L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.


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Kaleidoscope (1322)

Free Lance International Press

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 Gli esseri umani stavano cercando di comportarsi come tali e non come ingranaggi nella macchina capitalista (George Orwell)

 

Mai tanta confusione e caos sovrastano i nostri giorni sempre più confusi. Guerre di serie A e guerre di serie B dove il comune denominatore è l’essere umano è ridotto a scarto. Non esistono categorie; uomini, donne, vecchi e bambini. Vengono attaccate scuole e ospedali, chiese e moschee. Niente ha più valore, niente ci rende umani. Là dove non c’è guerra e  si parla di politica dove tutti sono bravi, tutti hanno la soluzione in mano: basta leggere un comunicato di una posizione e ti accorgi che sono tutti uguali, stesse idee, stessi propositi, stesse ambizioni. Sono solo chiacchiere al vento che non avranno eco né adattamento alcuno. Là dove il dio quattrino comanda vi sono sempre proseliti in grande quantità, il potere è una calda e solida poltrona che rende colui che vi approda, padrone di scelte e di comizi sempre meno costruttivi e sempre più di specchio personale. La società è un imbroglio dove il pensiero è sempre meno riflessione e sempre più desiderio di emergere anche calpestando e ignorando i veri bisogni della gente. La sanità, la giustizia, l’aiuto al volontariato, l’assistenza agli anziani, l’istruzione, l’ecosistema divengono solo deterrenti che sopratutto nel periodo elettorale servono come specchi alle allodole per avere voti e preferenze. Il viaggio umano è ormai una corsa al declino dove i valori, i bisogni, le esigenze civili sono calpestati dal desiderio di raggiungere risultati personali di grande rilievo che a niente serviranno per garantire quelle soluzioni che finalmente aiuterebbero i poveri cittadini speranzosi sempre di un cambiamento. Ma come può cambiare la politica se gli stessi cittadini non sanno più come muoversi? Non esiste la libertà di parola, non esiste la libertà di espressione, non esiste più la libertà di manifestare né quella di essere se stessi. Se vai contro un’idea che la maggioranza sceglie, rischi di essere soppresso come persona e come individuo. Attenzione a parlare di Israele o Palestina, di Russia o Ucraina, di pro alla libertà sessuale, di scelta politica, addirittura devi piegarti a un vaccino se vuoi lavorare. Non esiste ancora un marchio sulla pelle, ma sei comunque additato per ogni libertà di opinione se questa si discosta da una maggioranza. Persino nei social vieni bloccato per una frase che viene respinta da una scelta di potere. Un giorno di tanti anni fa, ci dissero di non essere più sotto una dittatura che obbligava a delle scelte per non essere piegati. Per un poco è stato così. Adesso che siamo in democrazia, ci rendiamo conto che ci sono tantissime catene e condizionamenti  e che non è vero l’uguaglianza fra ogni cittadino, non è vero che i trattamenti sono i medesimi non è vero che puoi scegliere perché ci sono e ci saranno sempre dei compromessi. Negli anni è avvenuta un’evoluzione (o involuzione) del termine di democrazia. Troppe modificazioni, troppo timore in ogni espressione. Di questo qualcuno se n’è approfittato come sempre perché l’uomo per natura, ha più mani per prendere che braccia per donare. L’umano è cambiato; si è adattato al dolore, alle notizie terrificanti del tg, preferisce riprendere con il telefonino ogni forma di violenza che intervenire. Schiavi di un sistema pur rendendosene conto. Girarsi dall’altra parte è un classico. Il giardino di casa propria è la confort zone dove vivere: il resto si vedrà!

Il Convegno promosso dall’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON), il primo giugno in Campidoglio, dedicato alla vita, alla missione e al messaggio di Pace del fondatore A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada, oltre a risultare ben strutturato e armonicamente articolato, si è rivelato un momento di intensa riflessione e di festosa comunione. Molti sono stati gli interventi (tutti di indubbio interesse) non soltanto di esponenti storici del Movimento, ma anche di studiosi e di cariche istituzionali. Fra di essi, particolarmente apprezzata è stata la relazione di Monsignor Michael Santiago (Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede), ispirata ad una prospettiva di grande apertura, simpatia e vicinanza, lontanissima dai secolari pregiudizi dei tempi passati, mirante ad evidenziare il carattere autenticamente universale  dei principi e dei valori spirituali dell’esperienza religiosa del Movimento Hare Krishna.

Peculiare attenzione è stata comprensibilmente dedicata alla presentazione della figura e dell’opera del fondatore Swami Prabhupada (1896-1977), personalità di indiscutibile statura morale ed intellettuale, che, sospinto da mistico spirito missionario, ha saputo svolgere una ammirevole azione educativa, prima ancora che divulgativa, nella New York degli anni Sessanta, prendendo le mosse dagli ambienti più emarginati e degradati.

All’interno del panorama culturale occidentale, finalmente sempre più pluralista, la presenza dell’ISKCON, ben al di là degli aspetti più esteriori di carattere coreografico e cerimoniale, costituisce senza dubbio una presenza preziosa e stimolante. La nostra società, infatti, tanto fortemente desacralizzata e tanto nichilisticamente risucchiata nel gorgo di un

A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada

consumismo mediaticamente pilotato, non potrà, infatti, che ritrovarsi arricchita dalla presenza di un messaggio incentrato sui valori dell’Amore e della nonviolenza, nonché dalla diffusione di uno stile di vita improntato alla tolleranza, alla semplicità, alla gentilezza, al rispetto della natura e alla gioia di vivere. Messaggio non di certo banalmente riducibile ad una delle tante esoticheggianti “stramberie” della cosiddetta new age, ma che affonda le sue radici culturali all’interno di una delle anime più genuine e rappresentative dell’Induismo tradizionale, quella devozionale (bhakti)della scuola visnuita, risalente, in particolar modo, all’insegnamento di grandi maestri come Vallabha e Caitanya (sec.XVI).

