nella spumeggiante sovrapposizione di rivoli di tulle che lo trasformano nella mitica immagine di un fantastico uccello del paradiso.

Lo stilista calabrese Anton Giulio Grande ha presentato a Palazzo Ruspoli sfarzosi e preziosi modelli da sera che tanto sarebbero piaciute alle fanciulle in fiore che un tempo debuttavano in

3
Renato Balestra

società – ai grandi balli tipo il “Mak II 100” di accademica memoria - al compimento del 18° anno di età… Giada Curti si è ispirata alla “Divina Marchesa” quella Luisa Casali musa ispiratrice di Boldini e una delle amanti di Gabriele D’Annunzio : occhi bistrati e abiti che tanto ricordano le languide donne della Belle Epoque. Tanti giovani in passerella con le loro idee … spesso di stupefacente “avanguardia”. Come il cinese Miao Ran e l’inglese Lee Wood che propongono abiti … senza sesso, il primo con giubbotti e giacche tra il blu delle tute da operaio e il verde muschio del sottobosco, il secondo con abiti a vela di barca : senza forma e decisamente no-gender ma altrettanto decisamente no-altamoda !

Uomo dell’autunno/inverno 2016/2017, hai nel tuo maschio e ricco guardaroba almeno un “rabbioso” (ma prezioso) giubbotto da aviatore o da motociclista, da portare con jeans così stretti e malandati da sembrare ripresi da un raccoglitore di abiti usati (a misura di bambino) ? Se la risposta è negativa provvedi in fretta se non vuoi diventare “out” nella eterna gara del più “figo” che da sempre vinci tra amici e conoscenti!
Nei giorni scorsi, a Firenze “Pitti Immagine Uomo” e nella capitale lombarda “Milano Moda Uomo”, hanno presentato l’eleganza maschile proposta da grandi marchi e da grandi firme per il prossimo inverno. Spigolando qua e là tra stand fiorentini e passerelle milanesi pare che oltre all’ uomo in giubbotto di nappa morbido come velluto ma tecnologicamente all’avanguardia, andrà di moda un raffinato ma decisamente estemporaneo “uomo cipolla”: una tendenza, tanto “dejà vu” che fin dagli anni Ottanta avvolse e riscaldò legioni di fashion-victim femminili e di tanto in tanto viene ripresa sia in versione femminile che maschile.

Sovrapposizioni ? Certo : tra stile e classe. Vedi Giorgio Armani che, ancora una volta, ha saputo unire naturalità ad elitarietà. La collezione declina forme fluide che si appoggiano al corpo con leggera noncuranza, in sovrapposizioni preziose di materiali diversi, ciascuno con una sua specifica e personale funzionalità. Ed è “naturale” la ricerca dei tessuti, che spesso si ispirano ad antiche etnie, sia nelle trame sia nelle decorazioni; naturale è la gamma dei colori che – guidati dal blu profondo e “ombroso” classico Armani – giocano con toni neutri, tranquilli appena rischiarati da “riverberi” ottenuti con particolari tessiture e lavature del filato.

Le sovrapposizioni e lo stile “cipolla” occhieggiano da quasi tutte le collezioni rivalutando quel furbo vestire “a strati” che, in fondo in fondo, non è mai tramontato. Oggi, naturalmente, con le quasi infinite possibilità offerte dalle moderne ricerche/sperimentazioni tecnologiche, la faccenda si è fatta più sciccosamente appetibile. Non quegli infagottamenti osceni di capi sovrapposti che facevano sembrare un uomo la copia malriuscita dell’ omino Michelin. D0AEOggi si scalda la camicia, la giacca, il cappotto con una sorta di “intercapedine”(da portare addirittura a pelle) talmente lieve che sembra inesistente alla vista e al tatto, ma che assicura un tepore da termoforo. La giacca, quindi, ma anche il cappotto, sono sottili e fit-fit ... e anche un maglione di leggerissimo cachemire come quelli – stupendi – di Brunello Cucinelli che arrivano a pesare persino la “pochezza” di 60 grammi, possono sfidare il freddo delle sciate in alta montagna assicurando una calda protezione : leggera, morbida e preziosa.Se sartorialità va’ cercando, l’uomo dell’autunno/inverno 2016/2017, la troverà di altissimo livello, nelle proposte di “Corneliani” marchio mantovano da sempre sopraffino cultore della perfezione. Sulla base di un’ accurata ricercatezza, i capi declinano l’internazionalità delle proposte presentate a Milano Moda Uomo il primo giorno della manifestazione.

Ancora estrose sovrapposizioni, di capi, di colori, di materiali, da Dsquader2 : uno stile che piace ai giovani ... ma che lascia interdetti i meno giovani per la sua. un po’ urlata, originalità..

