L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Food & Wine (254)

 
 
 
 
Urano Cupisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 Il vino buono c'insegna molto su di noi. Fare vino è un privilegio, significa coltivare e produrre. E noi che ne scriviamo le gesta, accompagnando ogni riga, sapendo che ne siamo responsabili, agiamo su strati di vitalità.

Per proseguire nel lungo cammino ed esaltare le bellezze di un territorio, valorizzandone le eccellenze, c'è bisogno di interventi legislativi non solo di supporto ma di regolamentazione tra le diverse anime che compone quello che gli inglesi chiamano brand: l'offerta per un enoturismo sostenibile al passo dei tempi che viviamo, rispondente alla sempre maggiore richiesta che registriamo ogni giorno.

Di questo ne ho parlato recentemente con l'On. Mirko Bilò che oltre essere un collega è persona impegnata politicamente, facente parte della maggioranza che governa attualmente la Regione Marche .

 
 L'On Mirko Bilò

Convinto assertore che l'enoturismo sia uno dei settori chiave per la ripartenza dell'economia a livello nazionale, proprio nelle sue Marche è stato protagonista della “Deliberazione Legislativa n. 44” approvata dall'Assemblea Regionale nella seduta del 9 novembre ultimo scorso.

- Mirko, che ruolo svolge l'enoturismo in quel modello di sviluppo ecosostenibile che la Giunta Regionale della tua Regione si è dato come obiettivo da valorizzare?

L'enoturismo è uno dei settori più vivaci e dinamici. Da tempo il numero dei turisti italiani che hanno visitato e visitano tutt'oggi le Marche è in continua partecipazione ad eventi o festival a tema. Ed è ancor maggiore il numero di turisti che cercano motivazioni ed esperienze emozionali da questa tipologia di viaggi. Necessaria quindi un'attenzione maggiore da parte di chi ha la responsabilità della gestione dei territori”.

- La Regione Marche ha un settore vitivinicolo estremamente vivace ed è meta continua di “pellegrinaggi culturali” unendo alla riscoperta di luoghi incantevoli ricchi di Arte e Storia, quelli rappresentati dalle tradizioni popolari in particolare dall'enogastronomia.

“Certamente. L'enoturista cerca di capire le caratteristiche dei cibi e vini degustati. Necessaria quindi questa Legge che consentire di definire itinerari enoturistici riuscendo così a mettere in rete le eccellenze, in particolare nel segno del vino. Eccellenze che vanno dalle promozioni naturalistiche alle culturali, artigianali e industriali per la promozione di azioni di comunicazione strategica per la e conoscenza di tali realtà in Italia ma anche all'estero”.

- Il mondo vinicolo marchigiano oggi è finalmente consapevole di essere protagonista dell'offerta turistica. Lo registriamo nelle azioni continua dei vari Consorzi dei produttori. Come la Legge 44 interviene e cosa regolamentare?

È doveroso precisare che il testo finale è il frutto di un articolato percorso con le rappresentanze delle categorie condivise e fieri, rappresentanti della politica che amministra la Regione, ne andiamo soprattutto nella stesura semplice, ben chiara e comprensibile dei contenuti. I 15 articoli che la compongono oggetto di studio anche da altre Regioni italiane pronte ad intervenire in questo settore”.

Diamo sinteticamente lettura ai 15 articoli per capirne i contenuti.

Arte. 1 Individuazione dell'oggetto e finalità dell'attività di enoturismo;

Arte. 2 definizione e descrizione delle attività da considerare enoturistiche;

Arte. 3 Individuazione delle tipologie di soggetti che possono essere operatori turistici;

Art 4 requisiti e standard minimi di qualità per poter svolgere l'attività enoturistica;

Arte. 5 Promozione, formazione, riqualificazione e aggiornamenti professionali degli operatori enoturistici;

Arte. 6 Disciplina l'attività di degustazione insieme ai prodotti di qualità tipici e tradizionali;

Arte. 7 (importantissimo) Attuazione sinergica della legge da parte delle strutture competenti in materia di agricoltura, commercio e turismo;

Art 8 Individua la SCIA quale presupposto per lo svolgimento dell'attività;

Art 9 Istituzione dell'Elenco Regionale degli Operatori Enoturistici;

Arte. 10 Il Comune come Ente competente di vigilanza e controllo;

Arte. 11 Violazioni e Sanzioni;

Arte. 12 Sospensioni e cessazioni di attività;

Arte. 13 Disposizioni transitorie;

Arte. 14 Invarianza finanziaria;

Arte. 15 Rimando alla normativa nazionale per quanto non regolamentato nella presente Legge.

“Non è un punto di arrivo per noi, ma un punto di partenza per diventare uno dei settori di nicchia in una chiave per la partenza dell'economia. Politicamente questa Legge non è un fine, ma è un mezzo della strategia di questa Giunta che intende porre la Regione Marche al centro dell'interesse nazionale”.

Come ebbe a dire Borges, “Il vino è l'invenzione della gioia”. Aggiungo che questa gioia vive nella costruzione di una vita in comune. Un percorso che coinvolge tanto l'agricoltura quanto la degustazione strutture e tradizioni. Mai lasciarle crescere in anarchia.

Urano Cupisti

Intervista tratta dalla relazione presentata in aula del Consiglio Regionale Marche dall'On. Mirko Bilò il 9 novembre 2021    

 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

 

Ci risiamo. Mentre “rifletto”, tutti i mezzi di comunicazione sono impegnati a diffondere la nuova contaminazione dovuta alla variante Covid “sudafricana”. Nuovi lokdown (chiusure) all'orizzonte. Dalle mie parti si suol dire “che Dio ce la mandi buona e senza vento”. Orgoglioso di far parte degli “speransosi” continuo nella mia periodica pubblicazione di quanto è avvenuto e avverrà nel mondo del food&wine. Chianti Classico in fermento, il Gallo Nero è molto agitato in questi tempi. Il pollaio fiorentino-senese in forte agitazione alla ricerca di quell'unità d'intenti nella pubblicizzazione dei territori. Archi e frecce pronti in “singolar tenzone”. Speriamo che il buon senso prevalga.La viticoltura Toscana alla ricerca della promozione dell'artigianalità e autenticità del suo simbolo: il Sangiovese. Classico Berardenga, i primi risultati del progetto “Cru Terra Vocata”. La nascita di una nuova Dop: Suvereto e Val di Cornia Wine. Ed infine quello che viene definito un “Evento Raro” in Valpolicella: la vendemmia 2021.

Frammento n. 1

Chianti Classico, quello del Gallo Nero, in fermento

Dopo Castelnuovo Berardenga, Panzano, è la volta di Greve in Chianti. I viticoltori uniti nello slogan: “per un futuro sostenibile”. Per adesso 25 aziende coinvolte. La verità è che hanno sentito la necessità di unirsi per raggiungere un obiettivo comune: la tutela e la promozione del territorio di Greve. “Greve in Chianti è il nostro territorio, la nostra famiglia, il nostro lavoro ed è per questo che ci uniamo per promuovere e tutelare il suo prestigio nel mondo”, sottolineano i rappresentanti della neonata Associazione. Cito alcune aziende promotrici: Vicchiomaggio, Ambrogio e Giovanni Folonari, Castello di Verazzano, Vignamaggio ecc… E Castellina in Chianti, Gaiole, Radda, San Casciano, Barberino?