Immancabili canti rituali e un raffinato rinfresco vegetariano hanno coronato nel migliore dei modi (anche grazie alla straordinaria cornice della grande terrazza capitolina messa a disposizione dei presenti) la felice mattinata di pensiero e di interiore riflessione.

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Per saperne di più:

https://www.harekrsna.it/

 

June 04, 2024

Ottantesimo notiziario settimanale di lunedì 3 giugno 2024 degli italiani di Russia. Oggi parleremo spesso delle elezioni del Parlamento Europeo, che in alcuni Paesi membri iniziano il 6 giugno, ma che comunque termineranno in tutta l’Unione Europea il 9 giugno. Non parleremo solo di questo, anche perché, a noi italiani residenti all’estero fuori dall’UE, non ci fanno votare, siamo cittadini di serie B. Buon ascolto e buona visione.

  • Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, 1973.
  • La decisione di escludere i talebani dagli elenchi delle organizzazioni bandite in Russia è attesa e matura.
  • Quanti sono gli abitanti della Georgia? Tre milioni e mezzo. Quante sono le ONG in Georgia? Circa ventimila. Non so se ci rendiamo conto. Una ogni 175 abitanti, poco più di un condominio.
  • Abbiamo sentito la versione scandalizzata dei media mainstream sul Papa, che avrebbe detto che tra i prelati ci sia troppa frociaggine.
  • XXVII Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.
  • Il romanzo breve “I cosacchi” di Lev Tolstoj.
  • In Svizzera si parla di pace con la Russia senza la Russia.
  • Sanzioni: maggio 2022, Draghi convinse l’Europa che in pochi mesi la Russia sarebbe stramazzata. Risultato: l’eurozona cresce dello 0,7, Mosca del 3,6.
  • L’operazione Gladio si riferisce alle operazioni clandestine CIA-NATO durante l’era della Guerra Fredda che prevedevano la creazione di eserciti segreti “stay-behind” in Europa impegnati nella manipolazione politica, molestie nei confronti dei Partiti di sinistra, massacri, colpi di Stato e tortura.
  • La Russia parte dal fatto che tutti i mezzi di distruzione a lungo raggio utilizzati dall’ex Ucraina sono già controllati direttamente dal personale militare della NATO. Questa non è “assistenza militare”, ma partecipazione alla guerra contro di noi. E le loro azioni potrebbero diventare “casus belli”.
  • “Il mondo sta osservando la barbarie di un vampiro malato, maniaco, psicopatico e divoratore di sangue di nome Netanyahu, e la sta guardando in diretta TV”, ha dichiarato Erdogan.
  • La condanna di Donald Trump a 4 anni di reclusione.
  • L’Occidente può coinvolgere la Finlandia e la Svezia nelle ostilità.
  • La pace sarà preservata e consolidata se i popoli prenderanno nelle proprie mani la causa del mantenimento della pace e la difenderanno fino alla fine.
  • Leonardo e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per realizzare un progetto condiviso nell’ambito della Military Mobility.
  • Giorgia Meloni ha confermato che l’Ucraina parteciperà al vertice del G7 a metà giugno. Ha anche osservato che Vladimir Zelenskij sarà presente al vertice del G7, così come “almeno 15 Paesi e organizzazioni internazionali”.
  • Il presidente dell’Associazione degli imprenditori italiani nella Federazione Russa (GIM Unimpresa), Vittorio Torrembini: l’economia italiana ha subito 10-15 miliardi di euro di perdite a causa delle sanzioni anti-russe.
  • Tëmnaja noč’ (letteralmente Notte buia) è una famosa canzone sovietica associata alla Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta è stata suonata da Mark Bernes nel film di guerra I due combattenti (1943).
     Schiapparelli

Sempre piu' l'intelligenza artificiale domina sulle sovrastrutture del Concept Store e della realta' virtuale come in questo contesto Moda dove ne riscontriamo una palese e nitida applicazione.

L'illusionismo creato da fibre tessili ottiche e trasmettitori di luce e colori in una policromia che domina sugli abiti diventa palcoscenico e non piu' passerella:dai saltimbanchi al poligonismo come pure al poligenismo si esce e si entra in schemi dettati dal buonsenso ma anche dal surreale attraverso prodotti metamorfici che scuotono la mente ma non la fantasia poiche' l'imprevedibile non sempre soddisfa i gusti degli osservatori: lo stupore è concreto ma non coerente con quello che poi veramente si cerca di ottenere per entusiasmarci.

