L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Food & Wine (251)

 
 
 
 
Urano Cupisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

imagesEXPO. I conti non tornano. Né quelli veri, fatti di numeri, né quelli di ritorno d’immagine. Il bilancio 2015 risulta in rosso per 32,6 milioni (fonte il Fatto Quotidiano). Il rilancio nel Mondo di Milano e l’Italia è stato un flop. Ora si parla di Arexpo, il futuro dell’area espositiva. Per adesso sono le solite promesse elettorali. Una cosa è certa: il messaggio dell’Expo al mondo non è mai decollato. La verità prima o poi verrà a galla? Basta crederci, come atto di fede.

Frammento n. 1

escargot 119643605Sardegna, Costa Rei. Il Ristorante Escargot inaugura la nuova stagione.

Già dal Menù, anzi dai Menù, si capisce che sarà una stagione “stellare”. Fabio Groppi, lo chef che recentemente è entrato a far parte dell’Associazione CHIC, Charming Italian Chefs, “che raggruppa professionisti capaci di riscrivere con estro un universo di sapori che nasce dall’incontro di territori e prodotti unici”, ha predisposto due Menù degustazione: il primo, Istintivo, un percorso di 4 portate e servito per tutti gli ospiti del tavolo e il secondo, Acqua e Sabbia, con un percorso di 6 portate. Un Ristorante Gourmet i cui piatti terranno conto delle ricchezze locali, terra e mare, senza porsi alcun vincolo geografico. (fonte: Aromicreativi)

Frammento n. 2

223 02 ristorante 3 quartiAlberto Basso e il Ristorante Trequarti entrano a far parte dei Jeune Restaurateurs d’Europe.

“ Per me è un grande onore ma soprattutto è la realizzazione di un obiettivo che insieme al mio amico e socio Stefano Leonardi ci siamo posti già al momento dell’apertura nel 2010”. Alberto Basso, classe 1984, si è formato alla scuola degli chef Portinari e al ristorante bi-stellato La Peca. Non si limita ai prodotti del territorio per non rimanerne “prigioniero”. Le migliori materie prime ricercate su tutto il territorio nazionale che incontrano le tecnologie e tecniche di cottura moderne ed efficienti ripensando così ogni piatto in chiave contemporanea per continuamente stupire. Un gioco di contrasti e sensazioni, creatività e tecnica. Ristorante Trequarti nel cuore della Valle Liona, Colli Berici (Veneto). (fonte:Aromicreativi)

Frammento n. 3

foto Chianti Slow 23 823x420È nato il Gruppo “Viticoltori del Chianti Classico Sancascianese”

San Casciano in val di Pesa, Provincia di Firenze, è uno dei Comuni il cui territorio (non tutto) rientra come sottozona nel Chianti Classico, quello del Gallo Nero. Dopo la costituzione dell’Associazione dei viticoltori di Castelnuovo Berardenga arriva il Gruppo Viticoltori Sancascianese. E non rimarranno a lungo soli. C’è del fermento (parola quanto mai azzeccata nel mondo del vino), del movimento nell’area del Chianti. Un bisogno di valorizzare le singole sottozone. Dall’Aprile 2015 i produttori del territorio Sancascianese hanno cominciato a riunirsi per realizzare “il progetto” finalizzato ad attribuire maggiore importanza al loro territorio e ai loro vini. “La Primavera Sancascianese” per uscire da un silenzio assordante.

Frammento n. 4

carciofo moretto brisighella wConosciamo Il Carciofo Moretto di Brisighella

L’Italia è piena di numerosi prodotti tipici, a volte meno conosciuti di altri, rientranti tra le vere e proprie eccellenze a livello nazionale. È il caso del piccolo Carciofo Moretto, autoctono dell’autoctono, a significare che ne esiste uno, quello vero, che si trova solamente nel Comune di Brisighella nel Parco Regionale della Vena del gesso Romagnola. Si perché i tipici calanchi gessosi con una buona esposizione al sole creano le condizioni organolettiche da farne un prodotto unico, inimitabile, dal sapore inconfondibile. Il Carciofo Moretto si mangia crudo e/o leggermente lessato, condito con il Brisighello, l’olio d’oliva di queste parti. Nel mese di Maggio di ogni anno la Pro Loco di Brisighella celebra con una Sagra il Moretto, violaceo con riflessi dorati. È stato istituito anche un titolo per insignire, onorare i Produttori di Brisighella:Custode del Carciofo Moretto. (fonte: Pro Loco Brisighella)

Frammento n. 5

scalognoRiolo Terme: lo Scalogno di Romagna

Né aglio né cipolla pur appartenendo sempre alla famiglia delle Liliacee. Una prelibatezza tutta romagnola. A Riolo Terme Provincia di Ravenna, dal 21 al 24 luglio 2016, si svolgerà la Fiera dello Scalogno IGP di Romagna. Nelle vie del paese, cuore produttivo di questa meraviglia del palato, ci sarà una mostra mercato che vedrà la presenza di tutti i produttori. I Ristoranti proporranno pietanze a base di Scalogno come riso allo Scalogno, tagliolini allo Scalogno, frittata allo Scalogno e arrosti aromatizzati allo Scalogno. Da sempre coltivato in Romagna ne è divenuto nel tempo prodotto tipico della tradizione locale ottenendo il riconoscimento IGP dal 1997. (fonte: Terre di Faenza)

Osservo, scruto, assaggio e…penso.

L’anno scorso ci fu chi preferì rimanere a casa in pantofole per non partecipare allo “spettacolo deludente” di un ViniCirco decrepito, cadente e scadente e chi, quest’anno, improvvisato imprenditore vinicolo, pur di primeggiare e farsi notare (i soliti maligni bisbigliano che lo faccia perché il “suo” vino non riesce a donargli visibilità) ha strombazzato a tutti i venti la ormai retorica filippica: “il Vinitaly deve essere spostato a Milano in una sede più europea”. Queste due posizioni estreme, come sempre accade nell’analisi dettagliata di atteggiamenti e posizioni al limite dell’esagerazione, celano una parte di verità ma il buon senso porta ad altre conclusioni.