Fedele allo stile ricercato l’elegantone del prossimo inverno anche per i suoi piedi vuole il meglio. Metti, ad esempio, le scarpe di Barrett. La novità di questa collezion e sono i pellami , vitelli crust colorati con aniline che donano effetti di speciale trasparenza. Sempre al massimo la prima linea : volumi morbidi e arrotondati le cui sinuosità sono evidenziate da glassature ad effetto chiaroscuro ottenuti con anticature a mano. E la perfezione dei pantaloni è assicurata da Rota, magari completati da un paio di mocassini (in coccodrillo) preziosamente firmati Santoni. Per i viaggi del manager, Bric’s propone la linea in pelle bottalata, declinata in trolley, borsoni con ruote e splendide cartelle. E in testa? Niente di più indicato di un cappello di Borsalino per interpretare l’enigmatico e sciccoso “scettico blu” del prossimo inverno!

 

A conclusione delle quattro giornate di AltaRoma, più che una rassegna della manifestazione, alla conferenza stampa, accanto alla foto 1presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi ci sono stati il presidente della Camera Nazionale della Moda, Carlo Capasa, il CEO di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone e il viceministro, Carlo Calenda, pronti a garantire l’impegno delle istituzioni nel rilancio di Roma come città della moda. Si parla di collaborare tra Milano, Firenze e Roma e puntare sul sistema paese per l’internazionalizzazione del Made in Italy. Con un importante sostegno economico dal governo, in arrivo a settembre, Roma, attraverso AltaRoma, potrebbe rigodere del successo e della fama di cui ha goduto nel periodo della Dolce Vita.

 

L’evento più atteso della giornata di lunedì, è stato sicuramente Who is on Next?, il progetto di scouting realizzato da AltaRoma e Vogue Italia. In questa 11° edizione, sono stati accordati due premi per la categoria accessori: a Nicolò Beretta per Giannico, per la categoria shoewear, e a Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle, per le borse. Per l’abbigliamento ha vinto Lee Wood per L72, che si è aggiudicato anche il premio speciale FASHION VALLEY, attraverso il quale potrà sviluppare una capsule collection, che sarà presentata durante AltaRoma Gennaio 2016. Particolarità di questa anno è, che yoox.com, lo store virtuale leader nel settore offrirà ai vincitori la possibilità di proporre una creazione per il sito.

La Scuola di Moda Ida Ferri ha presentato la sua collettiva, al Palazzo delle Esposizioni. Una collezione haute couture caratterizzata da ombre e luci. Forme costruite ma morbide, seta e lana, rasi, organza, tessuti trasparenti, lavorati e ricamati a mano, paillettes, swarovski e piume hanno dato nascita a un bellissimo gioco di contrasti.

Presso l’Accademia L’Oreal di Piazza di Spagna, Fashion News Magazine ha presentato l'evento Green Inspiration dedicato al mondo “eco-friendly”. Abiti, accessori, riciclo, arte, libri, invenzioni, consigli di bellezza e un servizio gratuito di blow dry e acconciatura con i prodotti Biolage. Durante l’evento è stato accordato anche il premio Green Inspiration alla spazzola Eco Tools, che fa risparmiare energia e tempo, con una tecnologia tutta al naturale.

L’Accademia Nazionale dei Sartori ha aperto le porte della sua sede di Via Boncompagni, per mostrare un laboratorio dal vivo al pubblico di AltaRoma, mentre l’Accademia Altieri Moda e Arte ha sfilato con una collezione total white al Palazzo delle Esposizioni.

Agli Horti Sallustiani, Iuliana Mihai ha presentato una collezione ispirata al Giappone, sulle note della Soprano Ayumi Fujii. 26 outfits illuminati da decori in bianco e nero, dal fitting perfetto e dalle linee nipponiche.

Nella storica boutique di via Frattina, List ha presentato la nuova collezione autunno-inverno, che gioca tra la tradizione bon-ton e l’avanguardia asiatica. Il marchio romano dichiara di aver scelto di presentare la sua collezione durante AltaRoma per ribadire il suo ruolo come leader della moda femminile di qualità.

foto 2Due cocktail party in chiusura della kermesse. Nel roof terrace dell’Hotel Bolscolo Exedra, di Piazza Repubblica, dove Romana Busani di RB presenta una borsa dedicata a Sophia Loren e sul Lungotevere, nel atelier di Sandro Ferrone, dove si presenta la collezione autunno inverno del omonimo brand. Una presentazione statica, ispirata agli anni settanta, al mondo hippie delle feste e dell’indipendenza femminile.