Siamo nel regno dell'Alta Moda di gennaio 2024,siamo a Parigi dove il retro' è sempre reinterpretato dai piu' classici ma off shore ed ecco Viktor & Rolf sovrabbondare,Schiaparelli con un magnetismo lunare, Giorgio Armani Prive' ricco di architetture e simmetrie,Dior con minuziose lavorazioni,,Chanel che riecheggia l'androgena Coco',Jean Paul Gualtiero torna a nastri,lacci,corsetterie e bondage nelle tonalita' del rosa e del nero,Gian Battista Valli impera con volumi trasversali ,dove volteggiano nel neonondo le sette sottane come in una Pompadour in un thunderdom di eleganza sospesa; le crinoline ? Perché no...torniamo ad una Chloe' soft nella sua evanescenza e trasparenza come anche Valentino che esordisce e sbalordisce con una sposa unique in see through di tulle e pizzo nero Chantilly.

La moda? Non soltanto sulla catwalk ma anche nel parterre e nelle receptions,sorrette da trampoli o stiletto rocamboleschi e dal glamgloss si ergono le muse dei rotocalchi dove una Naomi Campbell è sempre presente.

Temperiamo i colori della nuova stagione con toni accesi off limits ed un vasto caleidoscopio ci irradia nel Cosmotron della vestibilita' oltre a

    Paul Costello

creste,cornici,piume,concentriche spirali e greppiers nelle tendenze d'oltreoceano.

I Bogcore e non più gli Jankees da New York con Tommy Hillfinger e Thomas Browne con un inverosimile spettacolo dedicato ad Edgar Allen Poe nelle Fairy Fun Groove .

Casual,country,dark,folk e grunge; in questa Grande Mela il wrap dress di Diane Von Furstemberg festeggia i suoi cinquanta anni e per DKNY la super model Kaia Gerber rappresenta il volto della

generazione Zeta.

Opulescenza ed una sempre ovvia stravaganza a Londra dove si celebrano i quaranta anni di runaway arricchite da eventi circondariali di pregio ed eccentricità e dove non poteva mancare Anna Wintour, mentre la supermodel Iris Law risplende con un insolita fluorescenza nella sfilata di Burberry laddove il direttore creativo Daniel Lee omaggia il Brit Style(city subculture and British country); Lila Moss primeggia alla sfilata grottesca ed oversize  di J.W. Anderson; il glamour dei capi di Paul Costello si immedesima nella sindrome della regalità in una scelta del subject matter che ripropone la classe e la semplicità pur sempre apprezzata.

Cosa dire poi su Milano Fashion Week:un melange di stili indescrivibile con  Iceberg, Borbonese,Antonio Marras,Fendi, Etro,Cavalli,Max Mara, Prada,Emporio Armani,Tom Ford.Jimny Choo,Bottega Veneta,Blumarine,Curiel,Gucci,Versace,Brioni,seguiti da un'interminabile caravan di grandi brands senza trascurare le marche minori e con ampia rilevanza agli artisti emergenti.

Il World of Fashion dell'Alta Moda Romana  si è svolto nello sfarzo di Palazzo Brancaccio con nomi di stilisti italiani di rilievo come Raffaella Curiel,Ettore Billotta e dove è emersa la sfilata della calabrese Azzurra Di Lorenzo con il suo Giardino dell'Anima. Per il centenario  Renato Balestra(quest'anno avrebbe compiuto 100 anni) la capitale ha organizzato tre grandi eventi tra Trinità dei Monti,Porta Pinciana e il Campidoglio dedicati a questo grande maestro di elegantissima arte manifatturiera.

   Dior

Proiezioni irrefrenabili e redesigning clothing  come una tua carta d'identità diventa un redesigning gli umani per gli anni a venire.

Comunque anche questa volta la moda è seducente,maliziosa,creativa,intima,perversa e superlativa, un racconto raccolto in un libro dei sogni,in un metaverso di un mondo virtuale dove ci si può proiettare ed interagire occupando capsule temporali attraverso il potere dell'immaginazione.

Non soddisfatti inoltre della settimana della moda i nostri beniamini continueranno con Sfilate Cruise per portare le loro collezioni in tutto il mondo

May 27, 2024

Lo diciamo apertamente come ha fatto la senatrice Liliana Segre, al Senato, e lo ribadiamo con forza su queste pagine: il premierato e la modifica in tal senso della nostra Costituzione non è a parer nostro un’urgenza per il nostro paese. 

In tal senso, gli italiani si sono già espressi con i referendum costituzionali del 2006 e del 2016: non vogliamo riformare, tirandola per la giacca, la Costituzione italiana. 

Quante volte abbiamo accusato il governo in carica dell’abuso della podestà legislativa per decreti, in casi che non hanno nè la necessità e né l’urgenza. Il dibattito parlamentare viene sempre meno, resta solo ahimè la decretazione d’urgenza.

 Difronte a questo quadro, il governo in carica, prova il colpo di spugna e tenta ancora una volta di riformare la nostra Carta con il cosiddetto premierato, cioè l’elezione diretta del capo del governo. 

La premier Giorgia Meloni ha detto “o la và o la spacca” alludendo ad un gioco con uno slogan,  ma questo non è un gioco. Anzi. Aborriamo.

Pensiamo invece a gran voce, che per riformare la nostra Carta servirebbe innanzitutto uscire dalle logiche dell’oggi, delle discipline di partito e volare alto nel diritto costituzionale. 

Pensiamo inoltre che per riformare la Costituzione per le generazioni future non servono prove di forza, ma lungimiranza, rispetto, e soprattutto riguardo del principio di precauzione. 

Introdurre l’elezione diretta del presidente del consiglio, comporta secondo la senatrice Segre due rischi opposti. 