Nell’edizione appena conclusa, la cinquantesima, abbiamo registrato una maggiore attenzione tendente a circoscrivere tutti quei fenomeni da baraccone, privilegiando quei cambiamenti importanti attesi da tempo. È stata una Fiera più Fiera dove gli investimenti sostanziosi hanno di fatto consegnato al visitatore strutture efficienti e servizi adeguati. Insomma è valsa la pena togliersi le pantofole, uscire di casa e partecipare alla 50° Edizione del Vinitaly.

Diverso il risultato della logistica esterna che ha fatto gridare allo scandalo il neo-imprenditore vinicolo noto ed apprezzato professionista in altro campo.

Durante la presentazione dell’Edizione 2016 avvenuta a Roma ebbi a scrivere sull’argomento:”tutti noi restiamo fiduciosi delle predisposizioni per rendere più facilitati sia l’ingresso verso la Fiera sia l’uscita alla sera. Speriamo che la Polizia Locale di Verona abbia in serbo un Piano per la circolazione per non registrare e narrare le dolenti note di vini 2014tutti gli anni unite alle scene raccapriccianti che ne conseguono”.

È andata un po’ meglio, in particolare nella gestione delle corse delle navette da e per i parcheggi scambiatori e per la Stazione Centrale di Porta Nuova. Per il resto niente nuove da segnalare. Forse O.T. (il nome dell’etichetta dei suoi vini) tutti i torti non li ha.

Ma alla fine, checché se ne dica, il Vinitaly ha vinto la sua sfida dichiarata alla vigilia: sarà un Vinitaly di qualità! 130.000 operatori, dei quali 50.000 da 140 Paesi con 28.000 Top Buyer accreditati e le 29.000 presenze al fuori salone Vinitaly and the Cit;, sono numeri da capogiro.

Il centro storico di Verona fulcro di quella diversificazione che ha orientato moltissimi wine lover, appassionati e giovani, verso degustazioni, spettacoli, eventi culturali riempiendo piazze e locali e diversificando così l’offerta con maggiore spazio-fiera alla Fiera.

Wine business in Fiera e Wine festival in città.

E su questo, caro O.T., VeronaFiere ha mantenuto quanto promesso alla vigilia.

Nei quattro giorni (per inciso qualcuno torna a dire e scrivere che sono pochi dopo la cantilena durata anni per ridurre i cinque praticati agli attuali quattro), oltre agli incontri b2b ( acronimo che significa business-to-business, commercio internazionale), si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri anche di formazione sul mondo del vino. Non dimentichiamo le esclusive degustazioni di Vinitaly International Academy sotto l’attenta regia di Ian D’Agata.

Vinitaly eventi per Verona Foto EnneviVinitaly, come in tutte le sue edizioni, non si è limitato alla promozione del Vino Italiano. Un padiglione per gli ospiti stranieri Vininternational, il padiglione di Sol&Agrifood, la manifestazione sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, la rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola.

E poi quando si rilasciano 2.357 accrediti per giornalisti provenienti da 47 paesi diversi dopo attenta selezione significa che l’intenzione e l’interesse è altissimo.

La 51° Edizione di Vinitaly è in programma dal 9 al 12 aprile 2017. Continua a prevalere il buon senso: niente pantofole e sempre a Verona. Save the Date

È stata una esperienza gastronomica interessante e stimolante quella vissuta con alcuni amici in un recente Tour nel Bordeaux. Una di quelle che rimangono dentro e ricorderò nel tempo.

SAM 3576Nel centro di Saint-Èmilion, a pochi passi dal Duomo. Il Ristorante Logis de la Cadène, si affaccia su di una piazzetta alla quale si accede da una stradina ciottolosa irta e difficile da percorrere. Place du Marché au Bois (piazza del Mercato del legno) sita nel centro del Borgo Medievale, ospita sin dal lontano 1848 questo locale con la sua facciata in pietra “dorata”, il suo pergolato di glicine e le sue tre sale che lo rendono un tranquillo rifugio ideale per meditare una eccellente bottiglia regalmente accompagnata da una cucina di alta classe.

Siamo capitati da queste parti su suggerimento di Laurent Benoit, responsabile dell’accoglienza e relazioni pubbliche di Château Angelus. Un po’ di storia.

Uno dei più antichi ristoranti di Saint-Èmilion è diventato nel tempo una vera e propria istituzione al limite della venerazione per quel mix di tranquillo rifugio, cucina sempre al passo con i tempi e i grandi vini che hanno eletto questo Borgo Antico a Capitale Mondiale del Vino.

Conduzione familiare da sempre, oggi di proprietà dello Château Angelus, ha continuato questa bella storia che dura da 170 anni per la gioia e la soddisfazione dei tanti gourmet che fino ad oggi si sono spinti fin qui per gustare delizie enogastronomiche uniche. Non dimentichiamo che siamo vicini al Perigord (ricordi di foie gras, tartufi… ).

IMG 1338Ci accoglie un ambiente elegante, un servizio professionale e una carta vini di ampio spessore dove i gioielli di famiglia (Château Angelus) primeggiano e i suoi factice, di tutte le misure, fanno mostra come elementi primari di arredamento.

In cucina c’è un giovane Chef di talento, Alexandre Baumard, proveniente da esperienze in Restaurant di primo ordine guidati da Chef come Paul Beaucase e Christophe Bacquié.

Abbiamo espressamente chiesto di prepararci un menù light per poter continuare nel pomeriggio le nostre previste visite vinicole aziendali. Ed è andata così:

-          Langoustines, rôties, risotto à l’encre de seiche li éau Parmesan, quelques pointes d’agrumes. Ingredienti adagiati in un piatto che è risultato raffinato e leggero al tempo stesso.

-          Pintade, farci aux champignons confit 36 heures, jeunes legume du printemps, soubise d’oignons blancs nouveaux, Jus de pintade infusé à la sauge. La faraona al centro del piatto, a ricordare la fauna del luogo e il legame con i grandi piatti regali e rinascimentali.

-          Comme un Opéra. Praliné café, fine gelée expresso et glace praliné. Magistralmente preparato, nella sua semplicità, da Damien Amilien, il giovane pasticciere agli ordini di Alexandre.

Il tutto accompagnato da un eccellente Château Bellevue Grand Cru Cassé   Saint-Èmilion 2002 (anch’esso di proprietà Angelus).