In chiusura della kermesse, gli allievi dell’Accademia delle Belle Arti hanno organizzato un percorso espositivo, che ha permesso di visitare i luoghi più significativi della prestigiosa e storica istituzione. Istallazioni artistiche, abiti ed anche una mostra di “figurini” per presentare i lavori di fine anno degli studenti.

Di Ana Maria Busuioc

 

Un caldo weekend per AltaRoma, ma con un calendario ricco di sfilate, happening, mostre e presentazioni di libri.

Prima tappa della giornata di sabato, lo St. Regis Hotel, di Via Vittorio Orlando, che ha ospitato l’istallazione Phoular, dell’eclettico ed affermato IMG 5883fotografo Renato Cerisola.

“PHOULAR fotografie da indossare” è un brand d’Alta Gamma, unico nel suo genere, che si pone come dialogo e confronto tra le arti. La ricerca artistica di Renato Cerisola, lo ha portato a liberare la fotografia dall’esigenza di documentare. Attraverso scatti mossi, a lunga esposizione, di soggetti non definiti, avvicina la fotografia alla pittura, emozionando. Le sue fotografie vengono, poi, stampate su sciarpe dai tessuti pregiati, pronte a diventare emozioni da indossare. Un’idea, a dir poco originale! Scatti d’autore, che creano una capsule collection dal forte impatto visivo.

Sempre allo St. Regis, Vittorio Camaiani ha trasferito il suo atelier per un giorno e ha presentato la sua collezione “Egitto d’inverno”. Una reinterpretazione dell'arte, dei simboli e dell’iconografia dell'Antico Egitto, in chiave Vittorio Camaiani. Una collezione pret a porter, dalle linearità piramidali, dai colori seducenti, accompagnata da scenografici accessori in plexiglass.

In via Cola di Rienzo, l'inaugurazione di New Designers at Coin Excelsior. La creatività irrompe nello store, a partire dalle sue vetrine, che si trasformano in uno spazio giocoso ispirato al ‘Luna Park’, dedicato alle idee inedite di: Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia, Zanchetti. Nomi nuovi ma già affermati nel fashion system. In questa edizione, il focus è sulle borse, come accessori indispensabili, che potranno essere ammirate ed acquistate fino al 3 agosto.

Al Palazzo delle Esposizioni, la presentazione dello stilista libanese, Rani Zakhem, della collezione “Per amore di Lola”, ispirata a Marlene Dietrich. Un’interpretazione contemporanea dell’allure della moda della prima metà del ‘900, sospesa tra Art Decò, Ertè, i ruggenti anni venti, il cabaret, il desiderio di glamour e di bellezza nonostante il grigiore delle guerre mondiali.

Di pomeriggio, l’inaugurazione del progetto “5+5” 5 designer di successo sostengono 5 designer emergenti, l’esperimento di mentoring, di Vogue Talents e Altaroma, cofinanziato della Regione Lazio, che conferma la vocazione rivolta al sostegno di giovani creativi. Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MGSM Massimo Giorgetti, Paul Andrew, affermati anche grazie alla selezione da parte di importanti concorsi, hanno scelto di supportare e valorizzare Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini. I loro lavori resteranno in mostra, nello spazio dedicato all’interno del Palazzo delle Esposizioni, fino alla chiusura della kermesse.

IMG 20150714 205708L'Accademia di Moda Maiani, stupisce con il défilé di fine anno accademico “Non tutto è quel che sembra”, ma anche con la presenza in passerella della drag queen Daniel Deco, conosciuto per la sua presenza nel programma Forte Forte Forte di Raffaella Carrà. Tema della collettiva è la metamorfosi, capi che si trasformano con un semplice tocco.

La sfilata di Renato Balestra, nel suo villino-atelier, stile liberty, di via Cola di Rienzo. Il leit motiv della sua collezione di Alta Moda Autunno-Inverno 2015-2016 è il grigio, in tutte le sue sfumature, dal pallido perla, all’argento brillante, al platino, fino all’ematite. Dettagli, lusso, tradizione sartoriale, è questo quello che vuole trasmettere lo stilista, che commenta anche la scelta di aprire le sfilate romane ai giovani stilisti: “Sono d'accordo nel sostegno ai giovani stilisti che è nella missione di AltaRoma, ma non vorrei si creasse della confusione perché per fare alta moda bisogna avere tecnica, gusto ed esperienza e queste cose non si improvvisano. Io so di cosa parlo anche perché personalmente sostengo e promuovo il progetto Blu Balestra.”

Il sabato di kermesse si è concluso con un cocktail Dj-Set serale, #TheTalentsBoat in un barcone sul Tevere, nel Rowing Club. Un’evento su invito, dedicato non solo agli addetti ai lavori, ma soprattutto alla clientela romana e agli invitati di Altaroma.