Frammento n. 2

Generazione Sangiovese 

Nasce Generazione Sangiovese: movimento delle piccole aziende vinicole toscane per promuovere l'artigianalità e l'autenticità del vitigno simbolo del vino in Toscana. Nella specificità questo movimento raggruppamento aziende vitivinicole delle colline toscane dove affondano le radici del vitigno. Coordinati da Enocofi srl, società di consulenza enologica e servizi alle aziende vitivinicole che, oltre alla consulenza agronomica ed enologica, fornisce il supporto necessario al fine di una corretta comunicazione centrale nel rispetto del passato con uno sguardo al futuro. I territori coinvolti? Monteriggioni (Si), Certaldo (Fi), Montevarchi (Ar), Terranuova Bracciolini (Ar), San Casciano Val di Pesa (Fi), Pontassieve (Fi), Bucine (Ar).

Frammento n. 3

Classico Berardenga: i primi risultati del Progetto

Alla Certosa di Pontignano (Siena) all'interno dell'evento TERRA VOCATA, la presentazione dei primi risultati del progetto dei CRU di Terra Vocata dopo i tre anni di studi specifici. Partito dalla considerare che ci sono, nel mondo, più pubblicazioni sulla Luna di quante ce ne siano sulla conoscenza dei terreni, i risultati hanno raccontato, con una fotografia della viticoltura del territorio comunale di Castelnuovo Berardenga, le diversità tra sabbia, macigno e galestro. Mappa dei suoli, banca geologica della zona, altitudini, esposizione dei vigneti selezionati, dati meteo e satellitari. Oggi queste sono le partenze per programmare e comunicare VINO.

 

Frammento n. 4

Una nuova DOP: Vino Suvereto e Val di Cornia.

Mi vien da dire: ”poveri sommelier,un'altra Dop da ricordare”. Il 27 ottobre 2021 è nato il Consorzio di tutela Dop Suvereto e Val di Cornia Wine. Era nell'aria data la mancanza di promozione di quel territorio specifico della provincia di Livorno. Adesso è necessario delineare bene i disciplinari di produzione e iniziare la promozione in Italia e all'estero. 360 ettari vitati dei quali il 75% solo nell'aerale di Suvereto. Ne fanno parte 27 Aziende Agricole alcune delle quali, come Tua Rita, Petra, Bulichella, Rigoli, fino ad adesso hanno dovuto sobbarcarsi l'onere di insieme l'intero territorio.

 

Frammento n. 5

 
 Daniele Accordini

Millesimo 2021, un unicum per l'Amarone.

Daniele Accordini, enologo storico della Cantina Negrar, ne è convinto: la vendemmia 2021 è un evento raro che ricorderemo nel tempo. Sanità, uve, zuccheri, acidità e colore il poker d'assi vincente e bisogna risalire al 1990 per ritrovarne una uguale. “L'effetto straordinario di quest'annata è stato ottenuto durante la maturazione, soprattutto nei mesi di giugno, luglio ed agosto”. Comprare l'Amarone 2021 e dimenticarselo in cantina per poter degustare “la perfetta sintesi tra un terroir molto espressivo e un clima in equilibrio con le esigenze della vite”.

 

 

Una segnalazione per tutti gli amici. 

Ricordo che è uscito, in questi giorni, un interessante pubblicazione dal titolo VITIGNI, VINI RARI e ANTICHI nella collana Interferenze, editore Cinquesensi. L'unicità dell'Italia enoica.

Ivano Asperti, l'autore del testo, ci propone in questa opera ponderosa l'esito di un lungo lavoro di ricerca, studio, selezione e assaggi. “Vitigni, vini rari e antichi” è costruito con la pazienza di un ricercatore attento e con l'entusiastica determinazione di chi è mosso, prima di tutto, dalla passione. Un ' Importante opera, anzi Necessaria Che va a IntegRARsi alla gia nutrita biblioteca relativa alla viticoltura e alla Civiltà del vino. Da non perdere.

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

Visita nella Montagna di Reims.

 
 Maison Gardet

Maison Gardet

La Maison CHAMPAGNE GARDET fu fondata a Epernay nel 1895 da Charles Gardet e successivamente trasferita negli anni '30 dal figlio Georges a Chigny les Roses , un villaggio Premier Cru della Montagne de Reims. La Maison propone vini dalla qualità irreprensibile, ponendone alla base l'utilizzo di uve di altissima qualità. La famiglia Prieux , attuale proprietaria, pone al centro delle attenzioni di produzione il rispetto delle tradizioni tramandate nel tempo come le cuvée dai «premiers jus» della spremitura.

Grande attenzione viene prestata all'elaborazione dei vini, lasciati invecchiare sulle fecce il più a lungo possibile, anche ben oltre i limiti minimi imposti dalla AOC Champagne.

 
 Maison Lepreux-Penet Cave di gesso

Champagne Gardet resta una delle ultime Maisons ad invecchiare alcuni dei suoi vini di riserva in botti di quercia. Tutto il «savoir faire» della Maison risiede nel prezioso equilibrio tra tradizione e modernità che rende evidente tutte le peculiarità dello stile Gardet.

Maison Lepreux-Penet

Risale al periodo della Rivoluzione francese l'avventura della famiglia Penet a Verzy, Comune Grand Cru, vendendo il proprio raccolto a “negotian” muniti di pressoir, impianto di pressatura.

 
 Vetrata di Chagall a Reims

Bisogna attendere il 1929, con la gestione di Louis-Gilbert Penet, che si decide di acquistare una propria pressa e di aggrapparsi allo statuto dei Récoltant Manipulant. Gli succede suo figlio Jean-Marie che fece uscire sul mercato l'etichetta Champagne Jean-Marie Penet. Anni più tardi sua figlia Florence sposò Jean-Paul Lepreux e, con la loro unione, nacque la Maison attuale.

Storie di questo tipo ce ne sono a iosa nella Champagne. Intrecci di famiglie tutte dedite alla produzione del nettare degli dei.

Attualmente l'azienda è gestita dalla Virginie e dal genero François che dopo 8 generazioni insieme tutti i processi tramandati come la manualità che definirei ancestrale, conservando i metodi tipici di produzione. Le uve e dalle vigne situano a Verzy Verzenay , e si fregiano della classificazione Grand Cru. Tutti i vini maturano in modo ottimale nei crayères del XIX secolo conservate preziosamente a Verzy.

Poteva, all'interno del tour, mancare una visita a Reims?

Reims, città gruviera per i suoi chilometri di gallerie pieni di zeppi di champagne.

La sua cattedrale, il ricordo storico di Giovanna d'Arco, il porto fluviale sul fiume Aine, le sedi delle Imperiali Maison, il dinamico center ville. A Reims tutto quanto ruota intorno allo champagne accompagnandolo nella Storia.