Il primo è che il presidente del consiglio eletto in forma diretta dal popolo dovrebbe convivere con un parlamento riottoso, insofferente alle imposizioni a colpi di maggioranza. Il secondo è il rischio di produrre una grave lesione della rappresentatività del Parlamento per creare a qualunque costo una maggioranza a servizio del presidente dell’esecutivo eletto. 

Come è possibile allora perseverare nell’errore? 

In più e non da poco, con questa riforma, si avrebbe un declassamento del presidente della Repubblica. Verrebbe privato di sue importanti prerogative e sarebbe costretto a guardare dal basso in alto il presidente del consiglio forte di una sua diretta investitura popolare. 

Va detto anche, che l’elezione del Presidente della Repubblica potrebbe rientrare in un bottino di vittoria della coalizione politica che vince le elezioni nel paese. In un colpo solo, grazie al premio di maggioranza. 

La maggioranza avrebbe quindi i numeri - con il partito o coalizione vincitrice delle elezioni- di nominare l’inquilino del colle più alto, anche con un esiguo numero di voti, ma sufficiente per farlo. Come già avvenuto in un recente passato. 

In tutto questo il premier eletto avrebbe potere di vita e di morte sul Parlamento.

A differenza dei sistemi semipresidenziali o presidenziali di altri paesi europei, perfettamente bilanciati in sistemi di pesi e contrappesi, il nostro esperimento sarebbe davvero pericoloso. 

Ricercare il modo di assicurare maggiore stabilità al governo in carica, non può passare attraverso questo esperimento. Solo le democrazie più evolute hanno la separazione dei poteri, controlli e bilanciamenti. Noi ce l’abbiamo dal 1948 così come hanno voluto i padri costituenti, uomini e donne della nostra Assemblea Costituente e abbiamo il dovere di proteggerla e di rispettarla.

May 27, 2024

Settantanovesimo notiziario settimanale di lunedì 27 maggio 2024 degli italiani di Russia. A proposito, domenica prossima, 2 giugno, buona festa della Repubblica antifascista nata dalla Resistenza. E non venitemi a dire che non ci hanno liberati, e che secondo qualcuno i risultati furono falsificati, e altre simili amenità che sanno di stantio. Godetevi la festa, punto. Buon ascolto e buona visione.
Il 24 maggio, assieme ad una delegazione interministeriale, Putin ha incontrato Lukašenko a Minsk. Anche stavolta si è parlato di visita improvvisa, nonostante fosse programmata da tempo e nonostante che si siano incontrati ultimamente decine di volte. Il fatto è che Putin è superattivissimo, quasi tutti i giorni si incontra con qualcuno al Cremlino o si reca lui stesso da qualche parte, su scala nazionale e internazionale. Di questo però in Italia non si parla, e così i pennivendoli atlantisti possono scrivere: mistero su Putin, non si vede da giorni, ha il cancro, l’infarto, il Parkinson, l’Alzheimer, e magari tutto insieme contemporaneamente, a quel punto io accendo il televisore e quasi per certo vedo Putin in diretta all’ennesimo incontro. Talvolta, l’incontro è talmente significante, talvolta cruciale, che non se ne può non parlare, e allora diventa a sorpresa, come è stato pochi giorni fa all’incontro col presidente cinese Xi Jinping.
Mike Johnson alla Corte Penale Internazionale: “comandiamo noi”.
Ed ecco le risposte del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov alle domande dei media.
Marija Zacharova a raffica.
Una notizia che attendevamo con impazienza. Il tabloid britannico The Times ritiene che dietro l’attentato alla vita del primo ministro della Repubblica Slovacca Robert Fico… ci sia la Russia. Confessate: anche voi aspettavate, vero?
Nel periodo gennaio-aprile, secondo i dati cinesi, la Russia ha aumentato le forniture di petrolio alla Cina del 16,6% su base annua.
Una notizia emblematica. L’Italia è diventata il principale acquirente di gas russo nell’UE.
Sono stato intervistato dal canale russo REN TV.
Siamo al 1940, canzone diventata famosa nel 1944. Una formazione di partigiani. Un ragazzo che si innamora di una partigiana scura moldava, quando si era tutti insieme.

 

Intervista a Luigi Antonio Macrì*

 

L’avvento di internet, con il conseguente velocissimo sviluppo delle tecnologie più avanzate e sofisticate, ha inciso e sta continuando ad incidere in maniera sempre più invasiva e a tutti i livelli sulle nostre esistenze. Ma, se evidenti risultano essere gli innegabili vantaggi che questi cambiamenti stanno producendo in ogni settore della nostra vita, sia a livello individuale che collettivo, sempre più inquietanti appaiono anche gli aspetti problematici di natura fisica e psicologica insiti in quella che è stata definita una vera e propria mutazione antropologica.

Sempre più, in particolare, educatori e genitori si vanno rendendo conto di quanto le tecnologie  digitali tendano a diventare fagocitanti e schiavizzanti soprattutto in ambito infantile ed adolescenziale, con gravi conseguenze per quanto concerne l’apprendimento, la memoria, il linguaggio, la concentrazione, le relazioni sociali. Già nel 2017, a questo proposito, l’Unicef pubblicò un rapporto che metteva in luce i rischi di un uso non equilibrato e non corretto dei sempre più onnipotenti strumenti tecnologici.