La fantasia Gourmet e l’arte culinaria, combinazioni sorprendenti e nuovi gusti; tutto questo in quella piccola piazzetta dei mercanti del legno, in quella casa dalla facciata dorata, in quel Borgo medievale sulla rive droite della Dordogne dove il tempo consolida la sua fama e il suo valore.

Urano Cupisti

(provato il 20 Aprile 2016)

 

Quando si parla di agricoltura biodinamica applicata alla viticoltura viene da pensare immediatamente alla Tenuta Alois Lageder in Alto Adige. Perché è un’azienda che da molti anni ha basato la sua produzione sulla visione antroposofica del mondo ovvero sulla base di quel percorso spirituale e filosofico imperniato sugli insegnamenti del filosofo ed esoterista Rudolf Steiner. L’approccio olistico, che spesso suscita confusione e scetticismo, in buona sostanza sancisce la necessità di intervenire per arrivare ad una unica finalità: un unico sistema costituito dal suolo e la vita che si sviluppa su di esso (in questo caso la crescita della vite).

Ogni anno, da ben 18 anni consecutivi con il nome Summa, Magré sulla Strada del Vino in Alto Adige ospita l’Evento Biodinamico più esclusivo a livello europeo se non mondiale. Appuntamento non solo per i 43187 lagedervignetibiodinamici cavallo“seguaci” di questa filosofia applicata alla produzione del vino ma per tutti i Wine Lovers che ricercano nelle stanze del Palazzo Casòn Hirschprunn le “chicche” da riportare come veri “trofei” del buon bere. Sì perché è il Buon Bere che unisce in quei tre giorni sia gli scettici che i fedeli.

Perché Summa? C’è un nesso con la Biodinamica? Perché 16 e non 18 visto che tale è il numero degli eventi con questo nome?

Partiamo da quest’ultimo interrogativo. 16 sta per 2016 e non credo possano esistere altre interpretazioni. Su il perché la Manifestazione si chiama Summa la risposta è molto più articolata. Bisogna ripercorrere la sua Storia, il progetto di Alois Lageder e di sua moglie Veronika fin dalle prime battute della loro narrazione.

Devo premettere che, inizialmente, avevamo battezzato l’evento con il nome di Vinal,con l’intento di creare un collegamento tra Vinitaly (Vin) e Alois Lageder (al) – così inizia il racconto di Alois – In seguito e per diversi anni la Manifestazione è stata chiamata Quintett poiché eravamo partiti dall’idea di invitare alla nostra Tenuta cinque vignaioli da altrettante zone di produzione diverse”.

Poi ogni anno la richiesta di partecipazione è aumentata e, di conseguenza, il nome Quintett risultava di fatto superato. Serviva qualcosa di diverso, non banale, non scontato. E come sempre accade fu un caso fortuito a suggerirlo ai coniugi Lageder.

Il racconto di Alois continua:“ Una sera, mia moglie Veronika ed io, entrambi appassionati di musica contemporanea, eravamo immersi nelle note del compositore estone Arvo Pärt e stavamo rimuginando proprio sul nuovo nome da dare all’evento. VeroniKa per combinazione, consultò la custodia del CD per leggere il titolo del brano che stavamo ascoltando. “Summa for Strings”: ci guardammo negli occhi e fu chiaro ad entrambi che avevamo finalmente trovato il nome giusto”.

“Il termine SUMMA deriva dal latino e significa somma o tonalità – continua Alois per dare l’interpretazione giusta e far capire il legame tra nome ed evento – Lo si può interpretare in due accezioni diverse: da un lato in senso enciclopedico, ossia come qualcosa che abbraccia tutto lo scibile e l’esistente, ma dall’altra anche il senso di coglierne e sintetizzare gli aspetti essenziali”.

Essenza; da lì la convinzione a scegliere quel nome, il collegamento con l’Evento ovvero incontro tra vignaioli che fanno emergere dalla loro produzione l’eccellenza tramite la ricerca delle varietà. Una somma oSumma14 Cason Hirschprunn SUMMA di aspetti essenziali. E si capisce la spiritualità e filosofia.

L’edizione 2016 assume una conformazione internazionale “sconfinando” dai limiti geografici europei. Ai vignerons provenienti da Italia, Francia, Austria, Germania si aggiungono alcuni provenienti da Australia e Nuova Zelanda. In tutto ben 60 produttori d’eccellenza a presentare il meglio della produzione biodinamica nel mondo.

Manifestazione certificata Green Event che propone come sempre un programma scandito da degustazioni di raffinate etichette, inclusi i vini certificati Demeter, verticali e seminari, gastronomia di pregio e visite guidate alla cantina Lageder ed ai suoi vigneti.

Non ultimo il progetto di solidarietà che la Famiglia Lageder porta avanti da quasi quindici anni: devolvere parte del ricavato all’associazione umanitaria “Casa della Solidarietà”. Un aiuto concreto per anziani, bambini e giovani provenienti da situazioni familiari difficili assicurando un posto decente dove vivere e continuare a credere nella vita.

Tutto questo è Summa 16 dal 9 all’11 Aprile a Magré in Alto Adige.

Dimenticavo di segnalare il consiglio di Alois Lageder. Summa 16 è certificata Green Event da parte dell’Agenzia Provinciale altoatesina dell’Ambiente. Necessaria la particolare attenzione alla mobilità sostenibile. Servizio navetta dai parking affidato agli innovativi veicoli a idrogeno dell’Istituto per Innovazioni Tecnologiche Bolzano, dalla Stazione ferrovioraria di Magré-Cortaccia-Cortina s.s.v, con corse da Bolzano, Trento e Verona e dallo speciale collegamento a.r tramite Bus con l’area fieristica di Verona. Info su tutto questo nel sito ufficiale

 urano alois 1
 Alois Lageder  (a sin:) con Urano Cupisti

del Summa 16.

C’è sempre un nesso, un fondamento nelle Storie miste a leggende. Musica, Vino, Arte, Creatività, Progettualità e Comunicazione universale. E Alois Lageder, con il suo SUMMA, ne è un interprete.

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

 

VINITALY edizione n. 50, da vivere, godere, “da bere”.