 
 Maison Diogène Tissier, il remuage

Terzo giorno dedicato alla Côte des Blancs

Maison Diogène Tissier

Non c'è stato viaggio nella Champagne senza una visita alla Maison Tissier dopo averla conosciuta, diversi anni fa, durante Vinoexpo a Bordeaux. Si è creato negli anni un'amicizia che va oltre ai contatti professionali. Ci troviamo in quella parte della Côte che passa sotto il nome di Côte-sud d'Épernay. Diversa territorialmente dalla restante Côte des Blancs. Come terreni, idroclima, microclima.

Chavot-Courcourt è il piccolissimo paesino (appena 365 anime) posto sulla parte pedocollinare con la sua Église Saint-Martin immerso nei vigneti che viene spesso fotografata come simbolo della Champagne.

Maison fondata nel 1931 da Diogene Tissier. Oggi, Vincent (3a generazione), nipote di Diogene, e sua moglie Nathalie recupera la storia della famiglia.

 
 Maison Sebastien Bression a Etoges

Vincent e Nathalie offrono champagne nella pura tradizione dello Champagne. Non più diserbanti chimici in vigna. Ciò consente vini con sapori più minerali e floreali. Si stanno muovendo sempre più verso una gestione ragionata per ogni appezzamento al fine di sfruttare al meglio tutto ciò che la natura offre.

La pressa utilizzata è ancora la tradizionale Coquard da 4.000 chili. Gli champagne vengono prodotti in una tinaia in acciaio, installata nel 2011. Alcune annate sono prodotte in botti di rovere. Il remuage manuel è riservato ai formati più grandi e ad alcune cuvée speciali. Una produzione di circa 120.000 bottiglie all'anno che pone questa Maison tra i “Négociant manipulant”.

 
 Vicolo dei gatti a Troyes

Maison Bression Sébastien

Ci troviamo ad Étoges, ad ovest della Côte des Blancs. Discendente da diverse generazioni di viticoltori, Sébastien coltiva il vigneto con passione e rispetto per l'ambiente. Orgogliosamente mostra la sua appartenenza all'Associazione dei “Vigneron Independent” ( paragonabili alla nostra Fivi). Una vinificazione molto rigorosa in piccoli volumi inox e barriques da 300 litri, danno vita a champagne rotondi e generosi. Per ottenere uve di ottima qualità, Sébastien pratica una coltivazione sostenibile e ragionata.La pressatura avviene rapidamente possibile dopo la raccolta con stampa pneumatica Dopo la seconda fermentazione gli champagne rimangono sui lieviti per un minimo di 2 anni fino a 5. Solo alla loro maturazione ottimale si procede alla sboccatura e ai successivi.

Infine Troyes

È il tramonto quando Troyes (esatta pronuncia “truà”), l'antica capitale della Francia, ci accoglie. La città situata sulla Senna, nel bel mezzo della regione Champagne, nel dipartimento dell'Aube , seduce chiunque la visiti. Il suo passato ricco di storia ed il patrimonio architettonico e urbano ben conservato affascina come non mai. Le case a graticcio che si possono saltare al periodo medievale, le strette vie del centro con “la ruelle des Chats”, la via dei gatti, saltare che i mici possono saltare da un tetto all'altro le magnifiche vetrate. Il cuore della città ha la forma esatta di un “tappo di champagne”, particolarità curiosa e sicuramente unica al mondo!

 

Maison Charles Collin

Ultimo giorno, rientro in Italia con sorpresa.

Lasciata Épernay di buon ora e presa l'autostrada diretti a sud verso Digione-Lione per poi proseguire verso il traforo del Monte Bianco, ultima visita aziendale nel dipartimento dell'Aube e specificando nella parte ovest, Bar-sur-Seine .

Charles Collins

Radicata nel territorio della Côte des Bars dal 1952 (60 anni di vita), oltre 140 viticoltori i cui vigneti ricoprono quasi 330 ettari di terra. Gli allevamenti composti il ​​92% di Pinot Nero e 8% di Chardonnay.

La ricerca della perfezione richiede un'esigenza che si impone a tutti nella Maison Charles Collin. Il segreto per rispondere a questa ricerca: realizzare la totalità dell'invecchiamento del vino dalla vendemmia a mano fino alla partenza delle bottiglie dall'azienda. Modernità in tutte le fasi della produzione con strumenti di ultima generazione.

La Cooperativa Charles Collin possiede una riserva di 2,5 milioni di bottiglie chiamate “sur lattes” (ovvero già imbottigliate, in fase di invecchiamento) per una produzione annua intorno al milione.

Le Cuvées vengono tradizionali invecchiate 3 anni nella cantina, 5 anni per le Cuvées Charles e Belle Gabrielle.

Una grande sorpresa e allo stesso tempo un'avventura la visita da Charles Collin. Del resto, una risposta ai milioni e milioni di bottiglie di champagne che vengono prodotte ogni anno, dovevamo darla.

“Lo champagne non si beve, si usa per brindare” (Gustave Flaubert)

Urano Cupisti

 

Hautveillers, l'Abbazia dove c'è la tomba di Dom Perignon

 

“Lo champagne (vino) è la cultura della distinzione”. Così fu detto da uno che di perlage se ne intende. Tal Roland de Calonne, ex direttore generale di Ruinart. Una di quelle frasi entrata a far parte di diritto nell’enciclopedia delle frasi storiche che questo vino è riuscito ad attrarre su se stesso a partire dal secolo XVII (Dom Pérignon docet).

“La distinzione è il riflesso della bellezza dell’anima su tutto ciò che la circonda. Non si acquisisce, né si può cedere; non appartiene alla nascita, né al ceto, né al patrimonio” (F.G-M., Manuel de politesse à l’usage de la jeunesse, Maison A.Mame &Fils, 1919).

Anfratti sotterranei della Maison Pannier

Anche nel viaggio compiuto in questo mese di ottobre 2021 la cultura della distinzione e il sogno fragile sono state fonti di ispirazione e scelte determinanti nelle visite, vuoi alle aree, micro-aree, vuoi alle piccole e grandi Maison scelte.

“Ricordo le banalità del conduttore di un importante Tg della sera, lo scorso Natale, che raccomandava ai milioni di telespettatori di brindare con “champagne italiano. Il nostro Paese ha bisogno di cultura, di conoscenza dell’arte del bere giusto e, soprattutto, di presa d’atto che il vino è cultura e come tale è cittadino del mondo”. (Franco M. Ricci nell’introduzione della pubblicazione a firma Roberto Bellini “Champagne e Champagnes, Bibenda Editore 2009).

E con questo mi vien da ricordare quanto sancito dalla giurisprudenza francese nel lontano luglio 1824: Il n’est champagne que de la champagne”.

Fossile risalente a milioni d'anni fa
L’Inizio: Épernay

Domenica 3 ottobre, a bordo di un minivan con amici amanti del perlage, alla volta di Épernay scelta come base logistica per i nostri spostamenti.

Épernay, affascinante cittadina di circa 25.000 abitanti, è considerata da tutti come la vera capitale della regione Champagne. Posta sulle rive del fiume La Marne, adagiata sopra chilometri di gallerie scavate in profondità nel craie del cretaceo. Quel sottosuolo gessoso , mix di più elementi, vitale energia che nasce come roccia per poi sciogliersi in polvere alla superficie. Nelle giornate dove la Bise ,il vento gelido dell’Est, soffia con forza, la polvere gessosa segue le folate che scuotono i vigneti.