Fortunatamente, mentre a livello istituzionale non sembra essersi ancora  affermata una adeguata consapevolezza della portata del fenomeno, nel mondo educativo  sempre più si va affermando la volontà di effettuare una lucida riflessione volta a fotografarlo e a fronteggiarlo con fermezza ed intelligenza.**

In merito a ciò, proponiamo una nostra conversazione con il prof. Luigi Antonio Macrì, da anni encomiabilmente impegnato in prima linea, a difesa della salute psicofisica dell’infanzia.

 

   Per la maggior parte della popolazione mondiale, in particolare per gli adolescenti, Internet è diventato uno strumento irrinunciabile che finisce per occupare un posto sempre più importante e dominante nell’ambito delle singole esistenze. Tu, da parecchi anni, oramai, ti stai dedicando con sincera passione ad affrontare il problema dei rischi legati ad un uso poco consapevole delle moderne tecnologie, soprattutto per quanto concerne infanzia e adolescenza. Cosa ti ha spinto, in particolare, ad impegnarti in questo campo?

LAM. Mi ha spinto la consapevolezza che siamo in una concreta e seria emergenza educativa sia da punto di vista delle innovazioni tecnologiche che la Scuola ed i docenti non riescono a gestire adeguatamente, sia dalla pervasività delle tecnologie che portano un gran numero di genitori a sottoporre i propri figli alle sollecitazioni degli schermi sin dai primi anni di vita.

 

 Quali sono, a tuo avviso gli effetti più pericolosi, a breve e medio termine, della dipendenza da internet e, in generale, dell’uso sempre crescente delle più moderne tecnologie comunicative?

LAM. In sintesi, gli effetti più pericolosi ed in crescita sono i seguenti: isolamento sociale, oggi a livello internazionale definito Hikikomori che in giapponese significa "mettersi da parte", permanenza eccessiva davanti agli schermi, cambiamento del modo di apprendere e di comunicare che può portare ad una  progressiva perdita delle capacità e delle mancate creazioni delle competenze sociali, emozionali e relazionali.

  Ogni tanto, è comunque possibile imbattersi in qualche servizio giornalistico che, con toni più o meno allarmistici,  sottolinea come l’uso senza misura e senza autocontrollo  della Rete possa provocare (e stia provocando) vere e proprie forme di dipendenza. Ciononostante, ti sembra che il mondo delle istituzioni, in particolar modo quelle scolastiche, si stia dimostrando  sufficientemente consapevole della gravità del problema?

LAM. Il mondo delle Istituzioni è poco consapevole della gravità dell'emergenza sociale ed educativa che stiamo attraversando. Nessuno vuole demonizzare le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione che hanno  portato a un cambiamento epocale a livello globale. Le positività che emergono sono molteplici nei diversi aspetti delle attività umane; ad esempio l'Intelligenza Artificiale, della quale spesso si parla in modo non adeguato e distopico, sta dando un grande contributo, tra l'altro, nel campo della ricerca scientifica, farmacologica e nella diagnostica sanitaria. Quello che manca è una informazione/formazione di base per poter gestire al meglio queste innovazioni senza subirne le conseguenze degli effetti negativi o non adeguati del loro utilizzo. Oggi abbiamo una ridondanza di informazione nella quale dobbiamo discernere le false notizie da quelle importanti ed essenziali. Il mondo scolastico, poi, sta diventando sempre più burocratico e distante dagli obiettivi centrali che, ritengo, risiedono, tra l'altro, nella centralità dello studente in un rapporto dialogico e

d empatico con i docenti, nella capacità di intercettare le innovazioni, analizzarle e gestirle, nella capacità di mettere da parte con forza la figura dell'attività del docente meramente trasmissiva e scarsamente legata alla logica laboratoriale, al lavoro di gruppo e all'interazione con le realtà scientifiche, sociali e culturali in continuo movimento e trasformazione.

 

 Quali strategie, quindi, andrebbero adottate per contrastare questo fenomeno? Tu, in particolar modo, cosa proponi?

LAM. Ritengo che nella risposta precedente abbia già dato qualche indicazione delle strategie che andrebbero adottate, in particolare nelle scuole. In Italia, nel nostro Paese, da sempre, la Scuola, la Cultura e l'Istruzione non sono mai state centrali nelle politiche governative. I dati del 2021 ci dicono che l'Italia ha speso il 4.1% del PIL (Prodotto Interno Lordo) in istruzione, meno della media europea. Nell'indice dell'OCSE, la Finlandia, che si posiziona al decimo posto,  è uno dei sistemi scolastici migliori al mondo laddove l'Italia è al 36° posto su 57.

Per quanto mi riguarda, dopo una vita spesa nella Scuola, a livello di docenza, formazione, coordinamento e dirigenza, propongo di mettere davvero al centro la Scuola in quanto le sorti del futuro e della qualità della nostra Società, tra 40 anni, perché questi sono i tempi, dipendono dalla qualità dell'Istruzione e della formazione odierna. Ma più che fare proposte di alto spessore, che avrebbero un senso se si riuscisse a creare un dibattito nazionale su questi temi, sono passato all'azione proponendo un'attività nazionale al fine di dare supporto, in via prioritaria a genitori, docenti e altri portatori di interesse, nel gestire l'uso delle tecnologie con i minori in modo attento e consapevole.

Il progetto Tecnologie, Genitori e Minori - Attivazione Antenne intende creare in ogni regione e provincia un'antenna, ovvero un gruppo iniziale di due/tre persone che, dopo un'adeguata formazione specifica, andranno a confrontarsi con i genitori del loro comprensorio per offrire, senza alcuno scopo di lucro ed in una forma puramente volontaristica, il loro supporto.