(fonte: press office veronaFiere)

Ecco le Novità in frammenti (fonte: press office veronaFiere):

Frammento n. 1

La novità in assoluto: Vinitaly 2016 aperto ai solo operatori business, sommeliers e stampa specializzata.

ert“L’ingresso a Vinitaly, dal 10 al 13 aprile a VeronaFiere, è riservato solo agli operatori business, ma per il grande pubblico degli enoappassionati dall’8 all’11 aprile nel cuore storico di Verona ci sarà Vinytali and the City: un vero e proprio fuori salone con degustazioni di vino e cibo, spettacoli musicali e culturali, dj set e incontri sul tema enogastronomico. Notte viola sabato 9 aprile. In arrivo cantanti da Sanremo, big e giovani.” Finalmente qualcosa si muove per arginare scene imbarazzanti che tutti gli anni abbiamo registrato. Allineamento con gli altri eventi mondiali. Arriveremo al Vinitaly con solo invito? (Bordeaux docet). Per maggiori info visitare il sito www.vinitalyandthecity.com

Frammento n. 2

Calici dal Mondo al 50° Vinitaly

“Grandi vini di Francia, Spagna, Regno Unito, Portogallo, Australia, Argentina, Ungheria, Ucraina, Romania, Georgia, Azerbaijan, Svizzera, Serbia, Slovenia, Croazia e, per la prima volta, Cina nei padiglioni, nelle esclusive degustazioni di Vinitaly e nel Taste and Buy”. Vinitaly apre il padiglione I (a sinistra dopo l’entrata principale) al vino del resto del mondo. Quest’anno la Spagna sarà la protagonista con una grande collettiva di ben 18 cantine a rappresentare l’intero suo territorio vinicolo. Forte di ben 90 Dop e 41 Igp. Una grande occasione per approfondire la conoscenza. Sicuramente il padiglione della Cina, visto il grande successo di presentazione dei vini cinesi al Vinexpo di Bordeaux edizione 2015, sarà frequentatissimo. Come non esserci!

Frammento n. 3

Vinitalybio e Vivit.

Aziende estere anche tra i vini biologici di Vinitalybio (da questa’anno collocato nel padiglione 8, dove sono presenti altri vini spagnoli, rumeni e francesi. Spostamento al padiglione 8 anche per Vivit che ospiterà vini internazionali provenienti da Francia, Argentina, Slovenia.

Frammento n. 4

yjVinitaly Internacional Accademy

A Vinitaly 2016 il vino sarà business ma anche cultura. Degustazioni sempre più prestigiose ed uniche. Le executive class organizzate dal Direttore Scientifico Ian D’Agata, con protagonisti i migliori vini del panorama mondiale. Uno fra i tanti? Pinot Gris Clos Saint-Urbain Rangen de Thann di Zind-Humbrecht.

Segnalazioni:

Save to Date

Lunedì 11, per la prima volta al Vinitaly, tasting sui vini cinesi!!! Sempre Lunedì 11, nell’ambito di Tasting Ex…press, i vini della Tasmania!!!

Frammento n. 5

e non potevano mancare i Premi. 5 Star Wines

“Giudici specializzati per aree produttive, in grado di comprendere la qualità sulla base delle specifiche peculiarità del luogo di origine dei vini e valore espresso in centesimi: sono queste le principali innovazioni proposte dal nuovo premio, ma non le sole. Con 5 Star Wines, Vinitaly offre ai vini che superano i 90 punti uno strumento di marketing estremamente moderno ed efficace, perché comprensibile e riconoscibile dai consumatori di tutto il mondo” In termini più semplici significa avere la possibilità di apportare in etichetta il logo specifico del premio contenente il punteggio ricevuto. Dal Concorso Enologico Internazionale nato 22 edizioni fa al Nuovo “5 Star Wines. Non più primo, secondo, terzo premio o medaglia d’oro, argento e di bronzo, nemmeno menzioni, ma solo il logo e, all’interno, il punteggio in centesimi ottenuto. “Questo renderà più trasparente il rapporto con il mercato, dove a un premio corrisponderà un valore reale, immediatamente codificabile dal consumatore e dal Buyer” Insomma una vera garanzia e trasparenza.

Conclusioni:

Un Vinitaly veramente da vivere, godere, “da bere”.

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

(Foto Vinitaly)

Non c’è tre senza quattro! È da questa riflessione che si arriva al nostro ristorpizza “Olio&Farina”; vediamo i precedenti.
La prima attività nasce a Napoli agli inizi del 1900 dall'unione di due famiglie: i D'Elia e i Fiorenzano.
I D'Elia erano già noti sin dal 1800 per la preparazione dei fritti poveri napoletani, in una piccola bottega, in Via dei Ventaglieri.
La seconda attività viene fondata nel 1920 con la denominazione "Friggitoria Fiorenzano" in Via Porta Medina 35, a Napoli.

staff al completo 

 Da sin. Francesco del Bene in arte "Franky", Mimmo Lomartire,
Sergio Japino, Salvatore Donaddio e Ciro D'Elia

Nel 1932 la friggitoria riceve il premio della fiera dell’Esposizione del Littoriale di Bologna e dal magistero scientifico italiano di Roma viene premiata con medaglia d'oro.
La terza attività, dopo il bombardamento del 4 agosto 1943 da parte degli Alleati, la “Friggitoria Fiorenzano”apre alla clientela a Piazza Montesanto e vi rimane in attività fino al 2009.
Si volta pagina, e la quarta attività si inaugura proprio qui a Roma nel dicembre 2015, assumendo il nome di “Olio&Farina”, all’Appio Latino, in Via Arrigo Davila 83,vicino alla fermata della Metro Colli Albani, e l'arte culinaria secolare della famiglia napoletana di Salvatore Fiorenzano ben presto viene così apprezzata dai palati romani più esigenti anche per merito dei due pizzettari instancabili, Francesco Del Bene, detto Frank, e Ciro D’Elia, che nel bancone a vista con grande vetrata che s'affaccia sulla strada, usando lievito madre, preparano, spianano, condiscono pizze gigantesche cotte nel forno a legna, che ha il pregio di profumare l’aria del quartiere.