Galleria nel gesso Maison Monet

Avenue de Champagne

Epernay ci ha dato il suo benvenuto al calar del sole. Percorrere l’Avenue de Champagne, il percorso più prestigioso della città, è uno dei riti “obbligatori” al quale ogni visitatore “deve” sottoporsi. Percorrerlo a piedi nella notte profonda è immergersi nell’autentica seduzione, in momenti di meditazione e riflessione. Questa strada rettilinea di oltre un chilometro, fiancheggiata da edifici di un'architettura marcata della fine del XIX secolo, mostra dimore private e grandi Maison insieme, allineate una di fronte all’altra, punteggiate da alte porte massicce e ornate. Benvenuti nella Champagne.

Dom Pierre Pérignon

Altro rito “obbligatorio” è la visita alla tomba di Don Pierre Pérignon, nell’Abbazia di Hautvillers, poco distante da Épernay. Raggiunta subito il mattino seguente prima di iniziare il nostro tour. Preghierina, lumino acceso; il tutto come richiesta per un buon viatico nel sogno fragile.

Maison Mondet

Le bercau magique, la culla magica dell’anfiteatro di Romery (inizio della vallée de la Marne), si è presentata a noi appena scollettato a nord-ovest il fianco della Montagne de Reims. Un mare di vigneti a perdita d’occhio. Con il nostro minivan ci siamo tuffati tra le vigne per raggiungere il villaggio di Cormoyeux. Ad attenderci Line e Laurent BEAUPUITS della Maison Mondet.

La Creazione della Maison de Champagne MONDET comincia nel 1926 con Jules MONDET che inizia la vinificazione su piccoli appezzamenti di vigneti. Il loro SAVOIR FAIRE?

Dopo la prima fermentazione in vasche d'acciaio, vengono degustati i “vins clair” per determinare gli assemblaggi tra i diversi vitigni e diversi anni di raccolta. Si procede poi alla seconda fermentazione in bottiglia. Terminata la presa di spuma quello che ormai possiamo definire champagne invecchia (permanenza sui lieviti) da 3 a 7 anni nelle cantine della Maison. Già, le cantine della Maison.

200 metri di cantine naturali di gesso a 30 metri sottoterra che permettono una conservazione e un invecchiamento ottimale delle bottiglie ad una temperatura costante di 10-12 ºC.

La prima parte della cantina risale al 1886, è stata estesa negli anni '70, poi si è aggiunta una seconda galleria parallela. Oggi, i fossili incastonati nella volta in tufo da 95 milioni di anni, vegliano sul riposo delle bottiglie di champagne.

Due parole sui vigneti.

il viaggio
La Maison utilizza i 3 vitigni tipici della Champagne; lo Chardonnay che apporta finezza ed eleganza; il Pinot Noir che da struttura, robustezza e fruttato; il Pinot Meunier che infonde rotondità equilibrio ed ancora fruttato.

I vigneti sono situato sui terreni di Cormoyeux e Romery, con una superficie totale coltivata di 11 ettari, di cui una piccola parte a Passy Grigny. Il terreno è caratterizzato da un sottosuolo gessato che funge da vero e proprio regolatore termico, cattura l'umidità e la restituisce quando la vite ne ha più bisogno. L'età media dei vigneti è di 30 anni, e alcuni appezzamenti selezionati per le migliori cuvée sono di 60 anni.

Maison Pannier

Lasciato il paese fleury di Cormoyeux abbiamo raggiunto l’estremità ovest della Vallé de La Marne: Château-Thierry, sede della Maison Pannier.

La Maison ospita magnifiche cantine medievali di oltre due chilometri, scavate a partire dal XII secolo. Nella penombra e nella freschezza di questo labirinto sotterraneo, le cuvée acquisiscono lentamente la loro piena maturità. La scoperta di questo eccezionale patrimonio e la degustazione che ne è seguita ha reso la visita indimenticabile.

Maison Delouvin-Nowak

Nel 1999 fu scoperta un'incisione del XIV secolo raffigurante un arciere medievale. Da quel momento ne è divenuto emblema dello champagne PANNIER. Qualità, equilibrio e maestria, valori forti della Maison sono perfettamente rappresentati da questa figura che veglia sull'invecchiamento dei vini. Il motto coniato del tiro con l’arco? « Tendre à la perfection ».

Nel rientrare ad Épernay, una scoperta per caso non prevista nel panel delle visite. Un ricordo di una degustazione di alcuni mesi fa e, visto che il paesino di Vandières era sulla nostra strada, perché non fermarsi?

Delouvin-Nowak

Incontriamo Geoffrey Delouvin, un vigneron giovane molto accogliente che dedica il suo ottimo lavoro quasi esclusivamente al Pinot Meunier. Del resto nella Vallée de La Marne questo vitigno ne è il Re assoluto.

I Delouvin iniziarono a commercializzare champagne dal 1949; oggi Geoffrey coltiva i 6 ettari di proprietà (5 vitati a Meunier e 1 a chardonnay per la cuvée millesimata Extra Sélection) in modo rigoroso, effettuando personalmente tutte le operazioni di vinificazione e di analisi, per garantire la specificità dei suoi champagne ed il risultato? Champagne piacevolissimi che incontrano il favore di molti degustatori grazie alla particolarità del puro Pinot Meunier vinificato in modo semplice, senza eccessi.

Urano Cupisti

(fine prima parte)

 locandina del convegno

Nella splendida cornice della Certosa di Pontignano è andato in scena il Convegno di presentazione del territorio e dei risultati del progetto “Cru di Terra Vocata”.

La Certosa di Pontignano, una bellezza eclettica. Chiostri, giardini e magnifici colori caratterizzano la bellezza della Certosa originaria del 1300 che ancora oggi mantiene intatto Il suo fascino.

 la Certosa

Nella chiesa adiacente, la volta affrescata è un trionfo di colori che fanno da contrappunto al cielo della Toscana.

Il porticato ad archi, che fa parte del chiostro grande, disegna il perimetro di un vasto prato e fa da sfondo, di volta in volta, a grandi eventi come quello di ieri.

Convegno Cru di Terra Vocata.

Convegno dove si è parlato del territorio di Castelnuovo Berardenga (Si), delle sue specificità e dei risultati del progetto triennale CRU DI TERRA VOCATA che ha visto una partecipazione della stampa di settore e delle aziende aderenti all'Associazione Classico Berardenga.

Progetto dei Cru aziendali di Classico Berardenga.

Questo progetto dichiarato dall'Associazione viticoltori di Castelnuovo Berardenga, sintetizzato in Classico (a rivendicare l'appartenenza al Chianti Classico) Berardenga (a rivendicare il terroir di quel Comune), “consiste in uno studio multidisciplinare per approfondire la conoscenza dei vigneti e dei vini dell'area di produzione del Chianti Classico compresi all'interno del Comune di Castelnuovo Berardenga” (da una nota dell'Associazione) .

Vitigno protagonista: Sangiovese . L'interprete principale delle vinificazioni di questo territorio e della diversità e ricchezza geologica che ospita.