Ad oggi abbiamo coinvolto più di  30 cittadini in 8 regioni.

Chiediamo

la collaborazione di cittadini sensibili che vogliono dare, nel loro entourage sociale, un loro contributo fattivo.

 

Coloro che volessero dare la propria disponibilità ad essere informati sul tema e sul progetto in corso possono aderire alla

 

 

** Comunità Tecnologie e Minori, dalla parte dei Bambini 

 

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScpwSNfiOdH8NEL5BkLqQjWyzXerXOzw0DnSxSD8MS4hKYonw/viewform?usp=sf_link

 

 o scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

  

 

                           Luigi Antonio Macrì

 

Macrì Luigi Antonio, docente di lingua inglese, è stato dirigente scolastico di scuole di ogni ordine e grado. Formatore nel campo linguistico e delle tecnologie, è stato referente tecnico-educativo, per le tecnologie e le lingue straniere, dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria dal 2001 al 2007 nonché coordinatore e componente di gruppi di lavoro regionali e ministeriali.

Attualmente direttore responsabile della rivista on line www.ictedmagazine.com, che tratta le problematiche relative allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con particolare attenzione all’istruzione ed alla formazione.

Promotore e presidente dell’Associazione Focus on, è attivo nel movimento internazionale, nato negli Stati Uniti, Humane Tech Community che, a proposito dei temi relativi all’uso delle tecnologie, “promuove soluzioni che migliorano il benessere, la libertà e la società.”.

Negli ultimi anni è stato componente di gruppi di lavoro nazionali promossi da Repubblica Digitale, iniziativa strategica nazionale coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Segue con grande attenzione lo sviluppo dei rischi di dipendenza da tecnologie, in particolare per adolescenti e minori; su questa tema è stato relatore in Scuole di ogni ordine e grado e in convegni della Società Italiana delle Tossicodipendenze.

Ha pubblicato di recente, con Francesco De Siena, il libro Vibrazioni e Suono  Strutture Primordiali dell'Universo, nonché libri e traduzioni su temi teosofici, esoterici ed ermetici come una serie di volumi, ancora da completare, tratti da The secret teachings of all ages di M.P. Hall.

In merito alle attività relative al tema Tecnologie e Minori, oltre ad aver promosso e partecipato a diversi convegni, attività formative e tavole rotonde, nel giugno 2023 ha realizzato il primo Digital Detox Day in cui genitori e bambini sono stati, per un'intera giornata, insieme ad operatori sociali e sportivi, in un contesto marino, lontani da cellulari e tecnologie;

vedi www.associazionefocuson.it e www.ictedmagazine.com

 

 

 

 

 

 

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

 

Frammento n. 1   Mazzalùa, Alcohol Free Sparkling.

Mazzalùa, il primo perlage analcolico prodotto in Italia con aceti naturalmente invecchiati e mosto d’uva. Fenomeno che fa riflettere. Mazzalùa nasce per soddisfare “palati desiderosi di assaporare un prodotto fresco, gradevole, raffinato e spumeggiante, senza preoccuparsi del suo tenore alcolico”. Un ricordo legato a qualche secolo fa quando nell’antica Roma si beveva bevande a base di aceto perfezionata da miscele di erbe aromatiche e spezie. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

 

Frammento n. 2   Barolo e Barbaresco, modifiche al disciplinare.

Cinque le proposte suggerite dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani per modificare il disciplinare. La limitazione della zona di imbottigliamento, l'interscambiabilità e reciprocità per la vinificazione e imbottigliamento, l'autorizzazione a piantare vigne di Nebbiolo a Barolo e Barbaresco nei versanti collinari esposti al nord, l'aggiunta delle menzioni comunali per la denominazione Barbaresco, utilizzo di grandi formati superiori ai 6 litri. "Piantare Nebbiolo a nord? Oh, mamma mia”. Una vera e propria dichiarazione di guerra.

 

 

 

 

Frammento n. 3    Al ristorante su tavole nude e senza tovaglie.

Il fenomeno nella ristorazione: la scomparsa della tovaglia sostituita, quando va bene, da striscioline di stoffa misere solo a vedersi: i runner. E le festaiole tovaglie a quadri colorate di rosso e blu delle osterie? Un ricordo. Si invocano problemi funzionali, economici, di rapidità e di efficienza, di estetica e di chissà quale credenza politica. NO. Solo moda dettata dal ribaltare le tradizioni. C’è solo attendere perché, come si suol dire:” Ma le mode, per fortuna, passano di moda”.

 

 

 

Frammento n. 4   Roteare un calice di champagne: delitto da condannare.

Quante volte accade di vedere nei ristoranti, nei wine bar, tra amici, roteare i calici con dentro uno spumante? L’esperto ci ricorda:” I moti vorticosi comportano una veloce dispersione dell’anidride carbonica e, di conseguenza, una considerevole perdita di effervescenza. Non solo: le macromolecole di aromi e sapori portati in superficie dopo la mescita (si chiama “Spinta di Archimede”) rischiano di “precipitare” nella soluzione liquida compromettendo tutta l’esperienza olfattiva, retro-olfattiva e, soprattutto, gustativa”. Aggiungo, assumendomi la responsabilità di quanto diffondo:”Solo in un caso è ammesso farlo: ai banchi di degustazione. Valutare prima la carbonica e poi roteare per capire meglio l’aspetto olfattivo, tattile e gustativo”.  A tavola. al contrario di quanto accade con i vini fermi, un calice contenente perlage (qualunque siano) non va mai, mai, mai, roteato.