“Olio&Farina” nasce da una centenaria tradizione famigliare. Nella cucina del Ristorante, per la preparazione dei piatti e per le pizze tradizionali napoletane, si utilizza solo ed esclusivamente olio extra vergine italiano prodotto nella Sabina romana, nella Puglia e nella Campania ovvero, nei posti patria dell’ulivo.
Per soddisfare i palati più esigenti, per essere certi di poter recapitare anche a domicilio un prodotto di altissima qualità, nasce la volontà di unire e avvicinare direttamente il produttore al consumatore, ossia dare forma ad una vera e propria filiera corta.
È interessante sapere che si può prenotare da “Olio&Farina” la scorta di olio per la nostra cucina familiare con Olio Extra Vergine d'Oliva e, ben presto anche la scorta di farina di ogni gradazione: dalla farina 1 integrale alla 0 e alla 00.“Olio&Farina” cura la salute della propria clientela!
Oggi come allora il motto della loro attività è la genuinità e l'utilizzo di prodotti genuini. Specializzati nella vera pizza napoletana, lievitata ad arte con lievito madre, il lievito più digeribile in assoluto, e preparata da Frank.

i fritti
 I fritti

Da “Olio&Farina”si possono assaporare degli ottimi piatti sia di carne scottona italiana, che di pesce freschissimo, così come lo è la pasta all’uovo e i pomodori che si usano. E poi, e poi... il fritto napoletano, i fiori di zucca con alice e mozzarella insomma, è tutto da provare!
La filosofia principe di “Olio&Farina”, è quella di offrire cibi e prodotti veramente freschi e far sentire a proprio agio i clienti, proprio come si sentirebbero a casa loro.

“Olio&Farina” pizzeria al forno a legna, ristorante, bisteccheria, ottima cucina, ottimo vino, ed ottima gestione con personale dedito alla clientela ed ottimo rapporto qualità-prezzo completamente nuovo negli arredi sobri e originali nello stile essenziale;“Olio&Farina”, un vero ristorante all’altezza delle amicizie e delle famiglie da riunire per passare momenti rilassanti. È comunque il personale, il punto di forza trainante di tutto il complesso ristorativo. Luca, il figlio di Ciro, e Nicola che con la loro cordialità e precisione accompagnano gli “ospiti” ai loro tavoli facendoli accomodare carpendo i desideri culinari che in breve tempo saranno realizzati dai mastri cuochi, Frank Franky il pizzettaro pugliese, Ciro il napoletano e Tina che è la moglie, oltre al ragazzo del Bangladesh, addetto alla lucidatura delle stoviglie.

Ehi, ragazzi, questa sera ci incontriamo da “Olio&Farina” nel VII Municipio, all’Appio Latino! “Olio&Farina”, il ristorante dedicato alle famiglie dove i bambini hanno il loro piccolo spazio giochi. Il ristorante di Via Arrigo Davila 83, “Olio&Farina”, nel cuore del VII Municipio, si propone come un punto di riferimento imprescindibile per le famiglie romane, dove la sensibilità dei ristoratori propongono anche menù pensati per i più piccoli o per i più grandi ovvero, i nonni dei piccoli! Ottimi tagli di carne sono esposti sotto vetro, fiori di zucca fritti in pastella ed acciugate con bruschette di pane della casa si accompagnano alla birra alla spina servita in pinte o a vini delle migliori vigne del territorio italiano. “Olio&Farina”è un ristorante pizzeria, bisteccheria, dedicato a chiunque voglia trascorrere in relax e in gioia la consumazione del cibo. I menù sono pensati e realizzati per accontentare il gusto e le necessità alimentari di famiglie, bambini, studenti, single, non più giovani e coppie varie. I gruppi per i compleanni, i battesimi, le comunioni, i matrimoni, le feste di laurea, e le festività in genere, si potranno radunare anche in grandi tavolate e approfittare così di menù concordati per tutte le esigenze e ricorrenze. Prima del saluto si consiglia la mousse al pistacchio, la crostata, la pastiera e i babbà, il tiramisù, la

FRANK 
 Frank

sbriciolata di frutti di bosco, la crema napoletana che è meglio della catalana, e tutti i dolci della casa proposti.

Voglio evidenziare che “Olio&Farina” nasce dalla tradizione napoletana più di mezzo secolo fa ed oggi eccolo qui a Roma con tutti gli odori ed i sapori della tradizione napoletana, non disdegnando la pugliese, e la romana! Ah, dimenticavo di suggerirvi gli spaghetti alla carbonara, i bucatini all’amatriciana, le penne alla gricia e i rigatoni alla puttanesca con olive e capperi! Resta comunque un ristorante specializzato nell'arte culinaria napoletana, mettendo al primo posto i fritti fatti al momento con l'olio della casa, che si potrà anche acquistare.
Chiaramente sono specializzati nella vera pizza napoletana, condita con olio fresco su una nevicata di mozzarella e pomodoro, dove l’alice ancora nuota nel golfo di Napoli, in vista di Capri e Procida mentre il Vesuvio se la fuma!“Olio&Farina” è uno di quei locali che una volta provato, difficilmente si dimentica e non vedi l'ora di tornare a gustare le specialità genuine della tradizione napoletana, e non solo. Ricordo alla clientela che la loro filosofia è quella di offrire cibi e prodotti veramente freschi e far sentire a proprio agio i clienti, il tutto a prezzi veramente contenuti. Il cliente si sente così coccolato, perché risalta evidente l’impegno profuso dai camerieri per accontentare e saziare, viziare e soddisfare tutta la clientela con tutti i loro gusti. Non perdete tempo, chiamate per prenotare il vostro tavolo e citando questo articolo avrete addirittura uno sconto del 10% sul menù alla carta.

Il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati si presenta

 

Presentato a Roma nei giorni scorsi presso il Congress Center del Roma Eventi Piazza di Spagna la 50° Edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale dei Vini e Distillati al cui interno trovano spazio Sol&Agrifood (Salone dell’Olio e prodotti agricoli) e Enolitech (il reparto sempre più visitato delle tecniche ed attrezzature al servizio dell’Aziende vitivinicole). La Manifestazione che si svolgerà a Verona dal 10 al 13 Aprile apre da quest’anno ad iniziative che porteranno a cambiamenti importanti tendenti a superare problematiche dovute alla crescita stessa negli anni. Già la decisione di ridurre da cinque a quattro le giornate di fiera, avvenuta alcuni anni indietro, unitamente al rilascio dei biglietti nominativi, restringere il consegnare dei biglietti a SAM 3043riduzione, dovrebbe arginare il fenomeno della presenza dei Wine Lover troppo Lover.