“Il progetto, partito nel 2018, prevede lo studio delle micro-vinificazioni dai vigneti a maggior vocazione di ciascuna azienda (definiti CRU) per un periodo di tempo corrispondente a tre vendemmie”.

 il convegno

Gli scopi

“ Lo scopo di questa osservazione è innanzitutto la definizione di una ben precisa identità associativa e territoriale, – leggo sempre nella nota pubblicata durante il convegno da parte dell'Associazione - ma anche la creazione di un bagaglio di conoscenze che resterà a disposizione delle singole aziende ”.

Altro obiettivo di Classico Berardenga è la creazione di una strategia complessiva e coordinata di valorizzazione delle produzioni vinicole, riconoscendole quali autentiche espressioni del territorio dando alle azioni di promozione congiunta, una solida base scientifica.

 I Cru di Terra Vocata

AgerCoop

AgerCoop, ovvero Agricoltura e Ricerca , servizi di consulenza e ricerca in agricoltura nei settori di viticoltura, progettazione del verde, zootecnia, cartografia, paesaggistica, è la società scelta dall'Associazione Classico Berardenga per lo studio preciso dei terreni, delle caratterizzazioni dei CRU, la localizzazione degli stessi, del monitoraggio satellitare dell'ambiente.

Luca Toninato , per AgerCoop, ha illustrato con grafici interessanti, il lavoro fin qui svolto e base per le scelte associative future.

“Il territorio di Castelnuovo Berardenga presenta suoli molto particolari e tipici rispetto all'intera denominazione Chianti Classico con percentuali di depositi marini superiori agli altri;

I CRU sono posizionati in modo abbastanza rispetto ai suoli presenti nel Comune;

 I vigneti di castelnuovo Berardenga

I dati raccolti dalle aziende hanno consentito di raccogliere dati utili alla caratterizzazione delle produzioni;

I dati raccolti sono raccolti una sostanziale omogeneità complessiva;

Le differenze più evidenti si riscontrano nei profili olfattivi dei vini con alcune caratteristiche comuni e altre distintive rispetto ai diversi fattori analizzati”.

Per la cronaca ricordo che sono intervenuti Leonardo Bellaccini ( Presidente di Classico Berardenga ), Francesco Rosi ( enologo dell'azienda Tolaini ) e Francesca Elia ( rappresentante dell'azienda Poggio Bonelli ). Moderatore il collega Antonio Boco ( Gambero Rosso ).

Gli assaggi

I CRU, presentati da 17 aziende associate, hanno risposto, con punteggi tra l'ottimo e l'eccellente, quanto il progetto richiedeva e richiede per il prossimo futuro. Ne è venuta fuori una caratterizzazione geologica particolare ad evidenziare la diversità dei suoi: arenarie, calcare, argille sabbie gialle (sabbie gialle).

 Conclusioni

Amanti del vino

L’evento è continuato nel pomeriggio con l’apertura al pubblico  rappresentato in maggioranza dai wine lovers accorsi numerosi a seguito del tam tam sui social. Assaggiati non solo i CRU del progetto Terra Vocata ma anche le altre produzioni delle aziende coinvolte.
Appuntamento al prossimo anno per altri ulteriori risultati e prospettive future. Chapeau!

Urano Cupisti

Villa Talamo a Fonteblanda (GR).
La Piscina e la Vista su Talamone. Foto VT

La Costa di quella magnifica Regione Italiana denominata Toscana è semplicemente stupenda e si estende per ben 397 Km., bagnata dal Mar Ligure nella parte centro settentrionale e dal Mar Tirreno in quella Meridionale. Una Costa fascinosa e straordinariamente accogliente che offre un'infinita possibilità di divertimenti e piaceri, sia per la diversificata morfologia sia per le sue famose e bellissime Località turistico-balneari: una di queste è sicuramente Orbetello in Provincia di Grosseto.

Orbetello è un Comune di circa 14.000 abitanti situato al centro dell'omonima e suggestiva Laguna, una delle più importanti Riserve Naturali Italiane, è unita al “Monte Argentario” da una strada costruita nel 1842 su un terrapieno artificiale (la diga), che ha diviso la Laguna in due specchi d'acqua ("Laguna di Levante" e "Laguna di Ponente"); fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano. Una delle Frazioni del

Il Direttore Generale Philipp Kunz.
Foto di Giorgio Dracopulos

Comune di Orbetello è “Fonteblanda”.

Fonteblanda è ubicata nel “Parco Naturale della Maremma” a pochi metri dalle spiagge bellissime di Bengodi, dell'Osa e della Puntata sul Golfo di Talamone e dai siti archeologici di “Poggio Talamonaccio”; si presenta come un moderno Paese sviluppatosi nel corso del XX Secolo intorno allo Scalo Ferroviario. Uscendo per poche centinaia di metri in direzione Sud dal Centro abitato di Fonteblanda, in Via Aurelia Vecchia, sulla destra c'è una strada sterrata, Via Gaetano Carotti, percorrendola per un breve tratto si arriva al Civico 8 in un “piccolo paradiso terrestre” : Villa Talamo .

“Villa Talamo”, maestoso edificio risalente al 1730, è un antico Convento di Suore, si suppone appartenente all'Ordine delle Benedettine visto che poco lontano da Talamone, in posizione dominante sulle colline maremmane di Poggio Lecci e Poggio Uccellina, sorgeva un altro importante Monastero Benedettino quello di “Santa Maria di Alberese”.

Nel 1996 “Villa Talamo” era della Famiglia Viganò e proprio in questo periodo il complesso venne profondamente ristrutturato; anni dopo subentrò nella titolarità la Famiglia

 Namelaka a Forma di Pesca. Foto di Giorgio Dracopulos

Zampolli. Nel 2008 il Milanese Egidio Zampolli con la Moglie Alessandra ei Figli Massimiliano, Manuela e Michelangelo, fecero di Villa Talamo la loro Casa. Egidio Zampolli, che purtroppo ci ha lasciati nel dicembre 2015, era un uomo gentile, leale e generoso, un vero signore, un grandissimo appassionato del mare, della nautica e della natura essendo anche un esperto cacciatore.

Villa Talamo a Fonteblanda (GR). Foto VT.

Per decisione della Famiglia, che ha voluto condividere questo luogo da sogno, dal Luglio 2016 “Villa Talamo” è diventata un super accogliente Resort.

“Villa Talamo” è un luogo unico nel suo genere un magico scrigno protetto dal Promontorio di Bengodi e dalla natura incontaminata della verdeggiante macchia mediterranea. Un'oasi circondata dallo splendido Parco, dove spicca la grande Piscina Infinity, e dalle acque turchesi del Golfo di Talamone, il tutto con una vista mozzafiato sulle dolci Colline e spiagge color smeraldo compresa quella privata. “Villa Talamo” è una fuga da sogno sulla Costa Toscana proprio grazie a un panorama fronte mare a dir poco emozionante dove si contempla uno spettacolo creato dalla vista dell'Argentario, di Porto Santo Stefano, di Talamone, olteché dalle Isole del Giglio, di Giannutri e di Montecristo.