 

 

Frammento n. 5   Roberto Rondelli e il Rossese di Dolceacqua.

Roja è una valle del comprensorio del comune di Ventimiglia a pochi chilometri dal confine francese. Qui, Roberto Rondelli iniziò a recuperare le piccole vigne del nonno. Vermentino, Pigato ed in particolare Rossese di Dolceacqua. Anni di gavetta che hanno portato nel 2022 a produrre  il Roja, Rossese di Dolceacqua Superiore Doc in solo 900 bottiglie.  Per Roberto, il Roja “è la sintesi del mio percorso come vignaiolo. Un vino pensato per avere una grande propensione all’invecchiamento, coniugando struttura e armonia. La base tannica è importante ma setosa, ho estratto la bellezza del Rossese, il secondo livello alcolico abbastanza elevato e le dolcezze avvolgenti fanno tendere verso una interminabile profondità”.

 

 

Osservo, scruto, assaggio e…penso.  (urano cupisti)

 

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May 20, 2024

 

Per quanto riguarda il nuovo governo russo, appena insediato, sono stato intervistato in merito da Clara Statello per l’Antidiplomatico. Ho deciso di leggervelo, perché più sintetico di così davvero mi risultava difficile.

La sostituzione di Sergej Šojgu con l’economista Andrej Belousov al vertice del ministero della Difesa della Federazione Russa ha scatenato le più differenti interpretazioni della stampa ed esperti occidentali, tra chi ha parlato di “purghe” e chi addirittura di “terremoto al Cremlino”. Comunque, si è parlato di “sorpresa”. 

Parlare di sorpresa forse è esagerato. Diciamo che lo ritenevo poco probabile. Il messaggio è però chiaro: Šojgu è stato il padre putativo ed un ottimo ministro della protezione civile, in anni molto complicati, in cui i cataclismi naturali si alternavano agli attentati terroristici di massa: 1991-2012, un ventennio. E’ stato poi spostato a ministro della difesa appunto nel 2012, ed è rimasto tale fino ad oggi, altro decennio. 

Non c’è in Russia la percezione che qualcuno voglia prolungare il conflitto, è vero l’esatto contrario. Per questo, la nomina dell’economista Belousov, uomo di Stato di lungo corso, prevedibilmente porterà ad un uso più razionale e perciò efficace delle risorse a disposizione per l’apparato militare e la sicurezza del Paese. 

Secondo altre voci si sarebbe avverata la “profezia di Prigožin”. A Prigožin oggi si attribuisce tutto e il contrario di tutto, ma siamo a livello di “meme”. Tra le tante “inesattezze” (voglio essere buono) che ho ascoltato in queste ore, si dice che Šojgu, come Belousov, non siano militari. E’ falso, e non mi riferisco al servizio di leva, che effettivamente non ha svolto: 1977, tenente di riserva (dopo essersi diplomato al Politecnico di Krasnojarsk, ha studiato lì presso il dipartimento militare); 1993, Maggiore Generale; 1995, Tenente Generale; 1998, Colonnello Generale; 2003, Generale dell’Esercito. Come capo della protezione civile, è diventato militare effettivo nel 1991 e lo è tuttora. E’ membro permanente del Consiglio di Sicurezza dal 1996. Il punto non è questo. Dove sta scritto che alla difesa ci debba essere un militare? Crosetto, Pistorius, sono forse dei militari? 

Il Washington Post mette in relazione la nomina di Belousov con l’arresto del vice di Šojgu per corruzione. Fermo restando che, in uno Stato di diritto, l’accusa è una cosa e la condanna è un’altra (gradirei attendere la conclusione delle indagini da parte del Comitato Investigativo), ricordo sommessamente che Šojgu non è stato “defenestrato”, come inizialmente detto in Occidente, è stato nominato Segretario del Consiglio di Sicurezza. E allora in Occidente si dice che comunque gli è stato tolto potere, una sorta di ministro senza portafoglio. E’ un’altra falsità. Cos’è il Consiglio di Sicurezza? E’ un organo consultivo a disposizione diretta del Presidente russo in materia di sicurezza nazionale, lo dice la parola stessa. Ne fanno parte tutti i ministri chiave, esteri, interni, difesa, i presidenti di entrambe le camere, il capo del FSB e quello del SVR, cioè i Servizi per le informazioni dall’estero. In altre parole, l’attuale ministro della difesa Belousov risponde a Šojgu. 

Peskov ha detto che il capo di Stato Maggiore Gerasimov resterà al suo posto. A mia memoria, in Occidente Gerasimov è stato dato per morto almeno una decina di volte, eliminato fisicamente talvolta dagli ucraini, talaltra da Putin. Invece, è sempre qui, come capo di stato maggiore generale delle Forze armate russe, cioè, è il responsabile militare supremo. Lasciatelo quindi lavorare. Dobbiamo comprendere tutti che il rimpasto di governo in Russia viene inteso in tutt’altro modo, non come in Italia, se non altro perché, essendo la Russia una repubblica presidenziale, è la Costituzione a prevedere che all’elezione del Presidente segua lo scioglimento del governo. In seno a quest’ultimo, ci sono solo sei nomi nuovi su 21, più continuità di così è difficile immaginare. 