L’edizione estiva di AltaRoma da ampio spazio alle Accademie di moda della città eterna che presentano i loro lavori di fine anno. L’Accademia Koefia, domenica mattina, al Palazzo delle Esposizioni ha defilato con una collezione collettiva dedicata alle prossime Olimpiadi che si svolgeranno a Rio de Janeiro. Road to Rio 2016, ha portato in passerella 45 capi realizzati a mano dagli studenti del terzo anno, che hanno evocato modernità di forme e di contenuti con le loro creazioni sportswear.

Sempre domenica, L’Accademia Costume & Moda ha aperto le sue porte e ha presentato al pubblico di AltaRoma i progetti realizzati durante l’Anno Accademico 2014/2015 nell’evento Accademia Factory. Accessori, abiti e la proiezione di un nuovo film documentario sulla giornalista Anna Piaggi, a cura di Alina Marazzi, prodotto per Ndr/Arte. Sempre all’Accademia di Costume e Moda si è svolta anche la nuova iniziativa Portfolio Review, dove Sara Maino e Alessia Glaviano, di Vogue si sono dedicate alla lettura dei portfolio dei Under 40 del fashion system.

Al Palazzo delle Esposizioni, domenica, per la sezione Atelier hanno presentato le proposte per l'autunno/inverno 15/16 Ettore Bilotta, Luigi Borbone e Sabrina Persechino.

Ettore Bilotta con la sua collezione “Untouchable women", ripropone una donna raffinata e misteriosa, ricca di fascino, una Isadora Duncan o come la Giuditta di Gustav Klimt. Luigi Borbone esalta le silhouette attraverso monocromatismi e colori ai limiti del fluo, per leggere in chiave contemporanea un messaggio che arriva dalla geisha e passa per Dior dei primi anni ’50. Un mix di preziosa contemporaneità con i ricami ottenuti con moderne tecnologie e i cristalli di Swarowski, che disegnano con la luce sulla collezione. Per Sabrina Persechino è forte il legame di tra architettura e moda che propone, come leit motiv della collezione, insolite decorazioni arabeggiante alla maniera del Muqarnas. Sulla passerella sfilano abiti realizzati con orditi di design di interni lavorati e realizzati ad hoc per dare vita ad outfit da giorno, cocktail e da grande soirée.

Il TIME. Contemporary Fashion Award Milano 2015, organizzato da White e dalla Camera Italiana Buyer Moda, con il contributo di Lancia e la collaborazione di Farfetch è arrivato ad AltaRoma con un trunk show, nella boutique Degli Effetti, in piazza Capranica a Roma.

Due presentazioni di libro, al Times Hotel, di Via Palermo, Joan a cura di Valentina Moncada che tratta la carriera di Joan Whelan, modella americana degli anni 50, attraverso la ricostruzione del suo “guardaroba da modella” e “Italian Glamour. L’essenza della moda italiana dal dopoguerra al XXI secolo. La collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli” edito da Skira. Hanno parlato Enrico Quinto e Paolo Tinarelli coautori del volume ed hanno introdotto Silvia Venturini Fendi e Franca Sozzani la direttrice di Vogue Italia.

610 16082Al Palazzo Brancaccio, il defilè di Pasquale Pironti per “Chiaradè” con rose rosse ricamate, che sbocciano su abiti sartoriali, attraverso petali di seta applicati su macramé, broccati e pizzi. Voile leggerissimi, organze e tulle, che avvolgono con maestria la silhouette. Uno show haute couture di eccellenza, in una splendida location.

Al St Regis Hotel, ormai lo storico appuntamento con World of Fashion. Hanno sfilato, come al solito, stilisti da tutto il mondo: Toufic Hatab dal Libano, Michelle Salins dall’India, Tahm Couture dall’Italia, Hendrik Vermeulen dal Sudafrica, Lisbeth Camargo dalla Colombia e Elvio Acevedo dall’Argentina. Vincitrice del premio di questa edizione, Michelle Salins, indiana di origine, new yorkese di adozione, che ha presentato una collezione ispirata alla sua terra d’origine dalle linee moderne con tratti distintivi della moda della Grande Mela.

Una volontà precisa di riaffermare il Made in Italy e rilanciare Roma come città della moda. Altaroma, oggi, è una scomessa, che cerca di definire meglio i contorni della sua futura missione, consolidando e rafforzando il suo ruolo a sostegno di giovani emergenti e nuovi talenti e, allo stesso tempo di innalzare il livello di attenzione internazionale sulle proprie iniziative.

Page 3 of 3
© 2022 FlipNews All Rights Reserved