“Villa Talamo” dispone di sei meravigliose e super accoglienti camere e tre grandi e affascinanti suite, oltre a una grande appartamento padronale, ogni spazio è stato elegantemente arredato con mobili d'epoca di raffinata eleganza. Graziosa e storica la Cappella compresa nell'edificio e incantevole la Torre Campanaria che ancora scandisce le ore.

Dopo aver visitato con molto piacere tutta la struttura, grazie anche al gentile, bravo e disponibile General Manager Philipp Kunz (classe 1982, di origini Austriache), sopraggiunta l'ora di pranzo mi sono accomodato al Ristorante in una caratteristica e ospitale saletta totalmente a me dedicata con due soli tavolini apparecchiati. Con la buona stagione il Ristorante è all'aperto immerso nella magia della natura.

Ad accogliermi, con grande premura e simpatica familiarità, l'Executive Chef & Food and Beverage Management della Villa: Massimiliano Volonterio.

Massimiliano è nato a Como il 24 Novembre del 1980, fin da giovanissimo ha sempre apprezzato i piaceri della “buona tavola” visto che Mamma e Nonno erano dei veri Maestri di Cucina e lo Zio un grande Pasticciere, tutta questa gustosa influenza non poteva che portarlo , nel 2000, a diplomarsi all'Istituto Professionale Servizi per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera “Carlo Porta” di Milano. Dopo un brevissimo periodo di gavetta dove ha dimostrato la sua grande predisposizione e amore per la Cucina ha iniziato dal 2001 una carriera da Chef brillante davvero in Italia e all'Estero in Locali famosi e super “Stellati”. Dal Mese di Aprile 2021 Massimiliano Volonterio è a “Villa Talamo”.

Ma torniamo al Ristorante della Villa dove il Menu offre un'interessante scelta di piatti di mare e di terra. La Carta dei Vini è selezionata e non mancano le Bollicine.

Giorgio Dracopulos e lo Chef Massimiliano Volonterio

Eccoci giunti alla degustazione fatta. In tavola un ricco cestino di panini, fragranti e gustosi, ai vari sapori, un Olio Extra Vergine di Oliva 100% Toscano molto buono e delicato, “FonteTinta” dell'Azienda I Lecci , e un Aceto molto interessante “Dolce Denso” dell' Antica Fattoria La Parrina . Il cibo è stato accompagnato da un Vino Rosso di grande classe: “ Fuligni 2013 Brunello di Montalcino Riserva”. Sono state servite le seguenti portate: - Cappuccio di zucca e le sue chips di focaccia fatta in casa; - Carpaccio di vitello al cioccolato,

Pancia di Maialino. Foto di Giorgio Dracopulos

tartufo Toscano e Olio Extra Vergine di Oliva; - Paccheri (prodotti artigianalmente con semola di grano duro Toscano e trafilati al bronzo del Pastificio Morelli ) crema di patata affumicata, polpo croccante e mandorle; - Zuppa di pesce alla Maremmana con pescato di zona e pane integrale croccante; - Pancia di maialino, cavolo viola e chutney (salsa agrodolce) di miele; - Selezione di gustosi Formaggi della Tenuta Il Radichino Fratelli Pira ; - Namelaka (crema ultra cremosa, in questo caso dalla gradevolissima forma di pesca) al rosmarino e cioccolato bianco Noalya , sorbetto al limone e frutti di bosco; - Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto decisamente buono con sapori e gusti spesso esaltanti, belle anche le presentazioni. La Cucina dello Chef Massimiliano Volonterio è estremamente genuina, piacevole, ricca, gustosa, saporita, leggera e bella, oltreché essere il frutto di una mano esperta. Le materie prime sono di ottima qualità, alcune raccolte direttamente dal suo orto personale ubicato nel parco, ed è molto apprezzabile la ricerca che lo Chef fa dei prodotti più validi e particolari del Territorio. In Cucina lo Chef è supportato dal bravo Capo Partita Pubudu Niroshan Samarawickrama, originario dello Sri Lanka, e da Alice.

Al Resort “Villa Talamo” di Fonteblanda, in Provincia di Grosseto, ho trovato una struttura estremamente affascinante, immersa nel verde e ubicata davanti a un panorama fantastico, che offre una speciale accoglienza personalizzata abbinata all'ottima cucina dello Chef Massimiliano Volonterio.

Giorgio Dracopulos

https://villatalamo.com/

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

La ripartenza è in atto. Eccome! E la confusione ne approfitta. È mancata una cabina di regia, una logica di lavoro. È prevalsa l’anarchia. Alle tradizionali manifestazioni organizzate da sempre nei mesi d’autunno come Milano Wine Week, Life of Wine, Autochtona, Modena Champagne Experience, Merano Wine Festival e Fivi si sono aggiunte, meglio dire sovrapposte nelle date, il Vinitaly Special Edition, le presentazioni di tutte le Guide comprese anche le nuove (una marea) e, udite udite, Benvenuto Brunello che lascia le Anteprime Toscane (mese di Febbraio) occupando il calendario dal 19 al 28 novembre. Senza dimenticare le innumerevoli iniziative delle cantine piccole e grandi. Avanti c’è ancora posto nella sovrapposizione!

 

Frammento n. 1

La provocazione: tappo a vite tutta la vita.

Riporto il pensiero di un grande produttore altoatesino, Franz Hass, estratto da un’intervista pubblicata su Cronache del Gusto del 6 ottobre u.s.

"Faccio vino da molti anni ed oggi tutte le mie etichette hanno il tappo a vite".

“Tutto è nato quando nel 1996 ho partecipato a una degustazione diciamo alternativa in Sardegna e da due anni lo uso su tutti i miei vini. Anche per quelli che fanno lunghi invecchiamenti. Non solo. Dagli studi specifici che ho fatto mi sono reso conto che i benefici del tappo a vite non sono solo per i bianchi, ma anche per i rossi che, anzi, ne godono di più". Diciamoci la verità: in Italia, come in Francia, ad esclusione dell’Alsazia, il tappo a vite non attacca. “No. Credo che il problema sia nella giusta comunicazione. Anch’io all'inizio ho avuto qualche difficoltà a far comprendere le differenze. Ma oggi posso affermare che il tappo a vite è la chiusura migliore per la qualità del vino". Non sarà mica una scelta collegata ai costi? "E' vero che il tappo a vite costa meno del tappo di sughero, ma se confrontiamo i prezzi di una tappatrice per il tappo a vite e quella per il sughero i costi sono molto diversi. Il guadagno? Non dobbiamo più sostituire le bottiglie che sanno di tappo". Ma alla fine è vero che il tappo a vite permette una conservazione migliore del vino? "Non solo si conserva meglio, ma invecchia benissimo". Aggiungo: c’è il vantaggio nell’uso della solforosa. Ma avrà o no un limite il tappo a vite? Possono essere tappati tutti i vini? “Personalmente ho solo 16 anni di esperienza con i tappi a vite. Ma ho confrontato i miei vini imbottigliati nel 2005 sia con tappo a vite che con tappo a sughero. Non c'è confronto. Vince il tappo a vite".E gli scettici? “L’invito in cantina e gli faccio assaggiare le prove che ho fatto negli ultimi anni. Chi la fa, poi, non esce più con la stessa idea". “I numeri italiani fanno fatica. In Alto Adige, su 135 aizende, circa 40 lavorano con il tappo a vite. Sono piccolissime, ma ci sono".