Ci si domanda come sarà accolto dai militari un ministro civile in tempo di guerra. Per ora, non trapela alcun commento, positivo o negativo che sia, perché qui si è abituati a giudicare dai fatti, non dalle dichiarazioni roboanti. 

Il Partito Comunista si è astenuto rispetto alla riconferma di Mišustin a capo del governo. Si dice in Occidente che la formazione del nuovo governo sia scontata, ed è vero: le ultime elezioni parlamentari si sono svolte nel 2021, tre anni fa, dopo la pandemia ma prima dell’operazione militare speciale, Russia Unita ha preso quasi il 50%, per la precisione il 49,82%. I comunisti il 19%, i socialisti di Russia Giusta e i liberaldemocratici di Žirinovskij il 7 e mezzo. Non vedo perché dunque l’attuale compagine parlamentare non debba sostenere il governo proposto da Mišustin e, ovviamente, da Putin. Ma è importante sottolineare che Mišustin si è mostrato un premier assolutamente efficiente, a detta di tutti, opposizione compresa. I comunisti sono invece contrari alle politiche realizzate dal cosiddetto “blocco economico”, cioè i ministri di economia, sviluppo economico, commercio e soprattutto finanze, più attenti al business che al sociale. Ciò però non è sufficiente per “bocciare” Mišustin. Per questo, i comunisti si sono astenuti sulla nomina di Mišustin e votano contro i ministri del blocco economico. Tuttavia, numericamente, ciò non influisce minimamente.

 

Forse una novità è proprio questa: tutti i ministri sono o di Russia Unita o indipendenti. Invece, come ministro allo sport, viene votato Degtjarëv, ex governatore della regione di Chabarovsk, in Siberia. Il dettaglio consiste nel fatto che è un esponente di un Partito di opposizione, quello liberaldemocratico. Certo, un ministero secondario, ma comunque è un fattore emblematico, visto che il Partito di maggioranza non ne aveva bisogno. Fino all’ultimo, c’era un altro intrigo: che fine fa Nikolaj Patrušev, segretario del consiglio di sicurezza per ben 16 anni, dal 2008 in poi, dunque predecessore di Šojgu? Non è mica un uomo di secondo piano, dal 1999 al 2008 è stato anche direttore del FSB. Ebbene, ora è Assistente del Presidente della Federazione Russa. Non pensate che sia una carica di facciata: l’amministrazione presidenziale è un organo di Stato responsabile del coordinamento delle attività del presidente. Riassumendo il tutto, in Russia si segue il detto “cavallo vincente non si cambia in corsa”. Non prevedo quindi particolari scossoni o scartamenti.

 

May 14, 2024

Con  2.000 presenze dal vivo e oltre 15.000 in streaming si è conclusa a Roma la XVII edizione del Festival “Tulipani di Seta Nera”, la rassegna dedicata al racconto cinematografico del sociale e della sostenibilità. La rassegna presenta storie sulla diversità, sulla fragilità e sull’unicità delle persone e dei luoghi. Durante quattro giornate il Festival ha visto la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo che si sono avvicendati in sala, tra cui: Stefano Fresi, Antonio Catania, Alessandro Benvenuti, Toto’ Cascio, Andrea Roncato, Marzio Honorato. Il Festival anche stavolta  ha  presentato cortometraggi di grande qualità.

La serata conclusiva è stata condotta da Lorena Bianchetti e andrà in onda su Rai 2 il prossimo 3 luglio. Nello specifico di quest’anno in una multisala nel centro della Capitale, sono stati consegnati i Premi Sorriso Diverso ai vincitori assoluti dell’edizione 2024. Il Miglior Cortometraggio ad Alberto Marchiori per Colorcarne sul tema della discriminazione e del razzismo; per la sezione Social Clip, è stato premiato come Miglior #SocialClip Vestito Male del regista Paolo Stippoli sul tema del bullismo; il Miglior Documentario è stato assegnato all’opera curdo- iraniana  Il Cielo è mio di Ayoub Naseri sul tema della disabilità; il premio Miglior Digital Serie a Fabio Garofalo e Luca Cetro per Cartoline dal Futuro sul tema dei cambiamenti sociali e sulle tecnologie. Quest’ultimo lavoro è entrano nella lista dei superpremiati poiché ha ottenuto anche i premi come Miglior Regia per Fabio Garofalo, Luca Cetro, Matteo Fossati, Jacopo Santambrogio; Miglior Fotografia a Gianluca Ceresoli; Miglior Attrice a Marica Pace, infine il Premio Sorriso Asvis.

I temi di cortometraggi si sono intrecciati, suscitando interesse attraverso migliaia di visualizzazioni. MariaStella Giorlandino, Presidente della Fondazione Artemisia e  Diego Righini Presidente del Festival, hanno consegnato poi il Premio alla carriera a Ricky Tognazzi e Simona Izzo, per il “Perfetto esempio di come la fusione di talenti personali e professionali possa raggiungere nuove vette creative.”

La manifestazione è ormai un appuntamento consolidato dove le tematiche sociali, della sostenibilità, della forza di chi non dispera,  si saldano al futuro, alla individuazione di strade che non discriminino. Dal razzismo di Colorcarne all’intelligenza artificiale di Cartoline dal Futuro opera collettiva della dontmovie.it, alla diversità della disabilità gestita da volontari, il futuro che ci attende con radici nel presente, è stato pienamente rappresentato.

 

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