Per l’edizione del cinquantesimo sono previsti investimenti sostanziosi per incoming, strutture, servizi, servizi alle aziende e agli operatori professionali provenienti da ben 141 paesi.

Ma la novità portante di questa edizione è: i Buyer in Fiera e i Wine Lover nel fuori-salone in città.

Duplice scopo: favorire meglio gli incontri d’affari e far vivere la magia del Vinitaly ai numerosi Wine Lover in uno spazio a loro dedicato nel centro storico di Verona con un ricco programma di degustazioni ed eventi nel fuori-salone Vinitaly and the City.

Aumentano le presenze estere nel padiglione Vininternational. Sarà la Spagna la Nazione protagonista con 18 cantine a rappresentare tutti i suoi territori vinicoli.

Francia, Svizzera, Australia, Portogallo, Argentina, Serbia insieme a Regno Unito, Georgia, Azerbaijan e per la prima volta la Cina.

Maurizio Danese, Presidente di VeronaFiere, nel ricordare i numeri dell’export vinicolo italiano ed indicando l’obiettivo di raggiungere i 7,5 miliardi di euro di esportazioni da qui al 2020, ha spiegato e rammentato che:” Per raggiungere questo risultato è necessario che tutti gli attori agiscano in una logica di rete”. Un impegno che ha inizio proprio da questa edizione con molte novità come la netta divisione tra b2b, acronimo che significia business-to-business (commercio internazionale) e b2c, business-to-consumer (relazione tra imprese e la clientela).

Giovanni Mantovani, Direttore Generale di VeronaFiere, ha ricordato che “ per il 2016 VeronaFiere ha investito 8 milioni di euro per aumentare il già alto tasso di internazionalità di Vinitaly con 55mila operatori stranieri in rappresentanza di 141 nazioni e 1.000 buyer selezionati in più all’estero.

Ma Vinitaly non è e non può essere solo business internazionale.

Vinitaly International Accademy continuerà a promuovere su tutti i mercati la forza espressiva del Vigneto Italia. “ La più grande biodiversità al mondo (oltre 500 varietà autoctone) va anche spiegata, per non ingenerare confusione in un importatore o in un consumatore straniero. Ad oggi – ha affermato Ian d’Agata direttore scientifico- abbiamo certificato, tre esperti e 29 ambasciatori del Vino Italiano, che contribuiranno a creare attorno al Vinitaly una vera community globale”.

Senza dimenticare il mercato interno, altrettanto importante al quale bisogna riconoscere di aver accompagnato Vinitaly in questi cinquant’anni facendone la Storia.

Non solo le 48 aziende della prima edizione, 1967 Le Giornate del Vino Italiano – Verona, ma anche tutte le altre che, dal 1971la manifestazione

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 Urano Cupisti

diventa Vinitaly, occupano sempre più numerose i 18 padiglioni del quartiere fieristico.

Cinquant’anni di storia del vino italiano, cinquant’anni di Vinitaly

Per ultimo un accenno alla logistica più volte ricordata dal sottoscritto nelle passate edizioni come deficitaria.

“Siamo intervenuti anche sulla logistica del quartiere fieristico. Abbiamo predisposto il rafforzamento della copertura wi-fi in grado di garantire ora il 30% di connessioni in più” parola di Gianni Bruno, area manager wine&food di VeronaFiera. Tutti noi restiamo fiduciosi di questa affermazione. Speriamo anche che la Polizia Locale di Verona abbia in serbo un Piano per la circolazione intorno al Quartiere fieristico da rendere maggiormente facile e fruibile l’accesso e l’uscita dai vari Parking per non registrare e narrare le dolenti note di tutti gli anni unite alle scene raccapriccianti che ne conseguono.

Giugno 2013, Vinexpo di Bordeaux. Il mio primo approccio con l’allora progetto “La Cité des Civilitation du Vin” come “Città di Civiltà”. Un plastico in esposizione all’ingresso mi incuriosì, mi conquistò ancor prima di affascinarmi. Quella costruzione a “decanter” sulla riva gauche della Garonne, là all’entrata des Bassins, il porto vecchio di Bordeaux.

Scrissi allora, al ritorno dalla Esposizione bordolese:” Ne museo ne parco a tema ma un luogo da vivere in una continua scoperta culturale, scientifica e intrattenimento educativo. Il Vino come elemento magico, mitologico, sacro. Simbolo di ospitalità e, allo stesso tempo, di condivisione: l’incontro di civiltà”.

PontonA corredo del plastico i tempi di realizzazione. Inizio lavori 2011 (progetto, acquisizione dei terreni, inizio costruzione), consegna fine marzo 2016. Il ritardo sui tempi previsti sarà di 60 giorni. Infatti il 1 giugno 2016 ci sarà l’inaugurazione alla presenza delle più alte cariche dello Stato francese, Presidente della Repubblica compreso.

Scrissi allora:” Le note dei due architetti, Anoux Legendre e Nicolas Desmazières, descrivono l’opera partendo da due elementi precisi: un ceppo di vite e il movimento del vino all’interno di un calice da degustazione. L’incontro di questi due elementi in un abbraccio dalle curve arrondies (arrotondate). Una rievocazione non del vino ma della sua anima”.

Gloria, gloria a Dionisio! Una Menade nuda (baccante del Dio greco) ci ricorderà “la frenesia estatica e invasata”. Mito, leggenda, tradizione. La Città delle civilizzazioni del Vino. Un percorso nel tempo fino alla realtà dei nostri giorni.

162 ettari ricavati all’ingresso dei “Bassins à flots”, tutto inserito in un più vasto progetto urbanistico definito “Eco-Quartier résidentiel”.

55 metri d’altezza con all’estremità superiore un “ristorante” belvedere a 360° dove ammirare, in senso orario, la Garonne, la Città di Bordeaux e tante tante vigne dell’Haut-Medoc.