La provocazione ultima: Con gli spumanti come la mettiamo?

"C'è il tappo a corona. E si fa un prodotto migliore di quello che è". E l'aspetto sentimentale dello stappare? "Bisogna bere il vino, mica il tappo..." Ad ognuno la sua!

 

Frammento n. 2

La città di Marsala ha la Piazza Marco De Bartoli

Marco De Bartoli 

È ufficiale, la città di Marsala rende omaggio ad un grandissimo personaggio del vino italiano. Marco De Bartoli visionario, indomabile, talentuoso. Giustissimo e doveroso che la sua città natale lo onori intitolandogli una piazza nel pieno centro storico. Chapeau!

 

Frammento n. 3

Salviamo il Pinot Grigio Ramato: non è un rosé.

Vogliono far passare il Pinot Grigio Ramato per un rosé. Il vino rosato è oggi, più che mai, sulla bocca di tutti. Ne consegue che l’industria vinicola è impegnata a cavalcare (ahimé ndr) l’onda della moda rosa con le conseguenze che registriamo. Ed ecco avanzare, sulla base di ragionamenti legati alla logica del cassetto, la manovra che ha portato recentemente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della modifica del disciplinare della DOC delle Venezie che permetterà di utilizzare i termini rosato, rosé o ramato in etichetta indifferentemente, secondo le esigenze di marketing. E qui casca l’asino: rosato, rosè meglio di ramato. NO. Il pinot grigio ramato non è un Rosé!

 

 

Frammento n. 4

Il brett diventa un difetto tollerabile.

Felicemente adagiato sulle bucce dell’uva, i lieviti Brettanomyces, oltre finire nel mosto e di conseguenza nel vino, trovano posto anche nei e sui legni nelle cantine. L'invisibile terrore della stragrande maggioranza dei produttori, pronti a combatterlo a colpi di anidride solforosa. Ha un carattere lunatico il brett. Regala in realtà odori anche molto diversi tra loro. Odore da pollaio, o di cerotto disinfettante, di rancido ma anche di formaggio, di bacon e chiodi di garofano. E di sudore di cavallo, fagioli bruciati, latte acido ne vogliamo parlare? . Il brett è, con ogni probabilità, il lievito più controverso della scienza enologica, amato da alcuni, tollerato da altri, detestato dalla maggior parte. Nel comparto dei cosiddetti vini naturali, di quelli ispirati dall’eco sostenibilità, dalla filosofia biodinamica, è tollerato. Anzi; guai se un vino di questi comparti non ha il brett. Personalmente lo detesto ; rimane e rimarrà sempre un difetto del Vino!

 

Frammento n. 5

Benvenuto Brunello lascia le Anteprime di Toscana

Nuove date e collocazione nella seconda quindicina del mese di novembre per la rassegna Benvenuto Brunello. Dal 19 al 28. Siamo alla trentesima edizione: si cambia! Annata 2017 e riserva 2016 (una bomba). Il perché della decisione? “In una fase di grande cambiamento occorre avere il coraggio di innovare per centrare quegli obiettivi di promozione che le stesse aziende ci chiedono”. Così il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci. Il format, rigorosamente su invito, vedrà lo spazio di due giorni per la stampa nazionale ed internazionale. Nei giorni successivi inviti selezionati per le rimanenti categorie. E Nobile Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, Chianti e Chianti Classico staranno a guardare? Chi vivrà vedrà.

 

 

 

Una segnalazione per tutti gli amici.

È uscito, in questi giorni, un interessante pubblicazione dal titolo VITIGNI, VINI RARI e ANTICHI nella collana Interferenze, editore Cinquesensi. Le unicità dell’Italia enoica.

Ivano Asperti, scrittore del vino, ci propone in questa opera ponderosa l’esito di un lungo lavoro di ricerca, studio, selezione e assaggi. “Vitigni, vini rari e antichi” è costruito con la pazienza di un ricercatore attento e con l’entusiastica determinazione di chi è mosso, prima di tutto, dalla passione. Un’opera importante, anzi necessaria che va a integrarsi alla già nutrita biblioteca relativa alla viticoltura e alla civiltà del vino. Da non perdere.

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

 

La Riflessione!

La ripartenza è in atto. Ma nubi si addensano nuovamente all'orizzonte: è la variante “delta” che preoccupa non poco. Un'altra chiusura il Paese non può permettersela. Sarebbe una catastrofe incontrollata e incontrollabile. Ci salveranno le vaccinazioni? Il “passo verde”? Al momento pensarci e preferire continuare a raccogliere frammenti attestanti la ripartenza.

 

Frammento n. 1

SOLO VINO: un successone.

Grande successo per SOLO VINO, la prima manifestazione enoica riaperta al pubblico. Qualità dei prodotti in degustazione, qualità delle cantine. Questi aspetti uniti al grande afflusso di ingressi, la chiave del successo. Il Salone dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine si è tenuto a Città di Castello (Pg)

 

 

Frammento n. 2

Le calorie riportate anche nelle etichette di vino.

Entro il 2022 le etichette di vino contengono il contenuto energetico, cioè le calorie! A introdurre la novità è l'accordo (provvisorio) raggiunto a Bruxelles che fa seguito alle proposte della Commisiione Ue sul piano europeo di lotta al cancro. L'etichetta al pari di un “bugiardino” contenuto nelle scatole dei farmaci. Arrivare a “bere nuoce alla salute”, il passo è breve.

 

Frammento n. 3

 
 Il vitigno Gamay

Il vitigno Gamay sceglie l'Umbria, in particolare il Trasimeno.

Sulle rive del Lago Trasimeno da oltre 400 anni c'è presenza di uve gamay e l'azienda Madrevite ha voluto aprire on line un Blog interamente dedicato a questo vitigno. www.gamaydeltrasimeno.com è operativo. Oltre al blog anche pagine su facebook e instagram per raccontare la vita di questa straordinaria e particolare cultivar.

 

 

 

Frammento n. 4

Steinbock Spumante Senza Alcool. Una bestemmia?

Per gli amanti, come me, dei “perlage”, la risposta è categorica: SÌ. Per Martin Foradori, titolare ed enologo della cantina altoatesina Hofst ӓ tter, si Tratta di Una risposta un Quello che lui definisce Stesso Mercato Giovane Che Non Vuole l'alcool. Prodotto da uve reasling dealcolate con una apposita tecnica acquisita in Germania. Cosa si fa per vendere.

 
 Spumante dealcolizzato

 

 

Frammento n. 5

Nel Chianti Classico è in atto la rivoluzione

Al via il progetto UGA (Unità Geografica Aggiuntiva). Valorizzazione delle caratteristiche distintive del Chianti Classico (quello con il Gallo Nero). Aumentare la qualità in termini di identità e territorialità. Ecco emergere dal cilindro del Consorzio, dopo lunga discussione, i nomi in base a criteri specifici: Castellina, Castelnuova Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, radda, San casciano, san Donato in Poggio, Vagliagli. Per adesso solo nelle etichette della Gran Selezione (ovvio!) È il territorio che fa la differenza…

 

 

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

 
 Chef a lavoro

Versilia Gourmet , l'evento cult dell'estate versiliese, giunto alla sua 11esima edizione, anche quest'anno “ha colto nel segno”.