Una costruzione di vetro e alluminio che rifletterà il cielo, le acque della Garonne e la Città di Bordeaux. Tutt’intorno alberi a ricordare la cultura della vinificazione, dei tonneaux, delle barriques. Ed infine una grande vigna “selvaggia” per ricordare le origini.Tour du monde des vignobles CREDITS Casson Mann Agency Cité des civilisations du vin

Universalità la parola d’ordine. Concerti, incontri, dibattiti in un Auditorium di 750 mq per 250 posti a sedere, sei sale di degustazione e ambienti ludici per adulti e bambini.

Non solo cultura e vini francesi ma porte aperte a tutte le regioni vinicole del Mondo.

Ma soprattutto quell’accesso multimodale previsto lungo la Garonne che permetterà, vista la posizione strategica, una interazione con le zone vinicole dell’area Bordeaux.

Sautèrnes, Graves, Medoc, Saint-Émilion, Pomerol, Entre-deux-Mers saranno raggiungibili con navette fluviali che risaliranno la Garonne, la Gironde e la Dordogne per una interazione con le più conosciute aree vitivinicole.

Il costo dell’intera opera si aggira intorno a 83 milioni di Euro principalmente forniti dalla Municipalità di Bordeaux (38%), dall’Unione Europea (15%), Comunità urbana di Bordeaux (10%), Consiglio dei Vini di Bordeaux (7%) ed il resto dai più grandi Châteaux della zona.

Sono previsti 450.000 visitatori all’anno per incrementare il turismo enologico che già conta numeri da capogiro. Basti pensare che nell’ormai lontano anno 2000 si contarono visitatori pari a 2.000.000 (duemilioni) saliti nel 2015 a 6.000.000 (seimilioni) con benefici per tutta la Regione Aquitania.

“ Con la Città del Vino vogliamo attirare ancor più visitatori. Siamo consapevoli che, per raggiungere questo successo, necessitano interventi e grandi progetti in appoggio per lo sviluppo del turismo del Vino” Parole di Alain Juppé, Sindaco di Bordeaux.

Non un Museo; sarà una città di attività culturali.

Il piano terra sarà l’occasione per fare un giro del mondo tra i vigneti esistenti utilizzando schermi giganti. Un grande tavolo touch-screen presenterà una cinquantina di vignerons che lavorano in dieci regioni del mondo.

Al primo piano mostre temporanee di opere d’arte e una galleria delle civilizzazioni del vino con documenti a partire dall’Antico Egitto, attraverso l’Antica Grecia arrivando alla fine del XVIII secolo.

Uno spazio sarà dedicato all’abuso dell’alcool. I dati invitano alla prudenza e “bere consapevole” è la parola d’ordine.

Appuntamento al 1 Giugno 2016 per l’inaugurazione della Cité du Vin e la consacrazione della città di Bordeaux come Capitale Culturale Mondiale del Vino.

 

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

Notizia dell’ultim’ora.

È deceduta a 89 anni Jacqueline Salvatori una delle icone della Champagne. Sfido qualsiasi amante di questo vino che dal 1952 abbia frequentato Epernay a non ricordare l’operosa, energica, dinamica proprietaria dell’enoteca in Rue Flodoard. Da lei trovavi “tutti gli champagne” a prezzi concorrenziali, a volte inferiori alla vendita effettuata nelle caves delle Maisons. Un passaggio obbligato per gli acquisti e per la foto di rito “immersi in un mare di bottiglie di champagne”.

Frammento n. 1

Giacomo Tachis nella sua bottiglieria1
Giacomo Tachis nella sua bottiglieria

Ci ha lasciato Giacomo Tachis, l’Uomo del Rinascimento del Vino Italiano.

Insieme a Emile Peynaud è stato uno dei Grandi in assoluto nel mondo moderno della vitivinocoltura. Come ricordarlo? Il Vinitaly ha pensato di dedicargli la più importante degustazione nel corso della 50° edizione (10-13 Aprile 2016). <Il racconto di ciò che ha creato lo faranno quei produttori che hanno avuto l’intuizione, il privilegio e l’onore di lavorare al suo fianco> (Giovanni Mantovani Direttore generale di Veronafiere). Uomo raro, intelligente, colto, umile, ironico, ha scritto le pagine fondamentali dell’enologia e della vitivinicoltura italiane moderne. (Fonte: Veronafiere)

Frammento n. 2

1716-2016 I trecento anni del primo territorio di…Vino.

4EFECE1E C99E 4C98 A843 2F528AB5232121Il 15 e 16 febbraio torna alla Stazione Leopolda di Firenze la “Collection” del Chianti Classico. Quest’anno celebrerà i suoi Trecento Anni di Storia da quel lontano 24 settembre 1716, quando il Granduca Cosimo III de’ Medici decise di delimitare con un bando, per la prima volta nella storia, alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità, fra cui quello del Chianti, corrispondente oggi al Chianti Classico. 165 aziende, per un totale di 587 etichette, 47 anteprime da botte della vendemmia 2015 e 70 Chianti Classico Gran Selezione in degustazione. Un totale di 7000 bottiglie che saranno aperte e servite da una squadra di 50 sommelier per oltre 250 giornalisti provenienti da 30 paesi diversi e più di 1500 operatori accreditati. (Fonte: Consorzio Vino Chianti Classico)

Frammento n. 3

SAM 2518Il Merano Wine Festival in trasferta in Toscana: Wine&Siena  

Il 30 e 31 gennaio scorso si è svolta l’attesa manifestazione promossa da Merano Wine Festival in due location storiche e suggestive a Siena: le Sale di Rocca Salimbeni e le sale dell’Hotel Continental. La Toscana dei Grandi Rossi insieme al perlage del Franciacorta, i bianchi del Nordest, i corposi piemontesi, i vitigni autoctoni adriatici e della viticoltura eroica ligure e tanti altri accanto a eccellenze del food italiano di qualità. <Abbiamo voluto Whine&Siena – ha affermato Helmuth Köcher l’anima del MWF – per promuovere e sostenere gli imprenditori di un settore che portano ricchezza e benessere al territorio. Grazie alla sinergia con amministratori locali e l’attenzione di chi ha la disponibilità di location di grande valore storico e artistico siamo riusciti a portare una selezione di grandi produttori in terra di Siena. È la dimostrazione che il vino è il motore dell’Italia> (Fonte: Merano Wine Festival)

Frammento n. 4

Pizza napoletana Franciacorta Tour 2016

foto pizza e chiarettoSi è svolto in Gennaio il primo Franciacorta Pizza Tour. I Vini dell’Arcipelago Muratori insieme alle pizze di Ivano Veccia della Pizzeria Il Limoneto a Forio d’Ischia (Na). La fortuna di possedere due Tenute in Campania porta la Famiglia Muratori a nutrire una profonda passione per la Pizza Napoletana. La prima location è stata il Bistrot della Filanda a Chiari (Bs) dove l’abbinamento molto riuscito è stato con il Bianco Pietra Brox, biancolella Ischia DOC prodotta nella Tenuta Giardini Arimei a Ischia. La seconda alla Pizzeria Al Fienile a Palazzuolo S/o (Bs) con l’abbinamento del perlage NumeroZero Villa Crespia Franciacorta blanc de blancs, risultato poi il miglior abbinamento in assoluto. Terza presso i Cappuccini Resort a Cologna (Bs). La location più “sciccosa”. Altro perlage, Cisiolo Villa Crespia Franciacorta dosaggio zero blanc de noirs. Alla Pizza si deve abbinare la Birra. Ma quando mai? (Fonte: Ufficio stampa Arcipelago Muratori)

Frammento n. 5

roscioli caffeIl nuovo Caffè Pasticceria Roscioli a Roma.

Ha aperto di recente, in Piazza Benedetto Cairoli a due passi dalle storiche insegne di famiglia, quello che vuol essere, negli intenti dei fratelli Alessandro e Pierluigi Roscioli, la loro personale versione del caffè romano. Dopo una ristrutturazione attenta dei locali che furono della storica Pasticceria Bernasconi basata su un mix di classico e contemporaneo, il 13 gennaio scorso ha aperto questo che possiamo chiamare format. Non solo caffè e pasticceria ma lunch, after seventeen ed infine l’aperitivo con ostriche, piccoli “sfizi”, per accompagnare vini e champagne. <la filosofia della nuova pasticceria sarà quella che da sempre ci contraddistingue: grande attenzione alla materia prima, alle preparazioni, al lavoro in laboratorio e al cliente, sia a livello di narrazione del prodotto che di accoglienza> Parola di Pierluigi Roscioli.(Fonte: Aromi Creativi)

Segnalazioni:

Rocco LettieriDue particolari articoli scritti da Rocco Lettieri, valente giornalista associato alla Flip, pubblicati da La Rivista della Camera di Commercio Italiana di Zurigo, su argomenti differenti: uno su Wine2Wine, la seconda edizione del Forum ideato da Veronfiere-Vinitaly dedicato al mondo del Vino, l’altro su di una tradizione da valorizzare e preservare dal titolo Lo Stivale del Pane Italiano. <il più antico degli alimenti presente su tutte le tavole con forme e ingredienti che cambiano da paese a paese, da campanile a campanile> (Rocco Lettieri). (Fonte: mensile La Rivista gennaio 2016 e settembre 2015)

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

Una storica insegna che non c’è più ed i locali di quello che fu “il Garibaldino”, uno dei locali della “Versilia degli Anni Ruggenti, anni ‘60”, che rivivono per una nuova avventura. Si è voltato pagina completamente. Nessun riferimento di alcun tipo e presentazione di un Ristorante rinnovato in ogni sua parte, dagli arredi ai colori delle pareti, alla nuova cucina che prepara piatti partendo dalla tradizione con una presentazione di modernità al limite dell’avanguardia. Tutto questo è “Acquasalata”. Nato per stupire.

Già il nome potrebbe farci pensare ad una specie di sinonimo del mare, ma non è così. Appena entri nella prima sala ti colpisce un “murales” di piccole acquasalata sala 242c3dimensioni ; un’opera di Pietro Annigoni salvata per caso dalla ristrutturazione interna. Questo artista nonostante sia ricordato come "Il pittore delle regine", ebbe grande predilezione nel ritrarre "persone meno agiate" e “momenti semplici della vita di tutti i giorni”, Era abile nel descriverne fedelmente tanto l'aspetto esteriore quanto l'interiore. La raffigurazione del “pescato del giorno” è il riferimento al mare, all’acqua salata.

Raffinato locale frutto dell’evoluzione progettuale di Paola e David, giovani ma non giovani per l’appartenenza al mondo della ristorazione. Ė tutto in mano a loro, eredi di una cultura familiare che ha radici che portano lontano nel tempo.

Tavoli distanziati apparecchiati con gusto, con tovagliato “neutro” rilassante nell’impatto cromatico. Elegante senza eccessi, servizio professionale e premuroso, mai ingessato e sopra le righe.

La cucina, dove mamma Giovanna rappresenta la “tradizione” e il giovane chef Matteo Angeloni “l’innovazione”, fa arrivare in tavola piatti ricchi di “concretezza”, convincenti, appaganti basati su ingredienti (il pescato del giorno) di raffinata e ricercata qualità con l’evidente e manifesta capacità di esaltarli nel modo migliore. Piatti di notevole impatto visivo e gustativo.

Precisione nelle cotture e rispetto di ogni singolo ingrediente. Non cosa da poco.

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la premiazione del nostro redattore Urano Cupisti (a sinistra)

Ed infine i desserts che conquistano tutti i sensi dalla vista al palato.

Carta dei vini con centinaia di etichette frutto di attenzione e ricerca e “finalmente” la Carta delle Acque minerali non banale.

L’unico imbarazzo, del tutto personale, si è verificato quando ho chiesto un caffè. Mi hanno portato una Carta caffè con varietà provenienti da tutto il mondo come quella miscela etiope e Il Kopi Luwak indonesiano che è un tipo di caffè prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo zibetto comune delle palme. Di fronte a tanta “arabica cultura” sono quasi arrossito.

In attesa di una “stella” che arriverà presto il locale è già stato segnalato da “Gambero Rosso” con le tre forchette. Ed anche la Chaîne des Rôtisseurs, Baillage Versilia, non poteva non annoverare tra i propri Confrères David Cupisti procedendo alla sua affiliazione come Maître de Table Restaurateur.

Acquasalata, via Fratti 62, Viareggio. Nato per stupire

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