 

Evento mai ripetitivo, sempre ricco di sorprese, ha scelto ancora una volta per la sua Cena di Gala, lo charme di Forte dei Marmi e come palcoscenico il noto Ristorante La Barca di Piero Petrucci , uno dei simboli della Versilia degli “Anni Ruggenti”, dove “lo champagne correva a fiumi”.

 
ho premiato

Gianluca Domenici , ideatore e patron dell'evento, ci ha volutore. Non più una maison di champagne come wine partner ma un Consorzio di produttori di sublimi spumanti italiani: un riconoscimento all'eccellenza di due territori. La Franciacorta e la Versilia.

I personaggi del cibo e dell'accoglienza, la stampa di settore, presenti alla Cena di Gala ad assistere, tra una portata e l'altra, “l'emozionante ed atteso degli Oscar alla Ristorazione”, accompagnati sì dagli applausi ma anche dai numerosi brindisi “franciacortini”.

 
 Premio Versilia Gourmet

La regia gastronomica della serata affidata ad un personaggio conosciuto nel mondo della ristorazione che conta. Chef acclamato e personaggio televisivo del momento, Cristiano Tomei.

Il menù fantastico?

- Rombo in pineta;

- Insalata di mare in busta chiusa;

- Crema catalana di muscoli (cozze);

- Bistecca nella corteccia di pino

Cristiano si è proprio divertito coinvolgendo con la sua vena creativa i 150 invitati.

 
 Bistecca nella corteccia di pino

E poi l'emozionante rito della consegna dei “Premi Versilia Gourmat-Franciacorta”, meglio conosciuti come “gli Oscar della ristorazione:

- Miglior chef 2021 Luca Landi del Ristorante Lunasia di Viareggio;

- Migliore in Sala Antonio Pieri dell'Osteria A'Pagliai in località Querceta (nell'interno di Forte dei Marmi);

- Premio Carriera Dina Novani della Trattoria Da Beppino a Valdicastello (Pietrasanta);

Infine il premio più ambito:

- Ristorante dell'Anno Franco Mare dei fratelli Stefanini a Marina di Pietrasanta.

Ma il momento clou della serata è stato quando sul palco è salito l'ospite d'onore della serata: lo chef pluripremiato e stellato Mauro Uliassi da Senigallia insignito di quel premio che ogni anno viene conferito ai personaggi che hanno scritto e scrivono i capitoli più importanti della Cucina Italiana d'Autore: Premio Eccellenza Italiana.

 
 Ristorante La Barca a Forte dei Marmi

“Esiste un luogo straordinario a ridosso delle nostre Alpi, ricco di tesori d'arte e naturalistici. Nascono una cultura antica dalla quale vini pregiati, la cui vivacità accompagna brindisi e degustazioni, dona piacere, leggerezza e gioiadi vivere. Prodotti unici capaci di illuminare ogni attimo”. Così Silvano Brescianini , Presidente del Consorzio Franciacorta , al momento della presentazione della nuova partnership cercata, agognata e voluta da Gianluca Domenici.

Versilia Gourmet ei produttori della Franciacorta insieme a decretare il successo della ristorazione di assoluta eccellenza.

Ed ecco allora i perlage “scendere” nei calici in un susseguirsi di emozioni.

Monte Rossa, La Fiorita, Colline della Stella, Barone Pizzini, Villa Franciacorta, Castello Bonomi, Annamaria Clementi Rosé (Ca' del Bosco) e Bersi Serlini Demi Sec. Quest'ultimo ad accompagnare un dessert e alla moda di “brindiam nei lieti calici”.

 
 Mauro Uliassi

Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut e Demi Sec in perfetto abbinamento a piatti firmati da Cristiano Tomei .

 
 Cristiano Tomei

Lo spumante Franciacorta è stato il primo Metodo Classico Italiano (la rifermentazione in bottiglia)ad aver ottenuto, nel 1995, la Docg (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) dopo l'accertato metodo di produzione rispondente a rigide e scrupolose norme volte a certificare l 'assoluto valore.

È stata l'eleganza che contraddistingue la loro qualità a portarli ad essere partnership della Camera Nazionale Italiana della Moda a supporto della creatività made in italy.

Bravó! Non potevi trovare un vino partner migliore. Siamo soli ALL'INIZIO”, Parola di Gianluca Domenici. Chapeau!

 

Urano Cupisti

 
 Vigneti trentini

In questo mondo dove alcool-free sembrerebbe essere la nuova via intrapresa dai legislatori per combattere il fenomeno dell'abuso e dell'uso di alcool che nuoce alla salute , come “ eretico” e amante dei piaceri derivanti dalla proposta buon bere , parlo della novità dalla Distilleria F.lli Pisoni di Mandruzzo (Trento).

Aggiungo: come amante dei superalcolici ottenuti per distillazione da vino.

Ed ai Cognac ed Armagnac dei cugini francesi, pongo la nostra grappa , vero gioiello unico riconosciuto tale universalmente.

 
 Alambicchi

La Distilleria F.lli Pisoni, nella già nota linea delle Grappe Clessidra, aggiunge due novità: Clessidra Stravecchia 15 anni e Clessidra 10 anni.

In particolare la Grappa Clessidra Stravecchia 15 anni , espressione di un territorio particolare come quello del Trentino.

Vinacce

Utilizzate vinacce di altissima da vitigni Chardonnay , con le tipiche note fresche e floreali, Teroldego , che dà struttura e persistenza, con piccole percentuali di Nosiola e Marzemino , distillate in alambicchi di rame utilizzando gli insegnamenti derivanti dal metodo Tullio Zadra che garantiscono loro un riscaldamento lento e uniforme. Rispetto della tradizione trentina .

Affinamento

Le barrique utilizzate sono in parte nuove e in parte usate. Quelle usate non scelte a caso ma provenienti da cantine che le hanno utilizzate per il processo di affinamento del vino teroldego .

Barriques dormienti collocate all'interno della montagna, in un vecchio rifugio aereo dove sono garantite temperature fresche costanti.

Dopo anni di attesa ritroviamo nella forma della bottiglia lunghi “a clessidra” il perfetto nella struttura e nella ricchezza delle varietà aromatiche che compone questa Grappa Stravecchia 15 anni.

 
 Grappa Clessidra Stravecchia 15 anni

E nel soggiarla il pensiero vola a quel territorio magico che è il Trentino, “ dove la vicinanza a tesori naturali come i laghi e le splendide montane, permette l'alternarsi di forti escursioni termiche che alla materia prima, l' ed acidità necessaria”.

Legislatori, scrivete pure in etichetta che “l'alcool uccide”. Non potete toglierci i momenti di appagamento e gioia così come descritti dal poeta maledetto, Charles Baudelaire , nei suoi inni alla bellezza e al piacere. Chapeau!

Urano Cupisti

Distilleria F.lli Pisoni

Via San Siro 7/a

Frazione Pergolese

Madruzzo (Tn)

Tel 0461 564106

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www.pisoni.it

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